Gruppo del Sassolungo, Punta Grohmann (m.3216), parete sud - via Dimai

Gruppo del Sassolungo, Punta Grohmann (m.3216), parete sud - via Dimai

Dettagli

  • Accesso stradale: dalla val di Fassa raggiungere il Passo Sella, superarlo e, poco oltre, parcheggiare allo slargo in corrispondenza della strada per il rifugio Valentini (o entrarvi in auto).
  • Avvicinamento: seguire la strada sterrata per la Forcella di Rodella, da cui si segue un sentiero che sta sul crinale di una dorsale che scende erbosa a destra, verso il Sella, e terrosa a sinistra verso la val di Fassa (questo all'epoca della nostra ripetizione, qualche anno fa). Seguire questo sentierino fino alla base dello spigolo, e poi sul versante sud della parete (roccette, passi di I e II) giungendo fino ad una terrazza detritica, scomoda, dove legarsi ed individuare il primo anello cementato. (1h00)
  • Discesa: seguire gli ometti che conducono al bordo del terrazzo, verso il passo Sella. Dall'orlo del terrazzo scendere arrampicando seguendo sempre gli ometti (passi di II) arrivando ad una prima forcella e rimontando uno speroncino. Traversare leggermente a destra fino ad un anello cementato, da cui si effettua una calata (doppia 1, 20 metri) che conduce alla seconda forcella. Rimontare lo speroncino (friabile) e scendere arrampicando per 10/20 metri fino ad un anello cementato da cui si effettua un'altra calata (dopia 2, 20 metri). Segue un altro anello cementato: doppia 3, 30/35 metri (o anche solo 25 metri, scendendo poi in arrampicata su terreno esposto). Mirare, con questa calata, ad uno spuntone con anello e bollo rosso. Dallo spuntone effettuare un'altra calata (doppia 4, 45 metri o due più brevi), scendendo in un canale a destra (visoo a valle). Segue un'altra calata (doppia 5, 25 metri) in un canale che conduce ad una forcella. Piegare per una selletta a sinistra, faccia a valle (ometto) e scendere per tracce di sentiero e tratti di arrampicata , seguendo i numerosi ometti, fino ad un'altra calata (doppia 6, 20 metri) in un canale friabile, da uno spuntone. Scendere ancora per terreno delicato (passi di arrampicata) seguendo gli ometti. In vista della forcella tra la punta Grohmann e la Cinque Dita scendere a sinistra (viso a valle). Attenzione: ometto sbagliato a destra, oltre una colata d'acqua. Scendere arrampicando verso la Val Gardena, obliquando verso la forcella, cui si arriva dal versante gardesano (in questo tratto bolli rossi). Dalla forcella scendere il canale: molto delicato: rimanere inizialmente al centro, poi a destra e quindi ancora al centro. Scendere poi per ghiaioni e prati fino al parcheggio. (4h00)
  • Difficoltà: AD+, III, IV-.
  • Sviluppo: 13 lunghezze, per circa 500 metri di dislivello.
  • Attrezzatura: nelle prime lunghezze soste attrezzate con anelli cementati, poi con clessidre o chiodi, anche singoli, da rinforzare. Pochi chiodi in via: necessari dadi/friend, utile qualche chiodo.
  • Esposizione: sud.
  • Periodo consigliato: estate.
  • Tempo salita: 5/6 ore.
  • Primi salitori: Antonio Dimai, Joh. Summermatter, Rolanda e Ilona von Eötvös, 11/08/1908.
  • Riferimenti bibliografici:
    • Koheler A., Memmel N., Dolomiti - Arrampicate classiche III-VI, Freytag & Berndt Rother Italia, 1994 - (schizzo con difficoltà, descrizione avvicinamento, discesa, ecc.)
    • Kubin A., 50 arrampicate scelte nelle Dolomiti, Edizioni Turistiche Geo-Grafica s.n.c. - Primiero (TN), 1984 - (schizzo con difficoltà, descrizione dettagliata lunghezza per lunghezza, ecc.)
    • Dragosei F., Dolomiti. Itinerari scelti di croda, Vivalda Editori, 1999 - (schizzo e descrizione estremamente dettagliati e minuziosi!)
  • Cartografia: Kompass n° 59 - Gruppo del Sella - Marmolada
  • Relazione
  • nota: quando abbiamo ripetuto la via avevamo le con noi la copia delle prime due relazioni (la terza non era ancora stata pubblicata) che abbiamo trovato abbastanza concordanti (non è sempre così!) anche se sul terreno, in alcuni punti, abbiamo organizzato le lunghezze in modo differente.
  • Lunghezza 1, III, II, 50 metri: traversare obliquamente a sinistra e superare una colata d'acqua. Continuare ad obliquare a sinistra ma salendo più decisamente per placche fino ad un anello cementato.
  • Lunghezza 2, II, III, 45 metri: continuare a salire obliquamente a sinistra (rinviare su un anello cementato). Arrivati su una specie di costone salire verticalmente fino ad un gradino di roccia: sosta su clessidre. Lunghezza essenzialmente di placca.
  • Lunghezza 3, III+, 30 metri: salire o aggirare il muretto, proseguire dritti (fettuccia in clessidra) e poi obliquando verso sinistra, fino ad un terrazzino con un chiodo. In questa lunghezza la roccia si fa più ripida, il percorso è abbastanza libero, ma questo può portare anche su difficoltà maggiori di quelle indicate. Roccia bella ma fragile. Probabilmente la sosta vera e propria si trova a 7/8 metri da questa, e si raggiunge salendo molto meno e deviando decisamente a sinistra.
    Dal primo riferimento bibliografico indicato (Dolomiti, ...) sembra che della terza e quarta lunghezza si possa fare un unico tiro.
  • Lunghezza 4, III+, 20 metri: salire obliquando a sinistra (chiodo) e poi a destra. Raggiunta una cengia traversare orizzontalmente a destra fino alla sosta (anello cementato).
  • Lunghezza 5, III+, 45 metri: traversare a destra alzandosi leggermente (chiodo) e aggirando lo spigolo. Salire per canalino fino alla sosta (cordini su clessidre).
  • Lunghezza 6, IV-, 50 metri: salire dritti sopra la sosta e rimanere a sinistra di placche a tratti bagnate. Rientrare poi in un canalino a destra (chiodo con anello) e arrivare alla sosta sotto una parete strapiombante (sosta su clessidra).
  • Lunghezza 7, IV, 25 metri: traversare orizzontalmente a destra (chiodo) stando bassi e tenendo le mani sulla cornice, fino a quando non diventa semplice salire. Obliquare ora a sinistra su una stretta rampa (larga circa 40 centimetri), che sale da destra verso sinistra. La rampa è liscia e presenta appigli rovesci bassi sulla parete a monte. Delicato. Due chiodi. Sosta al termine della rampa su un masso (1 chiodo).
    Le relazioni indicate organizzano le lunghezze 7 e 8 con medesimo percorso ma soste differenti.
  • Lunghezza 8, IV-, 15/20 metri: salire verticalmente per camino e portarsi su una placca sotto uno strapiombo a sinistra di una fessura-camino bagnata. Sosta su un chiodo ed uno spuntone.
  • Lunghezza 9, IV-, 50 metri: salire il camino bagnato e uscirne a sinistra (passo di IV+ e oltre). Terrazzo. Salire verticalmente fino a che il pilastro non si abbatte. Procedere fino sotto ad uno strapiombo (un chiodo di sosta). Notevole attrito delle corde, eventualmente attrezzare una sosta intermedia.
  • Lunghezza 10, III+, 50 metri: salire a destra per paretina entrando in un canalone detritico. Sosta libera (meglio se sul bordo sinistro del canalone).
  • Lunghezza 11, II, 30 metri: salire nel canalone fino alla terrazza detritica. Sosta su masso.
  • corde in mano salire un centinaio di metri per detriti, obliquando a sinistra fino all'ultimo pilastro. Sosta da attrezzare.
  • Lunghezza 12, III, 35 metri: dalla base del pilastro salire obliquando a destra ma senza arrivare al grosso camino che divide il pilastro dal resto della cima. Per caminetti verticali arrivare in cresta. Sosta da attrezzare.
  • Lunghezza 13, II, III, 35/45 metri: dritti per cresta, salire poi a destra con percorso libero. Sosta da attrezzare.
  • con pochi metri di roccette si arriva sulla cima, costituita da un largo pianoro detritico, il cui punto culminante è contrassegnato da un grosso ometto (libro di vetta in una scatola di metallo).
  • Note: bella via in ambiente grandioso. Roccia a tratti molto bella, lavorata, ruvida ma fragile. Detriti verso la cima. Discesa lunga e impegnativa da non sottovalutare.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Riccardo Girardi, 17 agosto 1996.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.