Grigna Meridionale, Corno del Nibbio (m.1368), via Cassin
Dettagli
- Accesso stradale: da Lecco salire ai Piani Resinelli, prendere la strada che sale a destra del bar ristoro, lasciare a sinistra la deviazione per il rifugio Porta e parcheggiare nel successivo slargo sulla destra.
- Avvicinamento: seguire in salita la strada asfaltata in direzione del rifugio Soldanella, prendere la prima deviazione a destra (via Corno del Nibbio). Seguire la stretta strada asfaltata in discesa fino ad un cancello. Proseguire a destra su sentiero che costeggia delle vecchie cascine pericolanti e sale alla base della parete nord della struttura. Scendere a sinistra e raggiungere la base di un roccione addossato alla parete Est. (0h15)
- Attacco: la via originale attacca la fessura che sale l'estremità destra del roccione. Alla base i resti di un vecchio cuneo marcio.
- Discesa: per sentiero sul versante sud, proseguire in piano nel bosco fino alla base del versante nord della struttura e raggiungere in breve il sentiero di avvicinamento alla parete. (0h05)
- Difficoltà: VII- o V+ e A1.
- Sviluppo: 90 metri.
- Attrezzatura: in via fittoni resinati e chiodi. Soste da attrezzare su golfari e catene. Necessari friend medi e grandi fino al numero 4 BD per integrare la chiodatura. Portare 15 rinvii, utili fifi ed una staffa.
- Esposizione: est.
- Tipo di roccia: calcare, consunto e reso scivoloso dalle innumerevoli ripetizioni.
- Periodo consigliato: tarda primavera, estate, autunno.
- Tempo salita: 2h00.
- Primi salitori: Riccardo Cassin, Antonio Piloni ed Augusto Corti nel Giugno 1933.
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Riferimenti bibliografici:
- Corti P., Grignetta e Medale - Arrampicate nel giardino di pietra, Edizione Novantiqua Multimedia, 2005
- Pesci E., Le Grigne, CAI-TCI, 1998
- Pesci E., Arrampicate sportive e moderne tra Lecco e Como, Edizioni Versante Sud
- Cartografia: Kompass n° 105: Lecco-Valle Brembana
- Relazione
- Lunghezza 1, V+, 12 metri: salire la fessura che devia verso sinistra fino alla sommità del roccione. Lunghezza proteggibile con friend grandi, è possibile rinviare uno spit di un monotiro che sale a destra. Sosta su un singolo golfare e catena con anello di calata.
- Lunghezza 2, VII- o V+ e A1, V+, 20 metri: salire la celebre fessura strapiombante e raggiungere una nicchia dove si sosta su golfari e catena con moschettone per la calata. Purtroppo la roccia è unta e molto scivolosa, e quindi la lunghezza è poco arrampicabile interamente in libera. I chiodi ed i fittoni in posto, molto ravvicinati, agevolano comunque la progressione nei tratti più impegnativi.
- Lunghezza 3, V, 8 metri: salire il diedrino a destra della sosta (2 fittoni), raggiungere un pulpito roccioso posto in prossimità dello spigolo della parete. Sosta da attrezzare su due golfari.
- Lunghezza 4, III, IV, 25 metri: dalla sosta traversare a sinistra su roccia chiara (chiodo poi un fix di un'altra via color oro) fino alla base di una larga fessura, salirla per qualche metro, quando diventa verticale spostarsi a sinistra su placca più lavorata (chiodo) ed uscire su una comoda cengia erbosa. Sosta da attrezzare su uno spit ed un golfare collegati da un vecchio cordone. Lunghezza in comune con la via dello Spigolo.
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Lunghezza 5, III+, 25 metri:
l'uscita originale sale il piccolo strapiombo sopra la sosta (spit visibile) e prosegue per erba e roccette fino in vetta. Sconsigliata dal primo riferimento bibliografico. Meglio optare per la lunghezza finale della via dello Spigolo.
Dalla sosta traversare orizzontalmente a sinistra per circa tre metri, salire una fessura erbosa, proseguire poi in un canalino di roccette erbose e friabili che porta in vetta alla struttura. Sosta da attrezzare su chiodo arrugginito e spuntone. Attenzione a non far cadere sassi! -
Note:
celebre via in fessura, un tempo molto ripetuta, ora non più, ormai quasi dimenticata: certo l'arrampicata non è per niente entusiasmante, soprattutto nei tratti saponati e scivolosi. Ma si scala sulla strapiombante parete Est del Nibbio, dove si sono cimentati alpinisti del calibro di Emilio Comici, Riccardo Cassin, Mario Dell'Oro (Boga), Walter Bonatti e molti altri che hanno fatto la storia dell'alpinismo italiano e mondiale.
Il Corno del Nibbio è una delle più belle del lecchese ed italiane, è molto frequentata. Nel ripetere la via, prima di proseguire per il traverso a sinistra della quarta lunghezza, accertatevi che non ci siano altri arrampicatori impegnati nei monotiri del settore centrale e sinistro della parete, uscendo in vetta su roccette erbose ed instabili è molto probabile far cadere qualche sasso. Se la falesia è affollata è opportuno e sensato uscire verso destra salendo la variante diretta della via dello Spigolo che raggiunge la vetta per la parete Nord. Pertanto dalla S3 traversare orizzontalmente a destra e doppiare lo spigolo roccioso, poco oltre è attrezzata la sosta dove sale la variante finale.
Recenti notizie di stampa e di internet (giugno 2015) riferiscono della comparsa di divieti di accesso alla falesia a seguito di problemi con i proprietari dei terreni su cui sorge il Nibbio. Se qualcuno dovesse avere notizie più recenti è pregato di segnalarcelo al seguente indirizzo: info@scuolaguidodellatorre.it. Grazie - Aggiornamento: relazione a cura di Simone Rossin, da un'ascensione effettuata con Lorenzo Farina il 23 maggio 2015. Concatenata con la via dello Spigolo e la via dei Ciuch.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.