Grigna Meridionale, Sentinella di Val Mala (toponimo proposto)(m.1500 circa), Parete Nord - via Enjoy the silence

Grigna Meridionale, Sentinella di Val Mala (toponimo proposto)(m.1500 circa), Parete Nord - via Enjoy the silence

Dettagli

  • Accesso stradale: prendere la superstrada che va da Lecco a Colico e uscire seguendo le indicazioni per Mandello del Lario. Si continua sulla vecchia strada che costeggia il lago e poi si entra nel paese, fino a trovare una svolta a dx per il paese di Rongio. Fare attenzione ai bivi e seguire sempre per Rongio, quindi, arrivati al paese, si parcheggia prima della fine della strada (due ampi parcheggi sulla dx).
  • Avvicinamento: dal parcheggio (circa 400m di altitudine) salire verso la fine della strada e del paese, quindi seguire a sx un cartello che indica il sentiero per il rifugio Elisa. All'inizio si cammina lungamente in piano su bella mulattiera, poi si arriva ad un ponte che supera un orrido e da qui sale un largo sentiero, con diversi tornanti.
    Si passa in breve di fianco all'ingresso della Grotta Acqua Bianca (620m), e si continua per tornanti fino ad un lungo tratto in piano dove si scorge alla stessa altezza, più in fondo nella valle, una bella baitina in un prato. Occorre individuare una traccia che parte a dx del sentiero e si dirige in piano verso la baita. Se non si trova questa traccia, occorre salire ancora, superando di quota la baita, e poi arrivati all'incirca sopra di essa individuare una traccia che scende ripida per boschi e prati fino a raggiungerla (circa 1h00/1h30 da Rongio, ottimo e comodo posto dove poter bivaccare).
    Dalla baita scendere verso valle nel prato sotto di essa, per circa 20 metri, quindi individuare una traccia poco visibile che va verso un boschetto. La si segue prevalentemente in piano, con alcune zone dove fare attenzione (esposto ed erboso). Si arriva quindi ad un canale boscoso che scende a dx verso il letto di un torrente. Lo si segue (albero con fettuccia di plastica), quindi non si continua nel canale, perchè c'è una scarpata, ma si devia a sx su un ripiano, dove si trova a sx la traccia che scende ripida ed arriva al letto del torrente (bell'ambiente). Ora si attraversa verso il lato opposto e si individua una traccia che sale verso dx tra l'erba e le piante, su un dosso erboso. Piegare a sx e scendere vicini alle rocce, sul fondo di un altro torrente. Attraversare il torrente, salire un roccione con piante ed erba e scendere sul lato opposto, quindi andare a dx e individuare una traccia che sale una cengetta erbosa su una scarpata. Si doppia uno spigolo roccioso e si arriva quindi in un bosco, che deve essere salito rimanendo sempre poco lontani dal bordo sx, che da su una scarpata sul torrente. Quando diventa ripido salire tra alberi più a dx, dove è più praticabile, ritornando poi verso sx. Si arriva ad un albero con fettuccia di plastica a sx e da li scendere nel greto del canale dove scorre il torrente (fino a qui qualche albero con fettuccia di plastica già presenti, aggiunti altri nastri argentati). Da qui parte la Val Mala.
    Ora bisogna seguire lungamente il canale con grossi massi. Un primo salto viene affrontato sulla sx, dove sembra difficile ma ci sono rocce ben appigliate. Più avanti, dove si trovano dei salti evidentemente impegnativi, occorre evitarli sulla dx per zone boscose/erbose (lasciati dei nastri argentati nelle zone di deviazione e degli ometti che sono stati messi anche dove non è necessario evitare il canale, quindi valutare con attenzione).
    Salendo il canale diventa man mano più pericoloso, con massi instabili per franamenti. A giugno e luglio abbiamo trovato, dove si stringe la valle, zone con grossi residui di neve ricoperta da terra e sassi. A inizio agosto la neve era praticamente assente e la situazione meno pericolosa.
    Abbiamo dovuto superare dei tratti delicati, anche diversi a seconda del giorno di salita (movimento e scioglimento della neve).
    Si trovano dei salti rocciosi sulla dx di grado IV/IV+; sopra il terzo abbiamo piazzato un chiodo con maglia rapida di calata per il ritorno (attenzione, verificare!).
    Circa 2h00 dalla baita, in totale 3h00/4h00 da Rongio.
    Difficoltà: passi di II e III grado, qualcuno di IV/IV+.
    Difficile l'orientamento nella parte iniziale, pericolo di caduta sassi dalle pareti, soprattutto quelle sulla dx orografica della valle.
    La parte alta del canale è pericolosa e deve essere assolutamente percorsa solo dopo che la neve si è assestata, in ogni caso percorrerla con prudenza.
    Nel canale si trova acqua solo nella parte iniziale dopo il bosco, poi non è assicurata.
    Possibile bivaccare sotto alcuni grossi massi, oppure in una zona con alberi sulla sx orografica, circa a metà canale.
  • Attacco: la Sentinella di Val Mala è facilmente riconoscibile per il grande diedro che si trova sotto la torre sommitale. Si incontra sulla sua dx un canale che la divide da un'altra cima (è il canale dove si trova l'ultima calata di discesa). Poco più a sx, sopra un roccione, partono due camini paralleli. Si attacca quello di sx.
  • Discesa: si effettua con 9 calate in corda doppia. Dalla sosta finale andare con attenzione verso nord (direzione Val Mala), quindi scendere a sx verso un evidente grosso mugo, passando per un facile caminetto. Il mugo è attrezzato con due cordoni e maillon di calata.
    1. prima doppia dal mugo verso la parete sottostante, passando per uno strapiombo e raggiungendo un tratto di roccia compatta attrezzata con tre chiodi, cordone e maillon di calata;
    2. doppia a raggiungere la sosta 14;
    3. doppia alla sosta 11;
    4. doppia alla sosta 8;
    5. doppia alla sosta 6;
    6. doppia alla sosta 5;
    7. da qui non scendere alla sosta 4 della via, andare invece leggermente in obliquo verso dx (faccia a monte), raggiungere una paretina con fessura con un chiodo (chiodo a U verde), lasciato per poter rinviare la corda ed evitare di pendolare. Sotto questo chiodo c'è uno strapiombino e sotto di esso si trova la calata attrezzata con un fix ed un chiodo (maillon sul fix);
    8. scendere nel canale sottostante, con una doppia nel vuoto e raggiungere la sosta di calata su due chiodi con cordone e maillon poco a valle dalla perpendicolare della calata. Controllare bene la sosta, perchè soggetta a scariche di sassi;
    9. doppia nel canale, stando verso sx (faccia a monte) per entrare alla fine in un canaletto che arriva proprio sotto il roccione dove parte la via. Conviene recuperare le corde dalla sommità del roccione, attenzione a farle saltare bene in modo che si riesca a recuperarle.

    Tempo: 1h30 circa.
    Ora tornare come per l'avvicinamento di partenza. Arrivati sopra il primo salto c'è un chiodo con maillon di calata per superare i tre salti presenti, doppia da 60 metri, recupero un po' difficoltoso. Controllare bene il chiodo e in generale tutti i chiodi presenti.

  • Difficoltà: obbligato VI+ e A1 su friend, in libera probabilmente VII/VIII nella zona della fessura del diedro.
  • Sviluppo: circa 470 metri.
  • Attrezzatura: sulla via lasciati 29 chiodi di protezione, 23 chiodi di sosta, 7 fix di sosta, 6 chiodi e 1 fix per le calate fuori via.
    Fix da 8 mm, piantati a mano.
    Portare friend fino al n°6 BD, meglio avere due serie, doppiando soprattutto il n°3 e 4. Se possibile, meglio avere doppi anche il n°5 e 6.
    Martello e chiodi per migliorare alcune soste o eventualmente per aggiungere delle protezioni nei tiri, utile una staffa.
  • Esposizione: nord.
  • Tipo di roccia: dolomia di qualità un po' scarsa nei primi 6 tiri (che comunque sono stati un po' ripuliti), di qualità buona/ottima nei tiri successivi.
  • Periodo consigliato: estate e autunno, ma prestare attenzione alle condizioni del canale.
  • Tempo salita: da verificare, probabilmente almeno 12h00. Prevedere un possibile bivacco. Tempi dei primi salitori:
    • primi 5 tiri il 23/06/2013, in circa 6 ore di arrampicata;
    • primi 5 tiri + 3 nuovi tiri il 14/07/2013, in circa 9 ore di arrampicata;
    • termine della via il 3-4/08/2013, in circa 20h30 ore di arrampicata.
  • Primi salitori:
    • primi 5 tiri: Walter Pres Polidori e Mattia Guzzman Guzzetti il 23/06/2013
    • altri tre tiri alla sosta 8: Walter Pres Polidori e Mattia Guzzman Guzzetti il 14/07/2013
    • termine della via: Walter Pres Polidori, Mattia Guzzman Guzzetti e Marco Biga Bigatti il 3-4/08/2013
  • Riferimenti bibliografici: Pesci E., Le Grigne, CAI-TCI: contiene però solo notizie sulle pochissime traversate della Val Mala.
  • Relazione
  • Lunghezza 1, V+/VI-, 20 metri: salire il camino (lo zaino risulta fastidioso), quindi uscirne a sx su ripiano alla base di una lama strapiombante.
    Due chiodi di sosta, nessun chiodo di protezione.
  • Lunghezza 2, un passo di VI+, poi V+, 25 metri: seguire la fessura-lama, inizialmente faticosa e poi più facile in diedro, quindi verso la fine del diedro salire direttamente verso la parete di fronte, arrampicando nel tratto più rotto di una placca.
    Due chiodi di sosta, nessun chiodo di protezione; attenzione dopo piogge recenti il primo tratto difficile risulta molto scivoloso.
  • Lunghezza 3, VI+, 25 metri: salire a dx ad una cengetta erbosa, quindi traversare qualche metro a dx a raggiugere una fessura-lama. Seguirla brevemente e poi salire leggermente a dx per muro più compatto, quindi dritto ad una piccola cengia erbosa.
    Tre chiodi di sosta, 6 chiodi di protezione, di cui due collegati tra loro con cordone per caricarli insieme: non è una sosta! Altri due chiodi sono con cordone.
  • Lunghezza 4, V+, 25 metri: traversare a dx su cengetta molto esile a raggiungere un pilastrino di dubbia tenuta (chiodo poco sotto l'altezza dei piedi), quindi salire sopra di esso e raggiungere a dx una grossa lama da risalire (ottima per friends grossi n°5 e 6). Ora traversare molto delicatamente a dx, individuando alcuni pochi buoni appoggi per i piedi, mentre per le mani occorre accontentarsi di erba e prese spesso non ottimali. Si arriva sotto la direttiva di un diedro (poco prima chiodo), si traversa ancora poco a dx e si sale poi verso sx ad una cengetta alla base del diedro.
    Due chiodi di sosta, 2 chiodi di protezione, meglio rinforzare la sosta con friend.
  • Lunghezza 5, VI, 30 metri: salire sopra la sosta e uscire quasi subito a dx grazie ad una bella lama. Ora salire dritto per erba (evitare un masso con fessura, perchè instabile) e raggiungere un muretto con un chiodo. Da qui traversare a dx (due chiodi), quindi scendere un metro e traversare ancora a dx fino ad un chiodo. Salire per roccette erbose (due chiodi) e raggiungere la sosta alla sx di un diedrino.
    Tre chiodi di sosta, 6 chiodi di protezione.
  • Lunghezza 6, VI, 40 metri: raggiungere un diedro subito a dx della sosta, sopra un tratto erboso e friabile. Si entra quindi nel diedro-fessura a sx (roccia a sx ottima), fin sotto uno strapiombino. Qui si esce a dx ad un ripiano erboso e si sale per muretti fessurati generalmente di buona roccia (ma presenti pilastrini instabili, in parte già disgaggiati...). Si continua per tratto erboso fino ad arrivare alla base di un bel diedro fessurato.
    Un bong ed un fix di sosta, 7 chiodi di protezione.
  • Lunghezza 7, VI, poi V+, 25 metri: salire la bellissima fessura in dulfer e spaccata, continuare seguendola ancora per balze, e traversare poi a sx ad una cengia erbosa dove si trova la sosta.
    Un chiodo ed un fix di sosta, nessun chiodo di protezione.
  • Lunghezza 8, V+/VI, 20 metri: su per diedro e fessure a dx della sosta. Arrivare ad uno strapiombetto con uscita su erba, protetto da un chiodo poco visibile nell'erba. Sosta su piccolo ripiano erboso.
    Due chiodi di sosta, un chiodo di protezione, utili friend n°3 Camelot.
  • Lunghezza 9, V+, 20 metri: salire per la fessurina di dx e poi traversare a sx ad entrare in una zona più facile. Continuare fino a raggiungere una cengia alla sx della partenza del grande diedro verticale.
    Due chiodi di sosta, nessun chiodo di protezione.
  • Lunghezza 10, VI+, A0/A1 su friend, in libera VII+?, 15 metri: salire il bellissimo diedro compatto con grande fessura centrale, fino ad una sosta con un fix, se possibile meglio rinforzarla, utili friends 4, 5, 6.
    Un fix di sosta, un chiodo di protezione subito dopo la sosta.
  • Lunghezza 11, VI+, A0/A1 su friend, in libera VII+?, 15 metri: su ancora per la fessura, fino a raggiungere un'altra sosta con un fix, da rinforzare.
    Un fix di sosta, nessun chiodo di protezione.
  • Lunghezza 12, VI+ A0/A1 su friend, in libera VII/VIII?, 20 metri: continuare per la fessura, superando anche un tratto strapiombante, fino a raggiungere la sosta posta prima di un tratto friabile sotto un tetto.
    Due chiodi di sosta ed un masso incastrato, due chiodi di protezione.
  • Lunghezza 13, VI-, 20 metri: salire con attenzione fin sotto il tetto (attenzione a pilastrini instabili), quindi andare a dx grazie alla fessura orizzontale del tetto. Al termine salire per diedro ed uscire su terrazzino con molti detriti e massi instabili, attenzione! Andare verso sx e arrivare alla sosta sotto la direttiva della torre sommitale.
    Due fix di sosta, nessun chiodo di protezione, sosta del bivacco dei primi salitori.
  • Lunghezza 14, VI, 25 metri: non salire per le rocce friabili sopra la sosta, ma entrare nel diedro grigio a dx. Solo la partenza è su rocce un po' friabili, poi la roccia diventa ottima. Si arriva alla sosta in corrispondenza di una piccola cengetta erbosa.
    Due chiodi di sosta, nessun chiodo di protezione.
  • Lunghezza 15, VI-, 25 metri: continuare nel diedro, ma dopo qualche metro abbandonarlo per andare in placca verso dx, doppiando lo spigolo. Si sale per roccia compatta puntando ad uno strapiombo più sopra a dx, sotto il quale si trova la sosta.
    Un chiodo ed un fix di sosta, 3 chiodi di protezione.
  • Lunghezza 16, VI-, poi IV, 40 metri: salire alla sx della sosta su buoni buchi, quindi aggirare il tetto a sx per una placchetta con un chiodo. Si traversa quindi a dx sopra il tetto e si sale per roccette più facili uno spigolino con ottima roccia e mughi. Si traversa in parete verso dx seguendo una sorta di cengetta con mughi, arrivando a sostare su un grosso mugo.
    Un chiodo di protezione.
  • Lunghezza 17, V-, 40 metri: salire a sx della sosta e poi prendere una rampa ed un muretto con mughi. Bisogna puntare a salire verso un intaglio che sale in vetta. Si arriva quasi alla base di questo intaglio, andando a sostare su grosso mugo su terrazzino a sx.
    Nessun chiodo di protezione, possibilità di salire in diversi punti, probabilmente è possibile evitare un po' di mughi ed arrampicare di più...
  • Lunghezza 18, VI+ all'inizio, poi IV+, 40 metri: traversare a dx alla base dell'intaglio, salire la fessura di sx (friabile solo alla partenza), raggiungere uno strapiombo ammanigliato che si supera sempre a sx, quindi continuare per muro-diedro di roccia fantastica e ammanigliata, fino ad arrivare alla crestina sommitale dove si sosta su mugo.
    Nessun chiodo di protezione.
  • Note: la lunghezza dei tiri è indicativa. Via salita in stile alpino, sempre senza corde fisse. Fix (piazzati a mano) presenti solo in poche soste e in alcune calate, nessun fix di protezione.
    Salitona impegnativa: avvicinamento lungo e complesso in ambiente selvaggio, via estetica e continua, diedro perfetto e impegnativo, cima aerea, doppie esposte..., il tutto in una zona che, pare strano, è veramente sconosciuta.
    E' stata una grande avventura, vissuta in amicizia!
    Controllare bene i chiodi piazzati e se possibile rinforzare alcune soste.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Walter Pres Polidori, Mattia Guzzman Guzzetti e Marco Biga Bigatti, primi salitori della via.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.
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