Grigna Meridionale, Torrione del Pertusio (m.1557) - via Santo Domingo
Dettagli
- Accesso stradale: da Lecco salire ai Piani Resinelli: indicazioni per la Valsassina prima e per i Piani Resinelli poi. Seguire la strada a tornanti arrivando fino ai Piani. Si scende lungo il parcheggio e prima della chiesetta si prende una strada che sale verso destra. La si segue fino al rifugio Alippi e si parcheggia prima di via delle Foppe che si inoltra nel bosco verso destra (eventualmente è possibile seguire la strada anche in macchina fino ad uno spiazzo; difficoltà di parcheggio).
- Avvicinamento: imboccata via delle Foppe la si percorre in piano fino a quando essa non diventa un sentiero e, seguendo le indicazioni per il rifugio Rosalba, si imbocca il sentiero delle Foppe. Dopo alcuni saliscendi il sentiero inizia ad inerpicarsi con ripide svolte proprio verso la base del torrione. Prima che esso pieghi verso destra per superarlo si imbocca un ripido sentierino che sale direttamente verso la parete, inoltrandosi nella vegetazione. (0h30/0h40 dal parcheggio)
- Attacco: si raggiunge in breve proprio alla base del diedro del primo tiro. Spiazzo.
- Discesa: dall'ultima sosta, corde in spalla, si supera una selletta e la successiva paretina erbosa, raggiungendo la vetta del Torrione. Da qui, seguendo le tracce, si scende leggermente sul versante opposto a quello di salita, quindi lungo un ripido canalino terroso sulla destra. Con un passo di arrampicata si raggiunge la base dello stesso e per prati si ritorna al sentiero delle Foppe.
- Difficoltà: V.
- Sviluppo: 5 lunghezze per circa 140 metri di sviluppo.
- Attrezzatura: la via è stata recentemente riattrezzata nall'ambito del lavoro di recupero e valorizzazione delle arrampicate più celebri della zona delle Grigne. Attrezzatura mista a chiodi e resinati. Soste resinate con catena ed anello di calata. La chiodatura è discreta e facilmente integrabile con l'uso di friend di tutte misure (la roccia è molto fessurata).
- Esposizione: sud.
- Tipo di roccia: calcare.
- Periodo consigliato: primavera, estate, inizio autunno.
- Tempo salita: 2h30/3h30.
- Primi salitori: G. Carganico, A. Mantovani, Ottobre 1973.
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Riferimenti bibliografici:
- Corti P., Grignetta e Medale, arrampicate nel giardino di pietra, Novantiqua Multimedia, 2005
- Pesci E., Le Grigne, CAI-TCI, 1998
- Porta D., Morandin B., Grignetta - le più belle arrampicate, Edizioni Albatros, 1990
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Cartografia:
- TCI - Gruppo delle Grigne - scala 1:20.000
- Multigraphic - Brianza, Prealpi Lombarde - scala 1:25.000
- Kompass, foglio 105 - Lecco, Valle Brembana - scala 1:50.000
- Relazione
- Lunghezza 1, IV, V, 20 metri: risalire il diedro dapprima per balze erbose, successivamente tenersi sulla destra, ignorando le file di spit che salgono verso sinistra. Superato un punto difficile, proseguire ancora per qualche metro e uscire ad un terrazzo sulla destra dove si sosta.
- Lunghezza 2, V, IV, II, 35 metri: leggermente verso sinistra in direzione di una placca al di sotto di una netta fessura. Risalire la placca (chiodo nascosto) e raggiungere la fessura. Risalirla con difficoltà ed uscire a sinistra con passo delicato. Continuare più semplicemente verso destra, seguendo il vago dosso, su roccia infida. Sosta al di sotto di un diedro erboso.
- Lunghezza 3, IV, IV+, 35 metri: entrare nel diedro spostandosi verso destra e risalirlo con difficoltà (attenzione alla polvere negli occhi a causa dell'erba!). Sfruttando lo spigolino esposto sulla sinistra superare i passi più difficili e uscire a destra, in direzione di una lingua d'erba. Risalirla, spostarsi a destra, affrontare l'ultimo risalto e sostare comodamente. Tiro bruttino...
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Lunghezza 4, IV+, IV-, V-, 35 metri:
probabilmente il tiro chiave, anche se la relazione utilizzata non concorda. Salire la fessura sopra la sosta e seguirla fino un chiodo vecchio; spostarsi verso sinistra su placchetta esposta raggiungendo un terrazzino con resinato. Difficile. Superare un muretto, poi nell'ampio ed evidente diedro a destra; risalirlo e, quando questo si restringe, uscire sullo spigolino verso destra con passo esposto raggiungendo la sosta.
Quello descritto dovrebbe essere il percorso originale (cfr. il secondo ed il terzo riferimento bibliografico indicati), ma è possibile una bella variante un po' aerea seppur poco logica, seguendo i fittoni della richiodatura: quasi al termine del diedro, anzichè uscirne a destra, se ne esca a sinistra, su placchetta esposta ma semplice (microclessidra su cui proteggersi) fino ad un fittone quasi sullo spigolo. Da quì proseguire in verticale, spaccando leggermete sul camino-fessura che sale da sinistra, con percorso esposto ma più appigliato di quanto sembri dal basso (fittone). Si esce infine per rocce semplici (detriti) andando a sostare in cima, un po' a destra, sulla catena con indicazioni di doppie da 50 m. - Da qui, con un tiro di 15 metri lungo tracce sulla sinistra si raggiunge una sosta con indicazioni di doppie da 50 m.
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Note:
per orientarsi in Grigna, se non si è pratici della zona, è indispensabile almeno una delle pubblicazioni indicate.
La via è percorribile anche in inverno, scegliendo giornate soleggiate e senza vento, tenendo però presente che in tale stagione la prima lunghezza rimane parzialmente in ombra al mattino, e va al sole nel primissimo pomeriggio. - Aggiornamento: relazione a cura di Fabio Vergara, 26 settembre 2003. Revisione a cura di Riccardo Girardi, 13 dicembre 2006.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.