Grigna Meridionale, Sigaro Dones (m. 1980) - via Cassin

Grigna Meridionale, Sigaro Dones (m. 1980) - via Cassin

Dettagli

  • Accesso stradale: da Lecco salire ai Piani Resinelli, superare il parcheggio e svoltare a destra prima di una Chiesa, proseguire diritti al primo bivio e seguire le indicazioni per l’Alta Via delle Grigne. Procedere lungo la via Caimi tenendo la dx ai successivi bivi e raggiungere uno slargo sterrato in prossimità dell'acquedotto.
  • Avvicinamento: imboccare sulla destra il sentiero, giunti ad un bivio seguire a destra l'indicazione per la cresta Cermenati (n°7) fino ad un bivio con palina indicativa. Seguire a destra il sentiero che traversa in costa e raggiunge il canalone Porta in prossimità dei Magnaghi. Salire il canale (bolli rossi segnavia) e raggiungere la base della parete Ovest del Sigaro Dones. (1h30)
    Nota bene: per orientarsi in Grigna, se non si è pratici della zona, è consigliabile almeno una delle pubblicazioni più avanti indicate.
  • Attacco: la via attacca alla base di un lastrone inclinato staccato circa un metro dalla parete.
  • Discesa: dalla croce di vetta procedere assicurati in discesa per qualche metro verso i Torrioni Magnaghi fino alla calata su fittoni resinati posizionata sul versante Ovest del Sigaro Dones. Con una spettacolare doppia di 60 metri nel vuoto si raggiunge l'attacco della via. Percorrendo a ritroso l'itinerario di avvicinamento si raggiunge lo slargo sterrato dove parte il sentiero. (1h00)
  • Difficoltà: VI- e A0 o VII.
  • Sviluppo: 90 metri.
  • Attrezzatura: in via chiodi vecchi da verificare, alcuni precari. Soste attrezzate con fittoni resinati e catene. Portare 12 rinvii, utile qualche friend medio e piccolo. Consigliato il fiffi, staffa non necessaria.
  • Esposizione: nord.
  • Tipo di roccia: dolomia.
  • Periodo consigliato: la parete è molto fredda: meglio affrontare la via in tarda primavera o in estate.
  • Tempo salita: 2h30
  • Primi salitori: Riccardo Cassin, Giovanni Riva il 26/07/1931.
  • Riferimenti bibliografici:
    • Corti P., Grignetta e Medale, Arrampicate nel giardino di pietra, Edizione Novantiqua Multimedia, 2005
    • Pesci E., Le Grigne, CAI-TCI, 1998
    • Buzzoni P., Pesci E., Lario Rock Pareti, Edizioni Versante Sud
    • Rivista Alp “Speciale Ritratti
    • http://www.sassbaloss.com
  • Cartografia: Kompass n° 105, Lecco-Valle Brembana
  • Relazione
  • la via sale lo spigolo fessurato e strapiombante esposto a Nord del Sigaro Dones che parte dalla forcella tra Sigaro ed il Torrione Magnaghi Meridionale. Per raggiungerla i primi salitori sono saliti nel grande camino di roccia umida e mediocre a sx del masso staccato alla base della parete Ovest. Da informazioni recuperate in internet e dalle guide, pochi salgono lungo il camino originale (nessun chiodo in posto). Qualcuno lo aggira salendo la parete di sx, rinviando i primi fix della prima lunghezza della via Il chiodo del Bigio, oppure utilizzando esclusivamente protezioni veloci. Rimane comunque una lunghezza decisamente pericolosa e poco godibile. Noi abbiamo seguito il consiglio della guida Lario Rock Pareti: abbiamo raggiunto la S1 scalando la prima lunghezza della via Rizieri, sicuramente più divertente e sicura.
  • Lunghezza 1, IV+, IV, 25 metri: (via Rizieri) - salire sullo spigolo del lastrone staccato dalla parete, traversare a destra per qualche metro e spaccando (fittone) portarsi sulla parete Ovest del Sigaro Dones. Salire un muro fessurato abbastanza impegnativo, continuare per diedrino poco accennato, obliquare a sx su placca e raggiungere la S1 della via Rizieri, rinviarla e traversare 2 metri in a sx aggirando uno spigolino. Sosta nella forcella tra Sigaro e Magnaghi. Delle due soste presenti utilizzare quella a sx attrezzata a resinati inox e catena, l’altra molto più vecchia è su 2 spit e catena verniciata di rosso.
  • Lunghezza 2, V, V+ e A0 o VI+, V, 35 metri: rimontare il grosso masso incastrato, rinviare molto lungo il grosso fittone della via Vitali Longoni sul Magnaghi Meridionale, voltarsi e salire il caminone procedendo verso la S1 (fantastico!), passare sulla parete del Nord del Sigaro e traversare su un’esile cornice in direzione della fessura strapiombante (chiodo visibile). Grazie ad una buona lama ristabilirsi alla base della fessura. Salirla direttamente in costante strapiombo, molti chiodi in posto, alcuni visibilmente precari ed infissi solo parzialmente. Finiti i chiodi obliquare a dx scalando un breve tratto più semplice, successivamente in verticale (chiodi) per qualche metro fino ad un pulpito roccioso. Sosta in comune con la via Rizieri sul versante Ovest.
  • Lunghezza 3, V, VI- e A0 o VII, V+, 35 metri: salire un breve muretto, rinviare il fittone della via Rizieri, che prosegue verso dx. In verticale su parete strapiombante compatta (chiodi), superare un ostico strapiombino e raggiungere la base di una fascia di roccia aggettante con chiodo alla base. Non affrontarla direttamente (visibile chiodo in acciaio più recente infisso poco più in alto), ma dopo aver rinviato lungo per evitare eccessivo attrito alle corde traversare orizzontalmente per qualche metro a sx portandosi nuovamente sul versante Nord. In verticale con passo obbligato in arrampicata libera ad un grosso masso sporgente, traversare ancora a sx in costante strapiombo (chiodi) ed uscire su ripida placca appigliata (utile posizionare un friend medio per agevolare il secondo di cordata). Salire un breve tratto di roccette facili fino alla Croce di vetta. Sostare direttamente sulla Croce o su catena posizionata sul versante Est poco più in basso.
  • Note: via storica aperta dal fortissimo Riccardo Cassin, aveva solo 22 anni! Che fegato salire chiodando quello spigolo strapiombante! Consigliata solo per gli amanti delle vie classiche e storiche! In via i chiodi dell'epoca; era il 1931.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Simone Rossin da un'ascensione effettuata con Lorenzo Farina il 24 maggio 2014.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.
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