Grigna Meridionale, Punta Giulia (m.1563) - via Comune e via Giovane Italia
Dettagli
- Accesso stradale: da Lecco salire ai Piani Resinelli. Giunti ai Piani, attraversare il parcheggio e, prima della chiesetta, prendere una strada che sale verso destra. La si segue in discesa, con varie svolte, fino al rifugio Alippi, ove si parcheggia lungo la strada.
- Avvicinamento: entrare nel bosco seguendo il sentiero delle Foppe per il rifugio Rosalba: inizialmente è una strada sterrata, con alcuni saliscendi, e diviene poi un sentiero che scende ad attraversare il fondo di un canalone. Proseguire sul sentiero per circa 15 minuti fino ad un bivio segnalato (palina indicatrice). Si sale a destra per traccia di sentiero, ripido ed un po' esposto ma ben segnato. Il sentiero risale il bordo destro e poi il fondo di un canalone e porta poi ad un ulteriore bivio segnalato: a sinistra per Costanza e Mongolfiera, dritti per la Punta Giulia. Ancora per traccia di sentiero fino alla Punta Giulia. (1h10)
- Attacco: si costeggia la guglia da sinistra: una traccia orizzontale verso destra ne raggiunge la base inferiore, dove attacca la via Giovane Italia, mentre continuando a salire per poche decine di metri si raggiunge una sella a monte della Punta, ove attacca la via comune.
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Discesa:
- via Comune: con due corde da 60 metri si scende alla sella d'attacco con un'unica calata, altrimenti esistono altri due ancoraggi intermedi per calate più brevi;
- via Giovane Italia: con una doppia lunga una quarantina di metri e un po' in obliquo si torna alla sosta raggiunta al termine della prima lunghezza, da cui, con un ulteriore doppia all'attacco. Secondo la guida dovrebbe essere possibile traversare alla cima e scendere a doppie come per la via normale, ma il passagio tra le due cime ci è sembrato piuttosto friabile, ed abbiamo preferito la discesa descritta.
- Difficoltà: via Comune: IV; via Giovane Italia: V.
- Sviluppo: via Comune: da 1 a 3 tiri, 50 metri di sviluppo; via Giovane Italia: tre tiri, 75 metri di sviluppo.
- Attrezzatura: soste attrezzate, presenti chiodi e fittoni resinati (specie sulla via Giovane Italia). Utile qualche dado/friend medio.
- Esposizione: via Comune: nord-est; via Giovane Italia: sud-ovest.
- Tipo di roccia: dolomia.
- Periodo consigliato: fine primavera, estate, inizio autunno.
- Tempo salita: via Comune: 0h30; via Giovane Italia: 1h00/1h30.
- Primi salitori: via Comune: G. Gandini, G. Perego, R. Ponzini, 20 Giugno 1929. Via Giovane Italia: M. Dell'Oro, G.B. Riva, M. Villa, 10 Agosto 1930.
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Riferimenti bibliografici:
- Porta D., Morandin B., Grignetta - le più belle arrampicate, Edizioni Albatros, 1990
- Pesci E., Le Grigne, CAI-TCI, 1998
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Cartografia:
- TCI - Gruppo delle Grigne - scala 1:20.000
- Multigraphic - Brianza, Prealpi Lombarde - scala 1:25.000
- Kompass, foglio 105 - Lecco, Valle Brembana - scala 1:50.000
- Relazione
- Via Comune
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Lunghezza 1, III, IV, 50 metri:
dalla piazzola di partenza a monte della guglia salire a destra di un avancorpo. Segue un tratto verticale, con roccia molto lavorata, che porta in una specie di canale superficiale, che permette di raggiungere, per rocce più semplici, e tornando un po' a sinistra, la prima sosta facoltativa (chiodone cementato con grossa catena).
Il tratto successivo è un po' più difficile: placca delicata fino al primo fittone resinato (spostarsi un poco a destra) poi tratto verticale, delicato fino ad uscire ancora a sinistra alla seconda sosta facoltativa (fittone e catenone).
Ancora in verticale sopra la sosta, per placca fessurata (da proteggere) per circa una decina di metri, fino alla sosta terminale in vetta: cavo metallico con anello di calata. Magnifica esposizione in cima! - Via Giovane Italia
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Lunghezza 1, III, V, III:
dalla piazzola di partenza, a valle della guglia (fittone resinato) si sale per placchetta appoggiata (chiodo e fittone) fino ad uno strapiombino. Lo si supera con difficoltà (chiodo vecchio e poi fittone) entrando in un canale-camino squadrato che si risale (faticoso) per alcuni metri, uscendone poi verso destra e risalendo, sempre verso destra, rocce più semplici, erbose e poco salde (attenzione a blocchi mobili) fino alla sosta su due fittoni resinati.
Il tratto iniziale difficile può essere aggirato interamente passando più a destra. Il percorso descritto, che è quello originale secondo la guida CAI-TCI, sembra essere stato recuperato nei lavori di richiodatura. - Lunghezza 2, IV, V, IV: dalla sosta traversare orizzontalmente verso sinistra fino alla base di una lama: passo delicato fino ad afferrarla, cui cui segue un tratto atletico per risalirla. Si prosegue poi per rocce salde più semplici, fino a superare uno spigolo verso sinistra: sosta in piazzola su due fittoni resinati. Roccia bellissima, simile a quella della Corna di Medale.
- Lunghezza 3, IV, IV+, III: dalla sosta verticalmente per rocce molto lavorate fino a tornare a destra sullo spigolo (fittone) e a superarlo raggiungendo una cengetta sul versante opposto. Ancora in verticale per rocce lavorate, superando uno strapiombino e uscendo su una placca appoggiata e lavorata che si risale per una decina di metri fino all'anticima, dove si sosta su spit e catena.
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Note:
la Punta Giulia è una magnifica guglia in un angolo selvaggio e appartato, con due salite (di diversa difficoltà) su buona roccia e bella esposizione. Consigliata se si ha poco tempo a disposizione, o con tempo incerto, ma non troppo: è una guglia affilata (un parafulmine!) e il sentiero di accesso risale canali pericolosi in caso di pioggia.
La via Comune, con le dovute cautele, è consigliabile anche a principanti con un minimo di esperienza. - Aggiornamento: relazione a cura di Riccardo Girardi, 19 giugno 2004.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.