Gran Paradiso (m.4061) - Parete nord-ovest
Dettagli
- Accesso stradale: percorrere la strada per la Valsavaranche, giunti in località Pravieux (1830 m.) circa 3 km a valle di Pont, parcheggiare in un'ampio slargo sulla sinistra in prossimità del ponte sul torrente Savara.
-
Avvicinamento:
attraversare il ponte ed imboccare la mulattiera che porta all'alpeggio di Lavassey (2194 m.), al bivio seguire il sentiero a destra che si snoda ai piedi delle rocce della Costa Savolère e successivamente sale ripido al rifugio Chabod (2750 m.). (2h00).
Dal rifugio si ha una visuale perfetta sulla parete Nord-Ovest del Gran Paradiso. Oltrepassare il locale invernale e seguire il sentiero che porta alla presa dell'acquedotto (tubo nero conduttura idrica a tratti visibile), attraversare il torrente e salire sulla sommità del crestone morenico che separa i ghiacciai di Moncorvè e di Laveciau (ometti segnavia). Proseguire sulla cresta a tratti ripida sino a mettere piede sul margine destro orografico del ghiacciaio di Laveciau (3200 m.)(1h30).
Proseguire in direzione della parete tenendosi a distanza di sicurezza dalla seraccata pensile posta sopra il costone roccioso del Piccolo Paradiso, superata qualche gobba gradualmente il pendio s'impenna fino a raggiungere la crepaccia terminale. (2h00) - Discesa: dal pulpito roccioso della vetta dove è stata posizionata una piccola statuetta della Madonna, calarsi obliquamente a sinistra (ovest) per circa 6 metri e raggiungere un comodo terrazzino (calata attrezzata da una fettuccia attorno ad un masso), proseguire in cresta affrontando alcuni tratti esposti (corde fisse), aggirare a destra il pulpito roccioso dove è posizionata la statua della Madonna, il punto culminante raggiunto dalla maggior parte degli alpinisti che effettuano la salita per la via Normale, erroneamente considerato come la vetta del Gran Paradiso. E' possibile raggiungere la statua superando alcune roccette e una cengetta esposta (spit in posto per assicurazione). Attraversare la crepaccia terminale, piegare a destra traversando ai piedi del torrione Roc e raggiungere il Colle della Becca di Moncorvè (3850 m.), piccola vetta che si lascia sulla sinistra, proseguire in discesa e portarsi sulla cresta nevosa denominata Schiena d'Asino (3700 m.). Piegare a destra imboccando il vallone glaciale che collega il ghiacciaio del Gran Paradiso con quello di Laveciau; per ripidi pendii portarsi alla base della Cresta Nord Ovest (3300 m.) e proseguire in diagonale a destra (faccia a valle) aggirando i grandi crepacci e raggiungendo il crestone morenico, percorrendo così a ritroso l'itinerario di salita si arriva al rifugio Chabod. (3h00)
- Difficoltà: D. Neve e ghiaccio a 50°-55°.
- Sviluppo: 600 metri la parete, 1300 metri dal rifugio Chabod.
- Attrezzatura: N.D.A. (normale dotazione alpinistica), consigliate 2 picozze e viti da ghiaccio.
- Esposizione: nord-ovest.
- Periodo consigliato: da fine giugno a metà luglio.
- Tempo salita: 4h00-6h00 variabili secondo le condizioni della parete.
- Primi salitori: L. Bon, R. Chabod, A. Cretier, l'11/07/1930 per la crestina rocciosa di sinistra. C. Bertolone, F. Cappa, G. Giorda il 6/07/1958 interamente su ghiaccio.
-
Riferimenti bibliografici:
- Gran Paradiso - Parco Nazionale, Guida dei Monti d'Italia C.A.I.-T.C.I.
- Renzo Quagliotto, Scalate su Ghiaccio, Edizioni Agielle
-
Cartografia:
- Kompass n°86 1:50.000 - Gran Paradiso
- I.G.C. 1:50.000 - Gran Paradiso
- Relazione: dall'epoca della prima ascensione la parete Nord Ovest ha subito profondi cambiamenti: del grosso seracco nella parte mediana è rimasto soltanto una gobba appena accennata, mentre quello superiore si sta progressivamente assottigliando, oggi il pendio è più liscio ed uniforme e l'ascensione risulta quindi più agevole. La linea di salita più seguita è lo scivolo di neve e ghiaccio compreso tra la crestina rocciosa di sinistra e la proiezione verticale del seracco pensile superiore. Superata la crepaccia terminale nel punto più agevole (di solito al centro) proseguire in verticale su pendenze di circa 50°, giunti in prossimità del seracco pensile superiore due possibilità di uscita: piegare a sinistra e raggiungere la crestina nord est, nevosa e affilata conduce in pochi minuti sulla cima, oppure rimontare il seracco aggirandolo sulla sinistra e proseguire sull'ultimo pendio a forma di triangolo fino in vetta con pendenze di 60°-65°, è anche possibile superarlo direttamente con pendenze che superano i 70°.
- Note: salita di ampio respiro, è considerata una classicissima delle pareti nord.
- Aggiornamento: relazione a cura di di Simone Rossin, da un'ascensione effettuata con Isidoro Castelli il 10 luglio 2008.
-
Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.