Grigna Meridionale, Campaniletto (m.1730) - via normale

Grigna Meridionale, Campaniletto (m.1730) - via normale

Dettagli

  • Accesso stradale: da Lecco seguire le indicazioni per la Valsassina. Superato il paese di Ballabio, girare a sinistra in direzione dei Piani dei Resinelli e seguire la strada a tornanti fino al grosso parcheggio.
  • Avvicinamento: a piedi o in macchina (ma solo fino alla stanga, dove è possibile parcheggiare ai bordi della strada) seguire le indicazioni per il rifugio Porta. (0h10 - 0h15)
    Dal retro del rifugio seguire il sentiero Cermenati. Oltrepassato il bosco, prima che il sentiero principale pieghi verso destra, seguire a sinistra le indicazioni per il sentiero della Direttissima. Superata la zona con catene e scalette in prossimità del caminetto Pagani, proseguire sempre per il sentiero fino ad incontrare, ad un colletto, l'indicazione "Torre, Lancia e Fungo". A questo punto svoltare a sinistra e, per tracce di sentiero, scendere alla base del Campaniletto, dove parte la via normale (1h30).
  • Attacco: la via attacca nei pressi dell'evidente fessura alla base della paretina nord del Campaniletto (resinato di partenza).

    Nota bene: per orientarsi in Grigna, se non si è pratici della zona, è utile almeno una delle pubblicazioni più avanti indicate.
  • Discesa: dall'ultima sosta con anello calarsi con una doppia da 40 m lungo la parete nord (dove passa la via Direttissima Condor). Oppure con tre brevi calate sulla via normale (anelloni cementati, ma soluzione sconsigliata).
  • Difficoltà: III+, PD+; IV la variante da noi seguita.
  • Sviluppo: 2 lunghezze, circa 50 metri di sviluppo.
  • Attrezzatura: in via presenti rari fittoni a causa delle difficoltà contenute. Soste su fittoni resinati. Utile qualche dado/friend di varie misure e qualche cordino per clessidre.
  • Esposizione: nord-sud.
  • Tipo di roccia: dolomia.
  • Periodo consigliato: tarda primavera, estate, inizio autunno.
  • Tempo salita: 1h30.
  • Primi salitori: Eugenio Fasana, Carlo Prada, Luigi Binaghi, 20 settembre 1914.
  • Riferimenti bibliografici:
    • Corti P., Grignetta e Medale, arrampicate nel giardino di pietra, Novantiqua Multimedia, 2005
    • Pesci E., Le Grigne, CAI-TCI, 1998
    • Porta D., Morandin B., Grignetta - le più belle arrampicate, Edizioni Albatros, 1990
  • Cartografia:
    • TCI - Gruppo delle Grigne - scala 1:20.000
    • Multigraphic - Brianza, Prealpi Lombarde - scala 1:25.000
    • Kompass, foglio 105 - Lecco, Valle Brembana - scala 1:50.000
  • Relazione
  • Lunghezza 1, III+, III, 25 metri: salire lungo l'ampia fessura (fittone e poco sopra clessidra) fino ad un comodo pianerottolo dove è presente una sosta con catena. Superare quest'ultima rinviando un po' lungo ed entrare nel camino soprastante. Seguire il camino fino al suo termine (presente solo un fittone circa a metà, ma ampia possibilità di proteggersi). Usciti dal camino superare un'altra sosta con catena e sostare qualche metro più avanti, su un ampio terrazzo (due fittoni da collegare).
  • Lunghezza 2, III, (variante IV) 25 metri: dal terrazzino salire a sinistra la placca che porta sull'anticima (fittone). Si aggira quest'ultima sempre verso sinistra e con caratteristica spaccata si guadagna la cima (III).
    La variante da noi seguita (IV) segue invece la spaccatura tra le due punte. Dalla S1 salire verso destra fino ad un primo resinato. Da qui traversare leggermente a sinistra sotto uno strapiombino (chiodo vecchio sulla sinistra) e con passaggio un po' atletico ristabilirsi con i piedi e proteggersi sul successivo resinato. Da qui, con caratteristica spaccata, si guadagna la cima (sosta su catena e anello di calata).
  • Note: breve ma bella salita classica, da combinare con qualche altra salita sui torrioni vicini (ad esempio la normale a Torre e Lancia, la Corti alla Torre, la normale o lo Spigolo Boga al Fungo). Un aneddoto particolarmente interessante: è stata la prima via di Walter Bonatti (I miei ricordi, Baldini Castoldi Dalai Editore). Motivo in più per scalare il Campaniletto?!

    Con le dovute precauzioni, la via è consigliabile anche a principianti con un minimo di esperienza.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Christian Orlandelli e Riccardo Cabrini, giugno 2009.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.
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