Grigna Meridionale, Zucco di Teral (m.1179) - via del Miro (parete sw)
Dettagli
- Accesso stradale: da Lecco salire in Valsassina e all'altezza di Ballabio svoltare a sinistra seguendo l'indicazione per i Piani Resinelli (Grigna Meridionale). Arrivati ad un parcheggio sulla sinistra, subito prima di un tornante che svolta a sinistra e comincia a salire, lasciare la macchina.
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Avvicinamento:
poco prima del parcheggio, sulla destra, c'è una stradina fra le case che porta ad un sentiero. Si segue il sentiero e più avanti si tiene poi quello di destra, che passa sotto il Dito Dones (quì inizia la via Lunga del Dito). Si continua per il sentiero, che poco più avanti sale a sinistra per aggirare le rocce del Dito e torna verso la sua spalla.
Poco prima della spalla si trova, sulle ripide roccette di destra, una breve ferrata che poi traversa a sinistra e, dopo un tratto esposto su passerella (tronco di legno appeso) porta alla cengia alla base della parete SW dello Zucco. (0h45)
E' anche possibile, dalla spalla del Dito, salire in arrampicata la paretina di destra (spit, V+, attenzione alla roccia non perfetta), sostare al termine di essa e poi continuare con la ferrata come prima descritto (soluzione consigliabile se si combina una via sul Dito con una via sullo Zucco, per avere maggiore continuità). -
Discesa:
individuare una sosta con calata poco sotto la cima erbosa. Si trova a sinistra (faccia a monte) della via Del Miro. Delicata da raggiungere, eventualmente arrivarci tramite una breve doppia dagli alberi sovrastanti (consigliato). Dalla sosta scendere con una prima doppia fino ad una cengia con alberi, alla cui sinistra (faccia a monte) c'è la calata.
Scendere ancora fino ad un'altra calata leggermente a destra (faccia a monte). L'ulteriore calata porta alla cengia dove parte la via. - Difficoltà: 6a+ (obbligato 6a).
- Sviluppo: 5 lunghezze, per circa 100 metri di dislivello.
- Attrezzatura: 12 rinvii, qualche nut e friend, due mezze corde da 50 metri.
- Esposizione: sud-ovest.
- Tipo di roccia: calcare.
- Periodo consigliato: primavera, autunno.
- Tempo salita: 3h00/4h00.
- Primi salitori: Casimiro Ferrari e compagni, 1977.
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Riferimenti bibliografici:
- Pesci E., Arrampicate sportive e moderne fra Lecco e Como, Edizioni Versante Sud, 2006
- Pesci E., Le Grigne, CAI-TCI, 1998
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Cartografia:
- TCI - Gruppo delle Grigne - scala 1:20.000
- Multigraphic - Brianza, Prealpi Lombarde - scala 1:25.000
- Kompass, foglio 105 - Lecco, Valle Brembana - scala 1:50.000
- Relazione
- Lunghezza 1, 6a+: salire a dx della sosta, diagonalmente da dx a sx fino ad un primo spit, quindi raggiungere una specie di cengetta rocciosa su cui occorre salire per spostarsi a sx sotto la direttiva degli altri spit, da seguire su placca verticale e tecnica. Si arriva ad una cengia rocciosa da seguire a dx fino alla sosta (6a+, dopo la prima rampa obliqua il tiro è in comune con un'altra via, sosta compresa. Il tipo di chiodatura della parte in comune è relativa all'altra via e pertanto differente).
- Lunghezza 2, V, poi un pass. 6a: non seguire gli spit sopra la sosta, ma seguire la cengia verso dx. Non salire un diedro con lama evidente, ma salire a dx su roccia con tratti erbosi e spostarsi ancora più a dx su rocce facili, fino a prendere una placca appoggiata (attenzione, dopo periodi di pioggia la si trova bagnata). Seguire la placca tecnica fino ad una cengia con sosta.
- Lunghezza 3, 6a: prendere la fessura sopra la sosta, poi tendere ad andare sotto il tetto sovrastante e attraversare verso sx, fino a prendere delle buone maniglie che, sempre attraversando, portano ad un muretto da salire fino alla sosta su buon terrazzino.
- Lunghezza 4, 6a+ il tratto dello strapiombino: salire per rocce meno compatte, tralasciando gli spit dell'altra via che salgono verso dx. Arrivare ad uno strapiombino erboso da superare (ostico), per poi continuare per un tratto erboso delicato che porta alla sosta comoda su terrazzo.
- Lunghezza 5, 5c: salire la placchetta verticale sovrastante, per poi continuare su terreno erboso con alberi fino alla sommità dove si può sostare su alberi.
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Note:
via con chiodatura a spit a volte distanti, con passaggi obbligati. Di sicura soddisfazione, non è da sottovalutare. Ambiente isolato rispetto al sottostante Dito Dones, le cui salite possono essere abbinate alla via descritta, per ottenere una bella combinazione (noi abbiamo abbinato un mix di vie del Dito alla via del Miro).
Avviso: ci è stato segnalato (maggio 2007) che la via presenta problemi di accesso e discesa a seguito di un franamento del sentiero. Maggiori informazioni ed eventuali aggiornamenti in merito possono essere reperiti sul sito: http://larioclimb.paolo-sonja.net nella sezione bacheca. - Aggiornamento: relazione a cura di Walter Polidori, da una ripetizione con Mario Colombo il 12 aprile 2006.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.