Gruppo di Fanis, Piccolo Lagazuoi (2778) - via A. Ardizzon

Gruppo di Fanis, Piccolo Lagazuoi (2778) - via A. Ardizzon

Dettagli

  • Accesso stradale: parcheggiare al passo di Valparola (a circa 18 chilometri da Cortina D'Ampezzo) accanto al vecchio fortino di guerra.
  • Avvicinamento: per tracce di sentiero e ghiaie portarsi all'estremità destra dell'avancorpo (il "trapezio"). Attacco in corrispondenza di una riga nera (cordone in clessidra). Sulla verticale dell'attacco si nota inoltre un tetto, sotto cui si fa la prima sosta.
  • Discesa: seguire la cengia verso destra (ometti) per tracce di sentiero, che si abbassano fino a raggiungere un ghiaione. In breve all'attacco. Facile ma delicato e a tratti esposto.
  • Difficoltà: III, IV/IV+, passi di V- evitabili.
  • Sviluppo: 6/7 lunghezze, per circa 280 metri di sviluppo e 200 di dislivello.
  • Attrezzatura: soste attrezzate a chiodi o su clessidre o su spuntoni. In via qualche chiodo e molte clessidre: portare dadi/friend e cordini.
  • Esposizione: sud-ovest, sole da metà mattina (a metà agosto).
  • Periodo consigliato: estate, ma, probabilmente, anche a fine primavera e all'inizio dell'autunno.
  • Tempo salita: 3h00/3h30.
  • Primi salitori: A. Spavento, B. Tubaro, 14/09/1986.
  • Riferimenti bibliografici: Primi passi da capocordata, a cura della scuola di Alpinismo e Scialpinismo "Cesare Capuis" - CAI Mestre - (descrizione e schizzo generale)
  • Cartografia: Tabacco foglio 03 - Cortina d'Ampezzo e Dolomiti Ampezzane - scala 1:25.000
  • Relazione
  • Lunghezza 1, III, IV-, 50 metri: seguire la riga nera di roccia molto lavorata. Uno o due chiodi, clessidre. A metà tiro muretto strapiombante di un paio di metri, poi per placche semplici fin sotto un tetto che si raggiunge piegando un poco a destra. Sosta su un chiodo e uno spit.
  • Lunghezza 2, V-, IV, III, 40 metri: superare direttamente il tetto (spit e ottimo spuntone). Proseguire fino a raggiungere rocce più semplici in vista di una placca bianca. Sosta da attrezzare su clessidra (cercarne una).
  • Lunghezza 3, III, III+, IV-, IV+ (passo), 40 metri: salire verso la placca bianca, contornandola a sinistra per fessura fino ad un terrazzino (chiodo). Affrontare un breve strapiombo (cordino in clessidra) e uscire a sinistra su un terrazzino. Sosta su fittone. Rispetto alla relazione indicata questo dovrebbe essere già l'inizio del quarto tiro.
  • Lunghezza 4, IV-, III, 40 metri: salire piegando leggermente verso sinistra fino a sostare su un masso incastrato che forma un'enorme clessidra.
  • Lunghezza 5, IV, III, 40 metri: la relazione indicata parlava di placca verticale, ma abbiamo invece seguito un canale che diventa poi una fessura superficiale, passando poi alla sua destra dopo 15/20 metri, e sbucando su un cengione detritico. Qui portarsi alla base di una colata nera su rocce gialle, un po' a destra, là dove il muro di rocce alto 4/5 metri risulta interrotto da una specie di diedro.
  • Lunghezza 6, IV, III, 40 metri: salire la spaccatura uscendone a sinistra per strozzatura. Dritti per paretina, piegando un po' a sinistra (possibile dritto per fessura verticale, V-). Sosta su terrazzo con due chiodi.
  • Lunghezza 7, II, 10 metri: salire di pochi metri fino ad una cengia con ometti.
  • Note: via semplice, su roccia magnifica, specialmente nella parte bassa, dove è molto lavorata e solida. Il percorso non è sempre evidente, ma le difficoltà rimangono simili anche spostandosi dalla via.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Riccardo Girardi, 12 agosto 1998.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.