Grigna Meridionale, Torrione Magnaghi Meridionale (m.2040) - via Canalino Albertini
Dettagli
- Accesso stradale: da Lecco, seguendo le indicazioni per la Valsassina, salire ai Piani Resinelli, ove si parcheggia (giugno 2023: il parcheggio è ora a pagamento, pagabile ad un parchimetro o con le più comuni app di parcheggio, come Easypark, Telepass, ecc. Attenzione che la ricezione cellulare non è buona con tutti gli operatori).
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Avvicinamento:
dal parcheggio salire al Rifugio Porta (indicazioni) per strada asfaltata e sterrata nell'ultimo tratto (in passato la sbarra che chiudeva l'accesso era di solito aperta, durante l'ultima nostra visita, giugno 2023, era chiuso, ed era quindi obbligatorio parcheggiare più in basso).
Dietro il rifugio, seguire le indicazioni per la Cresta Cermenati. Dopo una mezz'ora si giunge ad una deviazione segnalata: imboccare il sentiero che si stacca in piano verso destra e che, dopo aver traversato il Canalone Porta, si raccorda alla Cresta Sinigaglia. Seguire il sentiero superando prima la piazzola dell'elicottero, poi un contenitore arancione del soccorso alpino, e piegando infine a sinistra per tracce di sentiero (qui, volendo, è possibile lasciare gli zaini). (1h00)
Nota bene: per orientarsi in Grigna, se non si è pratici della zona, è indispensabile almeno una delle due pubblicazioni più avanti indicate. - Attacco: salire per roccette ad una selletta e scendere in un canale per poche decine di metri, fin quasi all'intaglio tra Sigaro Dones e Torrione Magnaghi Meridionale. Scendendo, sul lato sx del canale viso a valle, si trovano due fittoni resinati: la via che sale a dx, viso a valle, è lo Spigolo Dorn, il Canalino Albertini parte più in basso).
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Discesa:
a destra rispetto all'itinerario di salita: scendere arrampicando per circa 10/15 metri fino al primo ancoraggio.
- doppia 1: 25/30 metri verso un'evidente e comoda cengia;
- doppia 2: 55 metri, dritta, possibilità di spezzarla in due calate;
- doppia 3: 45 metri fino ad una cengia, vicino ad un cartello dell'operazione "Montagna Pulita"
- Difficoltà: max IV.
- Sviluppo: 7 lunghezze, per circa 200 metri di sviluppo.
- Attrezzatura: soste attrezzate con fittoni resinati e catene. In via qualche fittone e chiodo, da integrare con nut/friend e cordini (clessidre).
- Esposizione: sud.
- Tipo di roccia: dolomia.
- Periodo consigliato: fine primavera, estate, inizio autunno.
- Tempo salita: 1h30/2h00.
- Primi salitori: E. Fasana, A. Venturoli, A. Meazza, A. Del Vecchio, 17/05/1914.
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Riferimenti bibliografici:
- Porta D., Morandin B., Grignetta - le più belle arrampicate, Edizioni Albatros, 1990
- Pesci E., Le Grigne, CAI-TCI, 1998
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Cartografia:
- TCI - Gruppo delle Grigne - scala 1:20.000
- Multigraphic - Brianza, Prealpi Lombarde - scala 1:25.000
- Kompass, foglio 105 - Lecco, Valle Brembana - scala 1:50.000
- Relazione
- Lunghezza 1, III-, 15 metri: salire verticalmente e piegare poi leggermente a sinistra verso il canale che sale da sinistra e che divide il Sigaro Dones dal Torrione Magnaghi Meridionale. Sosta su anello cementato.
- Lunghezza 2, IV-, III, 35 metri: salire per rocce leggermente abbattute verso destra e poi dritto fino ad un chiodo: passo delicato per proseguire ed entrare nel canalino vero e proprio (ma evitare di ficcarsi a destra nel fondo della spaccatura): rocce levigate, placchette, clessidre. Circa a metà lunghezza, dove si raddrizza sempre più, traversare orizzontalmente a sinistra per un paio di metri e proseguire poi per rampa un po' più abbattuta che torna man mano verso destra fino ad un tratto ancora verticale, con larghe fessure verticali, da cui uscire poi a sinistra alla sosta.
- Lunghezza 3, III+, 35 metri: tiro sorprendente: si sale verticalmente per fessura e poi placchette, piegando leggermente a destra (fittone resinato). Poi le rocce diventano verticali, ma si trova una provvidenziale successione di ampie maniglie non visibili dal basso, che consentono di salire con relativa facilità. Da ultimo piegare un po' a destra per raggiungere la sosta.
- Lunghezza 4, IV, 30 metri: lunghezza chiave, con un passo abbastanza tecnico. Si sale inizialmente per rocce semplici, che diventano poi verticali, andando a formare un camino (fittone resinato a destra). Risalire il camino, evitando di ficcarvicisi dentro, ma rimanendo abbastanza esterni. Segue un bel diedro un po' abbattuto, il cui lato sinistro è costituito da belle placche appigliate. Traversare poi a sinistra (chiodone cementato) e ancora a sinistra, salendo leggemente fino alla sosta (presenti due soste su catene).
- Lunghezza 5, III, II, 35 metri: aggirare da sinistra le roccce sovrastanti ed entrare in un diedro la cui faccia destra è in pratica una rampa abbattuta, che si risale interamente. Segue un tratto abbastanza in piano, fino ad un netto intaglio che scende di 4/5 metri, da cui risalire fino a sostare su uno spuntone. E' anche possibile rimanere più a sinistra, evitando così di dover scendere nell'intaglio, e arrivandoci direttamente. In questo tratto ci sono un paio di soste (spit e catene) ma è anche possibile sostare tranquillamente su spuntoni.
- Lunghezza 6, I/II, 50 metri: proseguire in cresta per roccette semplici.
- Lunghezza 7, sentiero, 10 metri: in breve in vetta: si sosta su sotto un enorme masso caratterizzato da una vistosa scritta ("Lemonsoda").
- Note: uno dei più classici percorsi in Grigna, spesso associato alla via Lecco sul Torrione Magnaghi Settentrionale.
- Aggiornamento: relazione a cura di Riccardo Girardi, 22 settembre 2002. Revisione relazione del 11 giugno 2023.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.