Dolomiti Orientali, Gruppo del Nuvolau, Gusela (m. 2595) - Parete Sud Ovest
Dettagli
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Accesso stradale:
da Cortina d'Ampezzo, raggiungibile dalla Val Pusteria o dal Cadore, salire per il Passo Falzarego e deviare in direzione del Passo Giau, per parcheggiare proprio in cima al passo nei pressi del Rifugio.
- Avvicinamento: dal Passo Giau imboccare l'evidente sentiero per il Rifugio Averau e, superati i gradoni e giunti in prossimità dei primi avamposti rocciosi sotto il versante sud della Gusela, lasciare il sentiero per risalire per ghiaie superando il primo zoccolo sulla sinistra. Si raggiunge così una chiazza erbosa. La si attraversa deviando decisamente verso sinistra per alcuni metri, fino a raggiungere la base vera e propria della parete.
- Attacco: alla base della parete, chiodi in corrispondenza di una fessura verticale.
- Discesa: dalla vetta scendere per qualche metro (ometti) in direzione dell'Averau, fino a raggiungere l'evidente sentiero che si può seguire verso sud per scendere direttamente al passo Giau (con brevi tratti attrezzati a metà della discesa, 1h00) o in direzione opposta per raggiungere il Rifugio Averau e fare il giro attorno al Nuvolau (2h00/2h30).
- Difficoltà: max V (passaggio), poi IV.
- Sviluppo: 270 metri.
- Attrezzatura: rinvii, alcuni friends e nuts, diversi cordini per le numerose clessidre. Normale dotazione alpinistica.
- Esposizione: sud-ovest.
- Tipo di roccia: dolomia, buona se non ottima nella prima parte, meno nella parte alta.
- Periodo consigliato: estate.
- Tempo salita: 2h30/3h00.
- Primi salitori: F. e A.Dallago, G.Valle, A.Menardi, P.Michielli e D.Costantini
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Riferimenti bibliografici:
- Bernardi M., Arrampicare a Cortina d'Ampezzo e dintorni
- Da Pozzo M., A.S. Dolomiti Ampezzane - arrampicate scelte
- Cartografia: Kompass n° 055 - Cortina d'Ampezzo - scala 1:50.000
- Relazione
- Lunghezza 1, IV, 25 metri: chiodo in partenza. Si segue la fessura canale, ci sono diverse piccole clessidre che si possono utilizzare per protezioni mobili. Si sale su roccia buona, senza incontrare difficoltà, aggirando sulla sinistra una placca grigia per poi tornare sulla verticale in direzione di una lunga fettuccia ben visibile da lontano. Sostare qui (un chiodo e un grosso anello in acciaio).
- Lunghezza 2, V, 20 metri: ci si sposta lateralmente sulla sinistra, ove è già visibile un chiodo e il passaggio chiave della via (V grado). La lama ben evidente permette di superare agevolmente la difficoltà e (consiglio di tenersi molto all'esterno) di raggiungere il terrazzino alla base del canale verticale soprastante che ci si appresta a percorrere. La sosta è solo qualche metro sopra, con 2 chiodi, al centro del canale.
- Lunghezza 3, IV-, 40 metri: il tiro segue sempre il canale, ci si sposta poi leggermente a sinistra per continuare sulla verticale fino a raggiungere la sosta successiva (un solo chiodo). Nell'ultimo tratto di questo tiro si può nuovamente e facilmente integrare utilizzando le diverse piccole clessidre che si individuano facilmente.
- Lunghezza 4, IV, 40 metri: ci si sposta ancora leggermente a sinistra prima di procedere in verticale, sempre presenti clessidre per integrare le protezioni. La sosta successiva è nuovamente al termine di un diedro (molto aperto) ove si consiglia di procedere prima sulla sinistra e poi con un deciso e netto spostamento sul lato destro, che permette di rimontare fino alla sosta successiva, cercando il percorso più facile e più logico, senza farsi trarre in inganno da un cordone appeso ad una clessidra. Due chiodi.
- Lunghezza 5, I, 40 metri: si procede in conserva sulla cengia, al termine della quale si può fare sosta su clessidra.
- Lunghezza 6, IV-, 25 metri: si attacca in prossimità di una lama, ma da qui in poi non c'è una via obbligatoria: basta stare a destra dell'evidente tetto giallo, per raggiungere un terrazzino appena sopra. Si procede senza grosse difficoltà su roccia un po' meno bella. Si può far sosta sia su spuntoni sia su clessidre.
- Lunghezza 7, IV, 40 metri: si continua con via non obbligata, con facile arrampicata (tratti di II) scegliendo la direzione migliore senza paura di sbagliare, superando tratti di max IV grado nel punto più debole (fessura) della parete. Diverse clessidre.
- Lunghezza 8, III, 40 metri: sempre per tratti non impegnativi si arriva in cima, ove c'è una statua in metallo (madonnina).
- Note: via semplice, di bella roccia nella parte iniziale. Meglio avere con sè alcuni friend, nut e cordini per rinforzare le vecchie soste (chiodi e vecchie corde o fettucce) e rinviare. Decisamente piacevole e in un bell'ambiente. La linea della via segue l'evidente fessura, le soste sono evidenti e sempre facili da trovare. Via senz'altro di soddisfazione, permette, con un avvicinamento semplice, di raggiungere una delle cime del gruppo dei Cadini, senza grosse difficoltà (il tratto di V è evitabile per una rampa a sx) e senza preoccupazioni, dato che anche la discesa è attrezzata (non richiede assicurazione e/o doppie).
- Aggiornamento: relazione a cura di Alberto Borghi, da una ripetizione dell'estate 2012 con Luca Borghi.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.