Grigna Meridionale, Torrione Vittorio Ratti (m.1570) - via dello Scudo

Grigna Meridionale, Torrione Vittorio Ratti (m.1570) - via dello Scudo

Dettagli

  • Accesso stradale: da Lecco salire ai Piani Resinelli. Ai Piani non parcheggiare e continuare fino ad una strada al termine del parcheggio che sale a destra in salita (indicazioni Rif. Alippi), continuando poi lungamente in discesa. Poco prima del rifugio prendere la stradina sterrata sulla destra fino a degli slarghi dove è possibile parcheggiare nei pressi di un bosco di faggi (se non è disponibile spazio od in caso di neve/strada non accessibile parcheggiare prima della stradina).
  • Avvicinamento: seguire il sentiero delle Foppe verso il rif. Rosalba (segnavia 9). Oltrepassato il ripido tratto sassoso e alberato poco sotto il Torrione del Pertusio, poco prima di questo si segue un esile sentierino/traccia verso sinistra (cartello indicatore "Torrione Ratti"). Si mira ad una selletta erbosa posta in alto (segnavia presente). Si attraversa quindi lungamente verso il Torrione Ratti per tracce di sentiero su pendii erbosi e ghiaioni con blocchi, fino a raggiungere il Torrione. Si sale ad una selletta alla sinistra del Torrione e da qui si arriva all'attacco della via in prossimità di un grosso pilastro appoggiato alla parete (fittoni visibili, nessuna scritta all'attacco). (1h00)
  • Discesa: in doppia sulla via.
  • Difficoltà: max 6a+/6b (obbligato 5+ e A1 utilizzando qualche friend, altrimenti probabilmente 6a).
  • Sviluppo: 5 lunghezze, per 150 metri di sviluppo.
  • Attrezzatura: serie completa di friend e qualche nut. Portare poi 12 rinvii, consigliate due mezze corde per le calate.
  • Esposizione: sud-est.
  • Tipo di roccia: calcare
  • Periodo consigliato: primavera, estate, autunno. In inverno occorre valutare la presenza di neve: avvicinamento con prati pericolosi se innevati/bagnati. Presenza a zone di erba sulla via, pericolosa se bagnata.
  • Tempo salita: 2h00.
  • Primi salitori: Daniele Chiappa e Giorgio Monti, 11 Ottobre 1970.
  • Riferimenti bibliografici:
    • Pesci E., Le Grigne, CAI-TCI, 1998 - (la relazione e lo schizzo sono però difficilmente interpretabili, difficoltà sottogradata)
    • Dopo il lavoro di richiodatura a cui è stata soggetta, la via è stata valutata di 5c obbligato, con difficoltà massima di 6a+. Si veda: Miniguida Grigna-Medale.
  • Cartografia:
    • TCI - Gruppo delle Grigne - scala 1:20.000
    • Multigraphic - Brianza, Prealpi Lombarde - scala 1:25.000
    • Kompass, foglio 105 - Lecco, Valle Brembana - scala 1:50.000
  • Relazione
  • Lunghezza 1, 5a/5c: seguire la placca alla destra del camino (fittoni) e al termine del primo tratto andare a sinistra su un pianerottolo al di sopra del camino (non seguire la placca dritta, presenza di una via sportiva) e quindi proseguire per la placca adagiata sovrastante (fittoni + chiodi), fino ad un muretto con due chiodi vecchi. Salire il muretto, leggermente a sinistra dei chiodi, fino ad incontrare poco sopra la sosta posizionata alla base di una parete compatta.
  • Lunghezza 2, 6a+/6b oppure 6a e A0/A1: tiro chiave. Prendere la fessura-diedro alla sinistra della sosta (passaggio faticoso, fittone) e continuare verticalmente fino ad una lama-fessura (fittoni e chiodi, 6a+ oppure 5c/A0). Continuare per la lama/fessura che piega leggermente a sinistra e poi riprende dritta, fino a roccia più rotta che permette di raggiungere la sosta su una cengia verso destra (qualche fittone + chiodo, necessario l'uso di friend medi/medio-grandi; posizionamento protezioni non facile; passi molto faticosi e continui; 6a+/6b oppure 6a/A0-A1).
  • Lunghezza 3, 4c: dalla sosta proseguire prendendo l'evidente diedro che sale verso sinistra, fino alla sosta su una cengia; molta erba, attenzione alle rocce mobili (due fittoni, 4c); è consigliabile non fermarsi alla sosta della via, ma spostarsi sulla cengia qualche metro a sinistra fino alla sosta a spit di un itinerario sportivo (questa sosta è posizionata proprio sotto il tiro successivo).
  • Lunghezza 4, 5c, 5a/5b: prendere la fessura che parte sopra la sosta a spit dell'itinerario sportivo (5c, chiodi e fittoni) e al termine di questa, su rocce più facili, prendere verso destra (attenzione a molti blocchi instabili !!) e superare una placchettina fino a raggiungere la sosta (5a-5b, qualche fittone).
  • Lunghezza 5, 4c/5a: dalla sosta prendere il diedro erboso soprastante, poi spostarsi leggermente verso sinistra, non prendere la sosta a spit visibile a sinistra ma continuare dritto qualche mt fino alla sosta terminale della via (qualche fittone, 4c-5a).
  • Note: chiodatura in alcuni tratti lunga (2° tiro) se non si utilizzano friends. Chiodatura in loco costituita da fittoni resinati nei punti indispensabili e chiodi vecchi. Soste attrezzate con fittoni resinati, catene e anelli di calata. Nonostante la presenza di itinerari sportivi (molto severi), l'ambiente è notevolmente selvaggio ed è raro incontrare altre cordate.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Walter Polidori, 21 marzo 2004. Foto a cura di Simone Rossin, da una ripetizione dell'estate 2013.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.