Grigna Meridionale, Scudi di Valgrande (m.1280) - via dei Diedri

Grigna Meridionale, Scudi di Valgrande (m.1280) - via dei Diedri

Dettagli

  • Accesso stradale: da Lecco salire in Valsassina e imboccare la strada che conduce ai Piani Resinelli. Seguire la strada superando una scuola (due dossi) e svoltare a sinistra dopo 100/200 metri in via Fiume: comodo parcheggio.
  • Avvicinamento: ritornare a piedi sulla strada principale e proseguire per 100/200 metri, fin dove la strada compie una netta curva a sinistra: quì ci sarebbe un'altra possibilità di parcheggio, ma il sabato e i festivi ci sono delle limitazioni di orario. Attraversare la strada e salire per via Grigna, costeggiando un torrente. Seguire la strada che in breve diventa sterrata, salire due tornanti e proseguire dritto, lasciando a destra la deviazione per la falesia del Vaccarese (indicazioni su un masso). Proseguire e, ad un tornante a sinistra, imboccare un sentiero che parte proprio dall'angolo del tornante (qualche indicazione) e che si inoltra nel bosco. Risalire il sentiero per una mezz'ora (quasi all'inizio deviazione sulla destra per la chiesetta che si incontra sul vicino sentiero per la falesia del Vaccarese) fino ad un tratto spesso bagnato, parzialmente gradinato, caratterizzato dagli impianti di un acquedotto. Indicazioni con vernice rossa: a sinistra si sale verso i Piani Resinelli, per gli Scudi si prende invece a destra. Il sentiero svolta poi subito a sinistra e, dopo poche decine di metri si devia ancora destra per una netta traccia, in leggera discesa. Seguirla per un breve tratto (cinque/sei minuti) fino ad individuare sulla sinistra una traccia poco visibile che sale ripidamente nel bosco e che in pochi minuti conduce alla base della pareti della falesia. (0h45)
  • Attacco: rispetto all'enorme camino ben visibile, la via attacca a destra alla base di una rampa appoggiata (scritte sulla roccia).
  • Discesa: a corda doppia: 3x20/25 o 1x50 e 1x25. Ridiscendere poi all' inizio del breve tratto ferrato, e, senza rifare il traverso, scendere direttamente con un'ulteriore calata da 25 m.
  • Difficoltà: 6a+ (obb.).
  • Sviluppo: 4 lunghezze per circa 120 metri di sviluppo.
  • Attrezzatura: via ottimamente attrezzata ad anelli resinati, sufficienti i soli rinvii. Discesa possibile anche con una sola corda. Casco consigliato.
  • Esposizione: sud.
  • Tipo di roccia: calcare.
  • Periodo consigliato: tutto l'anno, ma caldo ed umido in estate.
  • Tempo salita: 2h00/3h00.
  • Primi salitori: L. Tenderini, P. Gavaz, febbraio 1980.
  • Riferimenti bibliografici:
    • Corti P., Arrampicate sportive e moderne fra Lecco e Como, Edizioni Versante Sud, 2001
    • Pesci E., Le Grigne, CAI-TCI, 1998
  • Cartografia:
    • TCI - Gruppo delle Grigne - scala 1:20.000
    • Multigraphic - Brianza, Prealpi Lombarde - scala 1:25.000
    • Kompass, foglio 105 - Lecco, Valle Brembana - scala 1:50.000
  • Relazione
  • Lunghezza 1, 4b: salire la rampa seguendo i fittoni resinati o una delle file di spit alla loro destra, o, meglio ancora, in obliquo verso destra usando gli spit di diversi monotiri, fino ad una cengia. Seguire interamente la cengia verso destra prestando attenzione a qualche tratto friabile.
  • al termine della cengia seguire una catena che risale un sentierino erboso per alcune decine di metri fino all'attacco vero e proprio (scritta e sosta).
  • Lunghezza 2, 6a+: salire usando un lamone a destra che consente di spostarsi poi a sinistra, in placca, sopra la sosta. Salire la placca a tacche, inizialmente semplice, placca che si impenna progressivamente, divenendo via via più verticale. Proseguire sempre su tacchette, aiutandosi in ultimo con una fessura nel diedro a destra, che consente di raggiungere una netta e comoda maniglia orizzontale. Da quì le difficoltà decrescono, ma la progressione diviene più atletica: si sale su grosse prese superando un diedro leggermente strapiombante. Un ultimo tratto più semplice conduce alla sosta.
  • Lunghezza 3, 6a: dalla sosta si sale in obliquo a sinistra seguendo una netta e liscia fessura: la difficoltà indicata (6a) è probabilmente corretta se si è abituati ad arrampicare in fessura (incastri di pugno e dita!) altrimenti alcuni passi di A0 consentono di superare la fessura, ed arrivare alla base del successivo diedro. Proseguire quindi nel diedro, verticale, molto fessurato, aereo, fino alla sosta su un esposto terrazzo sotto uno strapiombo, a cui si esce con un passo delicato e di equilibrio.
  • Lunghezza 4, 6a+: lunghezza molto esposta ed "ariosa": traversare orizzontalmente a destra per salire con un difficile movimento su un ulteriore comodo terrazzo (catena, che si userà poi per la calata in doppia: quella della sosta precedente rimane infatti troppo sotto il tetto). Segue un'aerea ed atletica fessura, poi la parete si abbatte e, su placche lavorate, si arriva alla comoda sosta finale.
  • Note: splendida via, con magnifica vista sulla Valsassina, atletica, esposta, ariosa e chiodata come in falesia.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Riccardo Girardi, 16 maggio 2004.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.
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