Grigna Meridionale, Torrione del Cinquantenario (m.1743) - via Il fantasma della libertà (parete SSW)
Dettagli
- Accesso stradale: prendere la superstrada Monza-Lecco in direzione Lecco. Non entrare nella città di Lecco ma continuare sulla superstrada in direzione Valtellina-Colico, fino allo svincolo per la Valsassina, che attraverso vari tunnel porta direttamente alla valle. Alla rotonda all'uscita dell'ultimo tunnel seguire la deviazione per il Pian dei Resinelli, che aggira l'abitato di Ballabio Superiore e risale con numerosi tornanti fino al parcheggio posto all'ingresso del Pian dei Resinelli (8 Km da Ballabio). Non parcheggiare e continuare fino ad una strada al termine del parcheggio che sale a dx in salita (indicazioni Rif. Alippi) e poi continua lungamente in discesa. Poco prima del rifugio prendere la stradina sterrata sulla dx fino a degli slarghi dove è possibile parcheggiare nei pressi di un bosco di faggi (se non è disponibile spazio od in caso di neve/strada non accessibile, parcheggiare prima della stradina).
- Avvicinamento: seguire il sentiero delle Foppe verso il rif. Rosalba (segnavia 9). Si passa poi sotto il Torrione del Pertusio e si continua lungamente verso il rifugio Rosalba, fino a quando si individuano evidenti tracce di sentiero a dx verso la base del Torrione del Cinquantenario. (1h00/1h30)
- Attacco: alla base del torrione, nel suo punto più basso, pochi metri a sx del piccolo risalto da salire per la via Gandini. Primo tratto in placca, con fittoni visibili. Poco a sx sale un'altra via (via del Tiziano).
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Discesa:
in doppia sulla via, oppure dalla via Comune al Cinquantenario (meno comodo). Per la discesa dalla via comune:
- dalla cima con campana fare una prima doppia da catena con anelli sul versante opposto a quello di salita (parete NE), fino ad un terrazzo;
- procedere assicurati traversando sul versante N (a sx, avendo alle spalle la doppia fatta) su roccette facili (fittone di passaggio), fino ad una catena per calata;
- due possibilità:
- con corde da 60 metri è possibile con una sola calata arrivare alla base della via normale, ma fare attenzione a scendere diretti per placche evitando la fessura-camino a sx della sosta (faccia a monte);
- preferibilmente scendere dritti e poi verso sx (faccia a monte) per individuare una sosta con calata dietro un risalto e da qui con una breve doppia scendere alla base della parete.
- dalla base scendere per canale molto facile fino all'attacco della via salita.
- Difficoltà: 6a+ obbligato e A0 (6c).
- Sviluppo: 150 metri.
- Attrezzatura: portare 12-14 rinvii (non ricordo esattamente quanti ne abbiamo usati), consigliate due mezze corde per le calate. Eventualmente qualche friend-nut.
- Esposizione: sud, sud-ovest.
- Tipo di roccia: dolomia.
- Periodo consigliato: dalla primavera all'autunno, facendo attenzione all'eventuale neve presente ad inizio stagione. Parete fredda se non al sole, che in autunno arriva verso le 13.00.
- Tempo salita: 3h00/4h00.
- Primi salitori: E. Pesci, I. Zanetti, 1991.
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Riferimenti bibliografici:
- Corti P., Grignetta e Medale, arrampicate nel giardino di pietra, Novantiqua Multimedia, 2005
- Pesci E., Le Grigne, CAI-TCI, 1998
- Pesci E., Arrampicate sportive e moderne tra Lecco e Como, Edizioni Versante Sud
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Cartografia:
- TCI - Gruppo delle Grigne - scala 1:20.000
- Multigraphic - Brianza, Prealpi Lombarde - scala 1:25.000
- Kompass, foglio 105 - Lecco, Valle Brembana - scala 1:50.000
- Relazione
- Lunghezza 1, 6b max., 6a+ obbl.: salire la placca e, raggiunto il primo fittone, si trova un passaggio delicato per uscire su rocce più facili, fino ad uno strapiombino da passare a sx (impegnativo, passaggio obbligato di 6a+). Arrivare in sosta in traverso a sx, in comune con la via del Tiziano.
- Lunghezza 2, 5c: non andare a sx (via del Tiziano) ma a dx a prendere una fessura-camino. Salire un tratto verticale fino alla sosta sotto un muro compatto. Sosta in comune con la via del Tiziano, che qui termina.
- Lunghezza 3, 6b+ max., 6a obbl.: salire leggermente a sx verso il muro compatto, più facile inizialmente se preso da sx. Continuare verso dx in una zona compatta su prese obbligate, poi uscire su rocce più ammanigliate e semplici alla sosta verso dx.
- Lunghezza 4, 6c max., 6a+ obbl.: salire sopra la sosta su roccia compattissima per un paio di metri (6c o A0), quindi prendere una fessura e poco sopra traversare a sx fino alla sosta (si trova a sx di uno strapiombino). Ultimo fittone difficile da raggiungere.
- Lunghezza 5, 6a: dritto sopra la sosta su una rampa verticale magnifica, fino ad arrivare ad una zona più delicata (spit distanziati) e ad un passo difficile, per poi uscire in vetta su rocce ammanigliate (6a, molto bello). Poco a dx passa la via Gandini.
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Note:
arrampicata sostenuta, aerea e stupenda, molto panoramica.
A marzo la parete va al sole dopo le 11.00, mentre arriva prima il sole sulla vicina Gandini.
Abbiamo avuto il privilegio di arrampicare vicino ad Alessandro Gogna, che era sulla Gandini e ci ha scattato delle foto... - Aggiornamento: relazione a cura di Walter Polidori, da una ripetizione con Antonio Mattion il 2 marzo 2008.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.