Grigna Meridionale, Torrione Magnaghi Meridionale (m.2040) - via Marinella
Dettagli
- Accesso stradale: da Lecco salire ai Piani Resinelli, proseguire per il rifugio Porta e parcheggiare in prossimità della sbarra.
- Avvicinamento: salire il sentiero che attraversa un breve tratto di bosco e porta direttamente sulla cresta Cermenati (n°7). Salire la cresta fino ad un bivio con palina indicativa. Seguire a destra il sentiero che traversa in costa e raggiunge il canalone Porta. Salire il canale affrontando alcuni tratti di facile arrampicata (bolli rossi segnavia), costeggiare la parete ovest del Torrione Magnaghi Meridionale fino ad un'ampia cengia detritica. Proseguire nel canale fino a portarsi sulla verticale dell'evidente camino che divide il Torrione Meridionale con il Centrale, aggirare il primo tratto verticale sulla sinistra superando una strozzatura umida (passo di III) poi traversare verso destra fino ad una comoda cengia detritica, superare l'attacco della via Chiappa Mozzanica che sale il Torrione Magnaghi Centrale e, costeggiando la parete, raggiungere la sosta zero della "Marinella", attrezzata in prossimità di un grosso masso (fittone e fix collegati da un cordone con moschettone a leva nastrato). Neve all'attacco fino a primavera inoltrata.
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Discesa:
per concatenare altre vie sul versante Ovest del Torrione Magnaghi Meridionale oppure tornare ai Piani Resinelli dalla S3 con una corda doppia con una calata da 55 metri si raggiunge la sosta di partenza, con una successiva doppia da 25 metri si raggiunge il canalone Porta. Scendere e percorrere a ritroso l'itinerario di avvicinamento. (1h15)
Se si vuole raggiungere velocemente gli attacchi delle vie sul Magnaghi Settentrionale, percorrere a ritroso la cengia d'attacco che porta poco oltre la strozzatura umida e proseguire in salita nel canale fino alla forcella G.L.A.S.G. che divide il Torrione Magnaghi Centrale da quello Settentrionale. - Difficoltà: VI+ o VI e A1.
- Sviluppo: 110 metri.
- Attrezzatura: in via chiodi vecchi, qualcuno precario, soste attrezzate su chiodi e fix collegati da catene, utili friend medio-piccoli e cordini in kevlar per le clessidre.
- Esposizione: nord-ovest.
- Tipo di roccia: calcare.
- Periodo consigliato: estate, autunno.
- Tempo salita: 2h00.
- Primi salitori: Vittorio Panzeri, Pierino Cattaneo, Ugo Tizzoni, giugno 1933. Variante di Alessandro Gogna, Gianni Calcagno nel 1968.
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Riferimenti bibliografici:
- Corti P., Grignetta e Medale - Arrampicate nel giardino di pietra, Edizione Novantiqua Multimedia, 2005
- Pesci E., Le Grigne, CAI-TCI, 1998
- Buzzoni P., Pesci E., Lario Rock Pareti, Edizioni Versante Sud, 2011
- Pesci E., Arrampicate sportive e moderne tra Lecco e Como, Edizioni Versante Sud, 2006
- Cisana M., Nel Giardino di Pietra. Arrampicate tra il lago di Como e il Lago d'Iseo, Edizioni Idea Montagna, Editoria ed Alpinismo, ottobre 2015
- Cartografia: Kompass, foglio 105 - Lecco, Valle Brembana - scala 1:50.000.
- Relazione
- Lunghezza 1, V+, VI+ o VI e A1, VI, 45 metri: salire obliquando a destra su un muro verticale (chiodo) fino ad un diedro obliquo a sinistra (chiodo con cordino), salirlo e superare verso destra lo strapiombino successivo, proseguire in verticale fino alla base di una fessura leggermente strapiombante (possibile sosta scomoda su 3 chiodi collegati da cordini). Salire interamente la fessura fino alla base di uno strapiombo, rinviare lungo la sosta a chiodi della via "Mario Todesco" e traversare orizzontalmente a sinistra su placca verticale (chiodo con doppia fettuccia), proseguire la traversata a sinistra in leggera discesa (chiodo con fettuccia) e raggiungere la sosta a fittoni con catena in comune con la via "Nastassia Kinsky".
- Lunghezza 2, V+, VI+ o A0, V+, 30 metri: dalla sosta traversare orizzontalmente a sinistra per circa due metri, salire un muretto verticale (chiodo basso da allungare) fino al chiodo successivo, rinviare lungo e traversare verso destra su placca verticale, superare un tratto impegnativo protetto da tre chiodi vicini e proseguire in verticale su placca con buoni appigli da intuire fino ad un piccolo pulpito, dove si sosta su due chiodi e fix collegati da catena con anello.
- Lunghezza 3, VI, V+, 35 metri: salire il diedro sopra la sosta (chiodo), superare lo strapiombino sulla destra (proteggibile con friend medio), obliquare poi a sinistra su placca verticale fino ad una piccola clessidra, superare il tratto finale di parete protetto da un chiodo e raggiungere la sosta (fix e grossa clessidra con catena ed anello) attrezzata sul ciglio della parete poco sotto la croce di vetta in metallo abbattuta. Attenzione a dove mettete le mani e la vostra attrezzatura, probabilmente la via esce nell'area destinata a wc dai rocciatori che probabilmente soffrono di grossi problemi di incontinenza: noi abbiamo respirato una nauseante puzza di urina e potuto ammirare un bel ricordino solido.
- Note: bellissima via su parete verticale molto compatta, tra le più celebri della Grignetta. Famosa per la sua prima lunghezza: molto impegnativa e quasi improteggibile, oggi abbandonata per la variante aperta da Gogna e compagno, meno pericolosa. Concatenabile con altre vie tracciate sulla parete Ovest dei Torrioni Magnaghi oppure altre del settore.
- Aggiornamento: relazione a cura di Simone Rossin, da un'ascensione effettuata con Maurizio Ciampi il 7 agosto 2016. Concatenata con la via Lecco e la via Chiappa-Mozzanica al Torrione Magnaghi Settentrionale.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.