Galenstock (m.3586), Galengrat Verschneidung
Dettagli
- Accesso stradale: proveniendo dall'Italia, superare la galleria del Gottardo ed uscire a Göoschenen (prima uscita dopo la galleria). Seguire le indicazioni per il passo del Furka (Furkapass), superando Andermatt, Realp, e arrivando infine al passo (m.2431 - varie costruzioni, ampio spiazzo per parcheggiare, circa 27 km dall'uscita dell'autostrada).
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Attacco:
seguire le indicazioni per il rifugio Sidelen (Sidelenhutte), su un comodo sentiero marcato con segnavia biancorossi, fino a superare un torrente su un ponticello. Seguire ora una traccia di sentiero che percorre il lato sx dell' evidente morena. Dopo qualche saliscendi, in vista del rifugio, lasciare il sentiero verso sx, risalendo un'ulteriore morena fino alla lingua del ghiacciaio. Risalire il ghiacciaio (o la morena alla sua sx, molto franosa), inizialmente ripido, e che poi spiana. Proseguire quasi in piano fino nei pressi delle pareti, risalendo infine un breve e ripido pendio di neve.
L'attacco è nei pressi di una zona a blocchi, da superare con un breve tiro di corda verso dx, fino alla prima sosta posta su una comoda cengia (in questo primo tratto ci sono anche una serie di cordoni). (1h45)
Il percorso descritto non è obbligato: superato il ponticello sul torrente è possibile rimanere a sx della morena, senza risalirla, piegando poi a sx verso il ghiacciaio. In discesa abbiamo provato questo percorso: è probabilmente più diretto, ma è anche più facile finire in zone di pietraia molto disagevoli: a voi la scelta. - Discesa: a corde doppie lungo l'itinerario di salita, saltando la terza e la settima sosta. Dal riferimento bibliografico indicato, dalla sosta con catena al termine del quinto tiro, dovrebeb essere possibile scendere con calate verticali. Non abbiamo verificato questa possibilità e, con un po' di attenzione, siamo ridiscesi esattamente sulla via di salita. Con l'ultima calata, obliquando un po' a sx (viso a monte) si riesce a ritornare direttamente all'attacco, evitando di dover percorrere a ritroso il traverso iniziale. Per recuperare le corde suggerisco di scendere sul nevaio (dopo aver recuperato gli scarponi all'attacco!) in modo da effettuare un recupero il più lineare possibile.
- Difficoltà: max 5b.
- Sviluppo: 10 lunghezze, per circa 300 metri di sviluppo.
- Attrezzatura: soste attrezzate, in via chiodi e qualche spit, di solito facilmente integrabili con fiend/nut (tutte le misure). L'ultimo tratto dell' avvicinamento avviene su ghiacciaio, scoperto all'epoca della nostra ripetizione. Consigliata una attrezzatura adeguata: scarponi e ramponi, picozza o bastoncini da trekking. In caso di ghiacciaio innevato procedere opportunamente legati (qualche crepaccio, specie sul tratto in piano).
- Esposizione: sud-ovest. Sole dalla tarda mattinata.
- Tipo di roccia: granito.
- Periodo consigliato: estate, inizio dell'autunno. Forse anche in primavera, con avvicinamento sugli sci.
- Tempo salita: 4h00.
- Riferimenti bibliografici: von Känel, Jürg, Plaisir Ost, Edition Filidor, 1999
- Relazione
- dal ghiacciaio salire a dx per blocchi, aggirare un torrione, scavalcare un blocco arrivando ad una comoda cengia, dove si trova la sosta di partenza.
- Lunghezza 1, 5b: i primi metri sono i più difficili di tutta la via... In verticale per roccia viscida e un po' umida, aiutandosi con un lamone a dx, fino ad una fettuccia che collega uno spit ed un chiodo. Da li a dx (spit) e poi in verticale per diedro (placca a sx, spuntoni a dx). Al termine del diedro a sx in piena placca. Aggirare da sx un chiodo a pressione con anello e salire infine alla sosta.
- Lunghezza 2, 4c: a sx (spit) e poi in verticale per placche fessurate e appoggiate. Quasi all'inizio del tiro si incrocia un'altra sosta, a cui non vale la pena fermarsi.
- Lunghezza 3, 5a: per placche e lame, salendo leggermente verso sx, fino ad una sosta attrezzata con uno spit ed un chiodo collegati da un cordino. Nella discesa in doppia questa sosta si salta.
- Lunghezza 4, 4a: si prosegue per parete articolata ed infine per spigolo arioso ma non difficile fino alla sosta su un aereo terrazzino.
- con corde da sessanta metri, la terza e quarta lunghezza possono essere unite.
- Lunghezza 5, 5a: a dx salire ad un terrazzino alla base di un netto diedro (spit). Salire il diedro (difficile), poi una zona fessurata (in loco due friend abbandonati, incastrati profondamente). Il tiro diviene via via più semplice ed abbattuto (roccette) fino ad una sosta con catena.
- Lunghezza 6: tiro di trasferimento, su terreno semplice, fino alla sosta successiva, alla base di un tratto verticale.
- Lunghezza 7, 4b: fessurina verticale, spit, e ristabilimento su una cengetta. Si prosegue su terreno un po' più semplice (fessure e lame). Nella discesa in doppia questa sosta si salta.
- Lunghezza 8, 4c: in verticale sopra la sosta fino ad una comoda cengia, sosta a dx.
- anche queste due lunghezze, con corde da sessanta metri, si possono unire.
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Lunghezza 9, 4c:
dalla sosta spostarsi a dx, salire un primo muretto entrando così nel lungo diedro finale. Il diedro alterna tratti abbastanza ripidi ad altri più abbattuti, il tutto protetto con qualche chiodo e spit facilmente integrabili.
Circa a metà del tiro, all'altezza di uno spit, un chiodo posto a sx suggerirebbe di uscire dal diedro principale: sembra una variante poco sensata, noi siamo rimasti nel diedro principale fino ad arrivare alla comoda sosta. - Lunghezza 10, 5a: il diedro prosegue un po' più ripido e continuo rispetto alla lunghezza precedente. Poco protetto, ma anche quì è abbastanza agevole integrare con qualche friend. Sosta un metro sotto la cresta.
- Note: bella via di stampo classico in ambiente grandioso. Consigliata.
- Aggiornamento: relazione a cura di Riccardo Girardi, da una ripetizione con Mauro Sartirana il 16 luglio 2011.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.