Grigna Meridionale, Gronda del Vaccarese (m.1120) - via della Pera
Dettagli
- Accesso stradale: da Lecco salire in Valsassina e imboccare la strada che conduce ai Piani Resinelli. Seguire la strada superando una scuola (due dossi) e proseguire fino a dove la strada compie una netta curva a sinistra: possibilità di parcheggio. Se il parcheggio dovesse essere pieno, ritornare per 100/200 metri ed imboccare via Fiume, dove si trova un altro parcheggio.
- Avvicinamento: attraversare la strada e salire per via Grigna, costeggiando un torrente. Seguire la strada che in breve diventa sterrata, salire due tornanti e svoltare a destra per un'altra sterrata (indicazioni "Gronda del Vaccarese"). Proseguire per la sterrata raggiungendo in breve una chiesetta (fontanella con un filo d'acqua). Costeggiare la chiesetta lasciandola a destra continuando a seguire la sterrata fino a passare alla base di un ampio prato. Con un tornante si giunge alle costruzioni presenti sulla parte superiore del prato, al limitare del bosco. Viso a monte, salire verso sx fino ad un ampio cartello che descrive sommariamente i settori della falesia. Imboccare il sentiero a fianco del cartello, a sx viso a monte. Seguire il sentiero, salire a dx al primo bivio e poi a sx, imboccando un sentiero che porta in breve alla base della falesia. Da qui, costeggiare la base della parete verso sx fino al settore "Pera". (0h45)
- Attacco: placca incisa da un'evidente fessura, scritta in venice rossa con il nome della via e cavetto metallico in clessidra su un avancorpo.
- Discesa: a corda doppia sulla via di salita con tre doppie da 25/30 metri (due corde o una corda da 60 metri).
- Difficoltà: 4a/4b.
- Sviluppo: 3 lunghezze per circa 70/80 metri di sviluppo.
- Attrezzatura: via ben attrezzata, sufficienti i soli rinvii. Casco consigliato, specialmente se c'è già altra gente sulla via (in tal caso evitare anche di fermarsi alla base della via).
- Esposizione: sud.
- Tipo di roccia: calcare.
- Periodo consigliato: tutto l'anno, ma caldo ed umido in estate.
- Tempo salita: 1h00.
- Primi salitori: L. Tenderini e compagni.
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Riferimenti bibliografici:
- Corti P., Arrampicate sportive e moderne fra Lecco e Como, Edizioni Versante Sud, 2001
- Pesci E., Le Grigne, CAI-TCI, 1998
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Cartografia:
- TCI - Gruppo delle Grigne - scala 1:20.000 (solo da questa carta si rintraccia con precisione la zona dove si svolge la via)
- Multigraphic - Brianza, Prealpi Lombarde - scala 1:25.000
- Kompass, foglio 105 - Lecco, Valle Brembana - scala 1:50.000
- Attacco GPS: N 45,90917; E 009,41196; m 1135 slm
- Relazione
- Lunghezza 1, 4a, 20/25 metri: si sale per un'ampia ed evidente fessura (inizio umido dopo periodi di pioggia), ben appigliata e ben protetta, arrampicando nella fessura stessa e, nel primo tratto, alla sua sinistra. Saltare la prima sosta (che appartiene ad un monotiro che sale a destra della via) e salire in breve ad una ulteriore sosta posta un poco a sinistra.
- Lunghezza 2, 4b, 20/25 metri: la seconda lunghezza presenta un'arrampicata diversa dalla prima, svolgendosi più che altro per placche con comode maniglie.
- Lunghezza 3, 4a, 20/25 metri: salire un muretto, cui segue un tratto di sentiero di alcuni metri, verso sinistra, che porta alla base di un primo salto cui segue un diedro, da affrontare direttamente, evitando di spostarsi a destra: si avrebbe difficoltà a rientrare poi a sinistra. Il passo richiede un po' di decisione e la chiodatura non è molto ravvicinata. Segue ancora una placchetta fino alla sosta da cui si dipartono dei cavi metallici verso dx, che conducono ad una vecchia calata (sconsigliata, non riattrezzata nei recenti lavori di richiodatura).
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Note:
- per chi ha velleità alpinistiche può essere molto istruttivo, dopo una prima salita, tornare a ripetere almeno la prima lunghezza della via proteggendosi con nut e friend (e qualche cordino per le clessidre) anzichè utilizzare gli spiti;
- la falesia in cui si svolge la via presenta, oltre a numerosi tiri di arrampicata sportiva su difficoltà elevate, anche alcune lunghezze semplici e ben protette, che si trovano a destra, dove il terreno inizia a scendere.
- Aggiornamento: relazione a cura di Riccardo Girardi, 10 febbraio 2002. Revisione 12 settembre 2020, da una ripetizione con Alvise e Claudio.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.