Pizzo d'Eghen (m.1832) - via Camino Cassin o Filippo Corridoni con uscita Soffiando nel vento
Dettagli
- Accesso stradale: raggiungere la Valsassina, sopra Lecco, e percorrerla fino ad oltrepassare Primaluna. Dopo qualche chilometro, in corrispondenza del grosso cartello sulla dx "Officine di Cortenova", girare a sx in via Trento (cartello che indica Esino Lario). Continuare arrivando alla piazza di Prato San Pietro, costeggiare una chiesetta e poi proseguire dritto per strada sterrata fino ad arrivare ad un grande spiazzo con un capannone abbandonato a dx. Nel centro grosso albero con cartello indicatore di sentieri (per Valle dei Mulini, Rif. Bogani, ecc.).
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Avvicinamento:
proseguire per strada sterrata, in direzione Rif. Bogani. Si attraversa il torrente (ponte), si arriva ad una curva e si segue la strada principale a sinistra. Si oltrepassa una stanga e si continua. Si passa di fianco ad un grottino con Madonna sulla destra e poi ad una casa a sinistra. Si continua lungamente seguendo la strada, con vari tornanti, fino ad arrivare all’Alpe Zucc (gruppo di case). Non si attraversa verso le case, ma si segue brevemente la strada fino al suo termine, sopra il gruppo di case. Ora ci si trova di fronte a due sentieri. Seguire quello di destra, che sale ripido nel bosco (indicazione per Passo San Rocco) e poi continua in traverso nel bosco (debole traccia a zone , ricoperta da foglie; presenza di radi bolli rossi). Si segue per Passo S.Rocco (a zone indicato PSR) fino a quando si arriva ad un crinale, che si risale in parte fino a trovare una traccia (ometto) che traversa a destra e lascia la traccia per Passo San Rocco. Ora c’è una zona dove occorre fare ancora più attenzione per evitare di perdersi (radi ometti). Si arriva sotto delle rocce. Continuare in traverso, arrivando ad un tratto ripido nel bosco. Si attraversa un canale, per poi ricominciare a traversare a dx. Si arriva ad un altro canale con una breve corda fissa. Dopo la corda fissa si risale per una quindicina di metri e poi si traversa ancora nel bosco. Si traversa un terzo canale fino ad arrivare al ghiaione sotto la parete. Traversare il ghiaione fino al suo limite destro, sotto un canale-rampa, prima di un avancorpo a destra che scende più basso.
Tempo: circa 2h15/2h30 se non si perde la traccia.
Attenzione, la traccia non è evidente, a zone è assente. Soprattutto al ritorno, spesso al buio, può risultare molto facile perdersi. Fare molta attenzione nel memorizzare il percorso durante l’avvicinamento.
I traversi nel bosco non sono banali, spesso il terreno è molto ripido. - Attacco: in corrispondenza della rampa-canale che sale in obliquo verso dx (ometto alla base).
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Discesa:
in corda doppia sulla via Soffiando nel vento (soste con due fix, di cui uno con maillon, uniti da vecchi cordini):
- prima brevissima doppia dal fix sommitale (oppure in arrampicata, con attenzione) al terrazzino poco sotto, 5 metri;
- seconda doppia dalla sosta 10 sul terrazzino, facendo attenzione a scendere a dx dello speroncino finale (faccia a valle), fino alla sosta 8 (quella al termine del tiro di 7a+, evitando la sosta 9 sotto la placca finale), 50 metri;
- terza doppia alla sosta 6 di Soffiando nel vento (seguire i fix, evitare la sosta 7 e fermarsi alla successiva), 50 metri;
- quarta doppia alla sosta 4 di Soffiando nel vento (seguire i fix, evitare la sosta 5 e fermarsi alla successiva), 50 metri;
- quinta doppia alla sosta 2 di Soffiando nel vento (seguire i fix, evitare la sosta 3 e fermarsi alla successiva), 50 metri;
- sesta doppia fino alla cengia (seguire i fix, evitare la sosta 1), 50 metri.
Ora percorrere a ritroso la cengia e scendere in corda doppia dallo zoccolo, ritrovando le soste usate in salita (5 doppie):- prima doppia dalla sosta sulla cengia alla sosta su due fix alla base del lungo diedro. Attenzione! La lunghezza della corda non è sufficiente. Terreno facile, slegarsi prima e scendere un paio di metri alla sosta;
- seconda doppia al larice con cordone;
- terza doppia giù verso sx (faccia a valle), seguendo la corda fissa, fino ad una calata da noi attrezzata sulla fissa con un prusik e moschettone, poco dopo la successiva fissa;
- quarta doppia all’albero con cordoni dove è ancorata la prima fissa;
- quinta doppia alla base del canale di attacco.
- 1h00 per le doppie su Soffiando nel vento
- 1h00/1h30 per le doppie sullo zoccolo
- 2h00 per il sentiero se non ci si perde...
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Difficoltà:
- Camino Cassin: VI+, A0, A1
- Soffiando nel vento: 6a+, A1 (o 7a+)
- Sviluppo: circa 220 metri per lo zoccolo, 80 metri sulla cengia, 280 metri la via vera e propria.
- Attrezzatura: 13 rinvii, friend fino al n° 4 Camalot (eventualmente raddoppiare numeri 2 e 3), serie di nut, martello e buona scelta di chiodi, una staffa per il primo tiro di uscita di Soffiando nel vento ed eventualmente per alcuni tratti della Cassin.
- Esposizione: ovest.
- Tipo di roccia: calcare di buona qualità, ma molto arrotondato e scivoloso in alcuni tratti in camino. Qualche zona dove occorre fare attenzione. Molti sassi su cenge e zone piatte.
- Periodo consigliato: dalla primavera inoltrata all'autunno, evitando periodi piovosi.
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Tempo salita:
- Zoccolo: circa 1h30/2h00 ad arrivare all'attacco
- Via: circa 6h00/8h00
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Primi salitori:
- Camino Cassin: R.Cassin, G.Comi, 1932
- Soffiando nel vento: F.D'Alessio, G.Chiaffarelli, I.Zanetti, V.Tamagni, 1995
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Riferimenti bibliografici:
- Pesci E., Le Grigne, CAI-TCI, 1998
- Buzzoni P., Spandri A., Carì G., Calcare d'Autore, Collana di pubblicazioni del Parco Regionale della Grigna Settentrionale
- Relazione
- Relazione Zoccolo
- Lunghezza 1, III, 40 metri: salire per la rampa canale, scegliendo i punti più facili (dopo pochi metri presenza di una corda fissa), tendendo in obliquo verso dx e poi puntando ad un albero con cordoni, dove è ancorata la corda fissa.
- Lunghezza 2, II, 40 metri: salire dritto e poi leggermente verso destra, andando poi tra vegetazione, deviare a sinistra e sostare su pianta attrezzata con una corda fissa.
- Lunghezza 3, IV, 40 metri: seguire la corda fissa in mezzo alla vegetazione fino ad arrivare ad un saltino verticale che porta a gradoni ed in seguito ad un larice dove si sosta.
- Lunghezza 4, II-III, 50 metri: salire la breve placca friabile sopra la sosta e raggiungere una crestina di rocce rotte, seguirla verso sinistra e portarsi alla base di una ripida placca, con sosta attrezzata su due fix collegati da un cordone e maillon di calata. Continuare ancora qualche metro su placca, arrivando sotto un salto dove parte un'altra corda fissa. Se si utilizza la migliore sosta su due fix, poi la corda non basta per arrivare alla sosta superiore, per qualche metro.
- Lunghezza 5, IV+, 55 metri: seguendo la corda fissa l'arrampicata è difficile, in alternativa arrampicare sullo speroncino di sinistra, per poi raggiungere la corda più sopra. Si continua per diedro fino ad arrivare alla sosta su vecchio spit e chiodo, quasi in prossimità della cengia alla base della parete superiore. NB: attenzione alla corda fissa, potrebbe essere danneggiata. Al momento della ripetizione, presente sia una corda vecchia che una più recente.
- Relazione Cengia
- Lunghezza 1, III, 50 metri: raggiunta la base della parete Ovest (fix e chiodo con cordino), traversare verso sinistra (faccia a monte), scendendo su prato, e salire a un piccolo intaglio roccioso. Scendere per qualche metro un diedrino verticale, costeggiare verso sinistra la parete e raggiungere la sosta di partenza della via Soffiando nel Vento, su due fix posti sotto un diedro.
- Lunghezza 2, I, 30 metri: scendere per gradoni erbosi fino ad un albero, da qui scendere ancora a dx (faccia a valle) e poi traversare ad una evidente sosta a fix con cordone, alla base dell'ormai più che evidente caminone dove sale la via.
- Relazione Camino Cassin
- Lunghezza 1, IV+, 35 metri: salire sulla sinistra una rampa costituita da una serie di gradoni erbosi, superare un masso aggettante sulla sinistra e raggiungere una cengia detritica. Sosta su grosso spuntone, presente anche un vecchio chiodo sulla sinistra. L'arrampicata risulta delicata per via delle grandi zolle erbose che disturbano notevolmente la progressione. Un solo chiodo è posizionato tre metri sopra la sosta (chiodo della via Prigionieri dei sogni, visibili spit più in alto), poi ci si protegge con friend medio grandi.
- Lunghezza 2, 1 passaggio VI, il resto IV+, 30 metri: su per roccette sulla dx, per arrivare sotto un saltino in centro al caminone, inciso da una netta fessura. Salire per questa (utile friend n° 3 e 2), quindi continuare più facilmente nel camino principale, stando più a sx, fino ad una sosta a spit con cordone, poco sopra la vecchia sosta a chiodi.
- Lunghezza 3, VI, A0, 30 metri: continuare nel camino superando alcuni massi incastrati e portarsi alla base di un grosso blocco che ostruisce la via. Aggirarlo sulla sinistra per una larga fessura (chiodi), raggiungere un piccolo sasso incastrato, innalzarsi in verticale con faticosi movimenti ad incastro ed uscire a sinistra su un piccolo terrazzino (piccola clessidra con cordino). Non salire le fessure a sinistra ma traversare a destra su placca abbattuta, collegare una serie di lame e buchi e raggiungere un comoda cengia. Sosta da attrezzare su piccolo sasso incastrato alla base di un breve camino molto liscio. E' consigliabile rinforzare la sosta con almeno un chiodo. All'estremità sinistra della cengia è presente la sosta di partenza di un'altra via, attrezzata con due chiodi collegati da una fettuccia, da trascurare.
- Lunghezza 4, VI, A0, 35 metri: salire in incastro di corpo la fessura-camino sopra la sosta (un chiodo visibile poco sopra), quindi spostarsi in placca a sx (chiodo) e salire verso uno strapiombino (chiodi). Qui attraversare delicatamente a dx e poi salire sullo spigolo di dx; continuare poi per roccette rotte e friabili salendo alla sosta obliquando verso sx cercando i punti deboli. Sosta su chiodi.
- Lunghezza 5, IV+, V, 30 metri: continuare nel camino, superare due grossi blocchi incastrati e raggiungere la base di una parete strapiombante. Salire in verticale la parete sinistra del camino per una fessura bagnata e muschiosa, raggiungere la sosta attrezzata su due chiodi collegati da un cordino.
- Lunghezza 6, VI+, A0, A1, 30 metri: salire nell'orrido camino, per la sua parete di dx (chiodo in alto, utile posizionare un chiodo in partenza). Da qui, sulla stessa parete, spostarsi a sx ad arrivare ad una zona molto umida e con muschio. Ora occorre salire ancora verso dx. La parete è molto umida e scivolosa. In posto due chiodi (utile posizionare chiodo intermedio in esile fessurina). Dopo il secondo chiodo c'è una piccola clessidra (da noi usata inserendo un nut come cordino) ed un ulteriore chiodo più sopra. Spostarsi più a dx, verso l'esterno, e salire in opposizione tra le due pareti del camino (roccia meno scivolosa). Si raggiunge così un altro chiodo sulla faccia opposta del camino. Per arrivare al successivo risulta utile posizionare un altro chiodo intermedio. Si arriva quindi sotto la volta del camino e si esce grazie ad un vecchio cordone (attenzione, non si vede dove è stato inserito...). Ci si ristabilisce su masso arrotondato. Qui si trova un chiodo nuovo sullo spigolo di dx, prima di rientrare nel camino. Continuare camminando su detriti (pericoloso, molti detriti e grossi sassi), chiodo poco avanti a sx, ancora più avanti due brutti chiodi di sosta dietro un esile spigolino a sx.
- Lunghezza 7, VI, 8 metri: tornare verso l'esterno del camino a raggiungere il chiodo posto sulla sua estremità destra (faccia a monte). A destra (faccia a monte) è ben visibile la sosta a spit da raggiungere della via Soffiando nel Vento. Salire un metro fino ad un grosso buco ed iniziare la traversata verso destra, raggiungere una clessidra dove è possibile proteggersi, segue una lama rovescia ed infine un grosso buco permette di raggiungere la sosta. Forse utile arrivare qui dal tiro precedente, cercando di evitare gli attriti della corda.
- Relazione uscita su Soffiando nel vento
- Lunghezza 8, 7a+, oppure 6a+, A0, A1, 20 metri: proseguire sul torrione, molto compatto. Si esce dal muro a dx , oltre uno spigolo, arrivando alla sosta a fix su terreno più adagiato. A sx, più vicina allo spigolo, visibile una vecchia sosta a chiodi.
- Lunghezza 9, 5c, 30 metri: salire su placca, tendendo leggermente verso dx. Si arriva ad una zona più verticale e fessurata, a sx di una lama orizzontale rovescia. Traversare a dx in corrispondenza di questa lama (spit poco visibile) e salire ancora per lame ad un terrazzino dove si sosta a dx.
- Lunghezza 10, 6b oppure 6a e A0, 25 metri: salire a sx per splendida placca verticale con qualche buco provvidenziale, arrivando in cima ad uno spigolo. Da qui si sale per rocce ammanigliate ad un buon terrazzo dove si sosta.
- Lunghezza 11, III, 5 metri: volendo si può salire per facili rocce sulla cima del pilastro (uno spit a cui abbiamo aggiunto un cordone).
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Note:
salita completa, in ambiente veramente selvaggio. Arrampicata non sempre divertente, su roccia arrotondata e a zone umida e scivolosa. Chiodatura scarsa, da integrare in qualche punto (martello e chiodi indispensabili).
Siamo usciti su Soffiando nel vento perchè dalla sosta del sesto tiro non si riesce a capire dove continuare. Si dovrebbe procedere per fessurina a sx o a dx, ma non si vedono chiodi, e le difficoltà sembrano eccessive (muri lisci). Alla sosta presenti parecchi blocchi di un franamento e più in alto a dx visibile una fascia bianca di una frana. Anche altre fonti prese in Internet parlano della necessità di uscire su altra via per frana sulla via...
E' una via decisamente interessante per l'ambiente e l'isolamento, ma l'arrampicata non è sempre piacevole. Da affrontare preparati.
Attenzione all’avvicinamento nel bosco, solo per amanti dell’avventura… Nella ripetizione di Soffiando nel vento del 03-06-17 abbiamo trovato, nel primo tratto dell’avvicinamento, molti alberi abbattuti da una valanga invernale, che hanno complicato non poco il passaggio e l’individuazione della traccia, sia all’andata che al ritorno.
NB: si è utilizzata per la salita la guida Calcare d'autore; trovati alcuni errori ed imprecisioni. Come al solito fare attenzione e reperire informazioni da più fonti/relazioni. - Aggiornamento: relazione a cura di Walter Polidori e Simone Rossin, ripetizione del 2 giugno 2012. Aggiornamento del 3 giugno 2017 dopo la ripetizione integrale di Soffiando nel vento.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.