Grigna Meridionale, Torrione Fiorelli (m.1673) - via Fratelli Tessari o Baita Segantini

Grigna Meridionale, Torrione Fiorelli (m.1673) - via Fratelli Tessari o Baita Segantini

Dettagli

  • Accesso stradale: da Lecco salire ai Piani Resinelli, prendere la strada che sale a destra del bar ristoro, lasciare a sinistra la deviazione per il rifugio Porta e raggiungere il rifugio Soldanella. Proseguire su sterrata fino ad incrociare l'evidente canalone Porta. Parcheggiare a sinistra di fronte ad una vasca con un rubinetto dell'acqua, appena oltre il canalone.
  • Avvicinamento: salire la carrozzabile fino al bivio con palina indicativa, lasciare a destra la deviazione per la Traversata Bassa e proseguire diritto costeggiando la recinzione in legno di una villa di colore rosso. Lasciare la carrozzabile e salire per prati costeggiando nuovamente sulla destra la recinzione della medesima villa in direzione dello Spigolo Sud del Torrione Fiorelli. Attraversare un pianoro erboso, salire un vago canalino erboso sulla destra, quando diventa ripido ed impegnativo in prossimità di una pianta uscire a sinistra e proseguire infine per prati ripidi in direzione dell'evidente grotta posta alla base dello spigolo. (0h30)
  • Attacco: la via attacca poco a sinistra di una piccola grotta, alla base di un canale erboso.
  • Discesa: dalla Croce di vetta si scende con 3 doppie da 25 metri sulla via normale di salita. La prima va attrezzata sfruttando due fittoni vicini poco sotto la croce, la seconda e la terza sono già attrezzate su fittoni resinati e catena. Basta utilizzare una singola corda.
    Dalla base della parete Ovest del torrione, dove sale il camino della via Bramani seguire la traccia di sentiero che traversa in costa e porta alla base del Torrione della Grotta. Scendere successivamente fino ad un bivio con palina indicatrice(roccia con targa). Proseguire in discesa fino ad incrociare il canalone Porta, non attraversarlo, ma scendere per traccia e poi erba costeggiandolo sulla sinistra fino ad incrociare la carrozzabile. (0h40)
  • Difficoltà: VI+ o V+ e A0.
  • Sviluppo: 150 metri.
  • Attrezzatura: in via fittoni resinati di dimensioni ridotte e chiodi di vario tipo, alcuni recenti, altri fabbricati artigianalmente. Soste da attrezzare su fittoni resinati e catene, alcune da rinforzare. Necessari friend fino al numero 2 BD per integrare la chiodatura, a tratti distanziata.
  • Esposizione: sud.
  • Tipo di roccia: calcare.
  • Periodo consigliato: primavera, estate, autunno. In Inverno valutare bene le condizioni di neve e ghiaccio: l'avvicinamento, il rientro ed i tratti erbosi ed esposti della via potrebbero diventare molto delicati o addirittura pericolosi.
  • Tempo salita: 3h00.
  • Primi salitori: Franco e Giorgio Tessari, primavera 2007.
  • Riferimenti bibliografici: Buzzoni P., Pesci E., Lario Rock Pareti, Edizioni Versante Sud
  • Cartografia: Kompass n° 105: Lecco-Valle Brembana
  • Relazione
  • Lunghezza 1, III+, 20 metri: salire il canale erboso che diventa successivamente un diedro, raggiungere una pianta secca ed uscire a destra su crestina erbosa. Sosta da attrezzare su fittone resinato con catena e clessidra.
  • Lunghezza 2, IV, IV+, 25 metri: la via sale lo spigolo appigliato sulla sinistra. Salire in verticale sulla sosta per qualche metro (clessidra), poi spostarsi a sinistra e proseguire sullo spigolo (vecchio chiodo artigianale), in verticale fino al fittone resinato. Superare un facile strapiombino verso destra (chiodi) e raggiungere un terrazzino posto alla base di un muro verticale fessurato. Sosta su fittoni resinati e catena.
  • Lunghezza 3, V, VI+ o V+ e A0, I, 40 metri: lunghezza chiave della via. Salire la fessura sulla verticale della sosta, rinviare il primo fittone allungato con catena, salire al chiodo successivo e rinviare lungo, (basta un cordino da 3 metri) per evitare fastidiosi attriti alle corde nella parte finale ed impegnativa della lunghezza. Rinviato il chiodo, tralasciando un altro infisso poco più in alto, obliquare a destra fino alla base di una fessura (chiodo con cordino bianco). Salire la fessura strapiombante ed impegnativa, il tratto faticoso è ben protetto da fittoni resinati, con ottimi punti di riposo, da tentare in libera!
    Uscire su cresta erbosa, proseguire quasi camminando per una decina di metri e raggiungere la base della parete successiva. Sosta su fittoni resinati e catena.
    NB: purtroppo durante la nostra ripetizione è saltato uno dei chiodi infissi nella parte iniziale della fessura strapiombante, è rimasto in mano a Lorenzo mentre recuperava il rinvio. Non avevamo con noi il martello e non abbiamo potuto riposizionarlo. Ma non dovrebbe essere un grosso problema, la fessura è ben proteggibile a friend, inoltre in quel tratto la chiodatura è molto ravvicinata.
  • Lunghezza 4, V, V+, 20 metri: salire un diedro verticale per qualche metro (fittone), proseguire verso sinistra per un diedro con arrampicata più sostenuta e con roccia da verificare (chiodi), una fessurina verticale impegnativa porta ad un'esile terrazzino detritico. Sosta da attrezzare su fittone con catena ed un chiodo distante infisso sulla destra.
  • Lunghezza 5, IV, V, IV+, 30 metri: salire l'evidente fessura a sinistra della sosta, non impegnativa ma a tratti friabile (chiodi), segue una breve muretto verticale (fittone), poi un breve tratto su roccette e detriti porta alla base di breve diedrino liscio da affrontare con decisione. Sosta su chiodone cementato con cavo d'acciaio, da rinforzare con friend piccolo nella fessura poco più sotto.
    Attenzione alla qualità della roccia, da verificare sull'intera lunghezza. Prestare molta attenzione ad un masso instabile posizionato alla base del muretto verticale.
  • Lunghezza 6, II, 15 metri: proseguire per rocce e balze erbose rimanendo a sinistra della cresta finale e raggiungere la croce di vetta. Sosta da attrezzare sulla croce o su due fittoni resinati a destra.
  • Note: via abbastanza recente, sale lo spigolo Sud del Torrione per diedri e fessure di roccia nel complesso buona nella prima parte, nel finale diventa discreta con brevi tratti delicati e friabili. Molto varia, a torto poco ripetuta. Considerata la qualità della roccia e la chiodatura rimane una via da non sottovalutare, di stampo decisamente alpinistico.
    Nota bene: per orientarsi in Grigna, se non si è pratici della zona, è consigliabile consultare la pubblicazione indicata nel riferimento bibliografico o altre che trattano nello specifico questo settore montuoso.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Simone Rossin, da un'ascensione effettuata con Lorenzo Farina l'11 aprile 2015.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.