Bolivia, Illimani (m.6462) - sperone ovest alla cima sud (via normale)

Bolivia, Illimani (m.6462) - sperone ovest alla cima sud (via normale)

Dettagli

  • Accesso stradale: il viaggio da La Paz al campo base per l'Illimani è già un'avventura... Lasciata la capitale si percorre la valle delle anime con formazioni di arenaria spettacolari e un profondo canyon che in stagione delle piogge risulta impercorribile. Si prosegue per sali e scendi attraversando ben tre vallate sempre più verdeggianti e relativi passi, toccando quota 4000m e scendendo sino a 2200m per strada sterrata, con ampie viste su precipizi impressionanti (complimenti all'autista!!!). Dopo circa 4 ore si raggiunge a 3700 m il villaggio di Pinaya (le vecchie relazioni davano come ultimo villaggio raggiungibile con i mezzi Estancia Una a 3500m).
  • Avvicinamento: lasciato il mezzo e caricati i muli si prosegue per circa 1h30 nell'ampio vallone ai piedi della maestosa parete ovest dell'Illimani, sino a giungere ad una spianata prativa ricca di acqua dove si fissa il primo campo, posto 4450 m con il toponimo di Puente Rotto.
    La mattina dopo, verso le 9.00 (occorre lasciare sorgere il sole per poter smontare le tende), accompagnati dai portatori si risale il pendio soprastante sino ad incrociare una mulattiera che serviva alle miniere abbandonate di Urania. La traccia porta direttamente sotto la grande morena gialla che scende dal primo sperone (Pico Norte) che si percorre in traversata, al termine della quale si entra in un vallone attraversato dal torrente di scolo del ghiacciaio de Condores. Guadatolo, si risale piegando a sinistra sino allo sperone roccioso che divide il ghiacciaio de Condores da quello dell'Illimani. Lo si percorre per la sua dorsale (faticoso) sino a raggiungere una piccola piazzola ove è possibile piazzare le tende per la notte: quota 5470 metri, il Nido de Condores.
  • Attacco: direttamente dietro al campo risalendo i ripidi pendi ghiacciati.
  • Discesa: per la stessa via di salita. Circa 3h00/4h00 sino al Nido de Condores, 2h00/3h00 sino al campo base e 1h00 per il villaggio di Pinaya.
  • Difficoltà: AD, max 50° (vedi note)
  • Sviluppo: 700 m il primo giorno per la salita al campo I, 1000 m per la salita alla campo alto il secondo giorno, 1000 m il terzo giorno per la salita alla cima.
  • Attrezzatura: completa d'alta quota (temperature molto rigide), materiale per ghiaccio: piccozza, ramponi, 2 chiodi da ghiaccio.
  • Esposizione: ovest.
  • Periodo consigliato: da maggio ad agosto (in Bolivia è inverno).
  • Tempo salita: Circa 13/14 ore complessive: primo giorno 1h30, secondo giorno 4h00/5h00, terzo giorno 6h00/7h00.
  • Primi salitori: Charles Wiener, Josè Ocampo, I. Bremblow, 6 Agosto 1877.
  • Riferimenti bibliografici: Alain Mesili, The Andes of Bolivia (acquistabile a La Paz nelle librerie o agenzie specializzate: Ande an Base Camp, calle Illampu 863, La Paz; Travel Agency Huayna Potosì, calle Sagarnaga 398, La Paz)
  • Cartografia: la cartografia boliviana non è molto affidabile (le quote sono spesso poco attendibili). Esistono alcune pubblicazioni cartografiche francesi e statunitensi difficile da reperire (in Italia).
  • Relazione: la sveglia è a mezzanotte. La salita viene compiuta interamente al buio in modo da raggiungere la spalla finale ai primi raggi di sole. Lasciate le tende si risale il primo tratto ripido di cresta che conduce ad una zona di seracchi che si aggirano alla meglio (alcuni crepacci richiedono qualche salto). Superato questo tratto si percorre una lunga cresta pianeggiante sino a giungere ad un secondo pendio, dove risulta difficile la progressione a causa dei penitentes che obbligano a veri numeri di equilibrio. Questo pendio si percorre in diagonale verso sinistra con numerosi zig-zag. Al termine segue un lungo tratto pianeggiante dopo cui segue un tratto ripido che porta in prossimità di una zona con grossi crepacci che richiedono per il loro attraversamento molta attenzione (grossi ponti di neve). Passato alla meglio questo tratto crepacciato si risale il tratto denominato la scala del cielo: questo è l'ultimo ripido pendio (50°/55°) che porta alla ampia sella posta tra il Pico Central (6280 m) e il Pico Sud (la vetta principale dell'Illimani 6439 m – alcune guide riportano 6450 m), segue l'ultimo tratto di cresta inizialmente ripida, che diviene poi quasi pianeggiante conducendo alla sommità.
  • Note: l'Illimani è un viaggio...su una grande montagna, in un grande paese. Ascensione di media difficoltà che richiede grande sforzo ed un pizzico di fortuna... L'ambiente è spettacolare e gli spazi vastissimi... La quota si sente, soprattutto negli ultimi 500 m di dislivello dove la fatica e l'ossigeno modificano le sensazioni. Noi ci siamo appoggiati all'agenzia Huayna Potosi del simpatico dottor Hugo Berrios Martin (medico e guida andina), Sagarnaga n° 398 esq. Illampu, La Paz, la quale fornisce il mezzo, tende, cuciniere, portatori e guida accompagnatrice. A La Paz comunque esistono numerose altre agenzie e diverse possibilità di organizzazione. La discesa che di solito viene spezzata in due giorni, l'abbiamo compiuta in giornata (circa 2700 m) sino al piccolo villaggio di Pinaya, dove abbiamo pernottato presso un rustico offertoci dalla ns. guida, dopo una spettacolare cena a base di pecora e patate cotte in una fornace interrata!
    Sulle difficoltà: AD, pendenze sino 50° (Scala del cielo), terreno molto crepacciato e con tratti faticosi a causa dei numerosi penitentes.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Massimo Marazzini, ascensione effettuata il 26/27/28 agosto 2009.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.
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