Dolomiti Orientali, Gruppo di Fanis, Piccolo Lagazuoi (m.2778) - via Ibex
Dettagli
- Accesso stradale: autostrada MI-VE, a VR prendere per il Brennero, uscire a Bressanone e percorrere la Val Pusteria in direzione Brunico. Prima di iniziare la circonvallazione di Brunico, deviare a destra in Val Badia e, successivamente, salire in direzione del passo Valparola prima e del Falzarego poi. Parcheggiare nei pressi del forte "Intra i sass", pochi metri dopo il passo Valparola ma prima di giungere alla funivia del Lagazuoi.
- Avvicinamento: dal passo Valparola (m.2183) o dal forte "Intra i sass", si prende il sentiero che sale verso il Lagazuoi per lasciarlo quasi subito e prendere una traccia di sentiero tra le ghiaie, sulla sinistra, che risale il cono di detriti principale. Si attraversa la zona di grossi massi e di ghiaie e si raggiunge il suo punto più alto: da qui si continua a salire verso sinistra, per 20 o 30 metri, seguendo vaghe tracce e puntando a raggiungere la base della parete in una zona di placche nere. (0h40)
- Attacco: nei pressi delle placche nere, in presenza di spit e di un cordino.
- Discesa: dall'uscita della via, seguire tracce di sentiero (a destra, faccia a monte) che salgono verso la cima del Lagazuoi, in direzione della funivia. Poco prima di raggiungerla si incrocia il sentiero del Kaiserjager che, con brevi tratti attrezzati, riporta al parcheggio di fronte al forte. (1h00)
- Difficoltà: V.
- Sviluppo: 400 metri.
- Attrezzatura: 8 rinvii, alcuni friend e nut, cordini. Normale dotazione alpinistica.
- Esposizione: sud-ovest.
- Periodo consigliato: estate.
- Tempo salita: 3h30.
- Primi salitori: S. Cannarella., G. Rosasa, L. Albertacci, L. Coceani (Gruppo GARS).
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Cartografia:
- Kompass n° 055, Cortina d’Ampezzo, scala 1:50.000
- Tabacco foglio 03 - Cortina d'Ampezzo e Dolomiti Ampezzane, scala 1:25.000
- Relazione
- Lunghezza 1, IV+, 55 metri: il primo tiro sale verticale, continuo: la difficoltà è subito quella media della via. Protetta a spit e presenza di cordini, possibilità di integrare. Partire a sinistra del primo spit, cercando la soluzione più semplice. Soste attrezzate a spit e cordone.
- Lunghezza 2, IV, 40 metri: sale ancora prima in verticale, poi devia a sinistra per rampe molto più semplici.
- Lunghezza 3, IV+, 50 metri: si prosegue sulla verticale, per buona roccia. Presenza di chiodi per rinvii e sosta.
- Lunghezza 4, V, 40 metri: risalito un primo risalto con passaggio di V, ben appigliato e protetto, si devia sulla destra.
- Lunghezza 5, V, 55 metri: si riparte con tratto impegnativo (sempre V) ma sempre ben protetto, sulla propria verticale.
- Lunghezza 6, V, 30 metri: ancora passaggi di V grado, deviando a sinistra per un tratto breve.
- Lunghezza 7, IV, 30 metri: si imbocca una rampa sulla destra, ove le difficoltà diminuiscono.
- Lunghezza 8, IV, 35 metri: si prosegue ora leggermente a sinistra: gli ultimi passaggi non devono essere sottovalutati, anche se non ci sono più difficoltà.
- Lunghezza 9, IV+, 30 metri: si sale in un diedro camino ove sono presenti chiodi e spit sulla parete di destra. Usciti dal diedro si prosegue nuovamente puntando verso destra, cercando il passaggio più evidente a destra della enorme nicchia e del tetto sovrastante, fino a raggiungere la cengia.
- Lunghezza 10, III, 55 metri: si cammina sulla cengia in salita che punta a sinistra, rimanendo il più alti possibile, rimontando alcune roccette, cercando di non far cadere ghiaie... la cengia conduce direttamente fuori dalla parete, sbucando sulla cresta che porta poi alla cima.
- Note: via non difficile, con facile discesa e di facile accesso. La linea della via è semplice, i chiodi (spit) e le soste sono sempre evidenti, facili da trovare. Possibilità di integrare (anche se non necessario, data l'ottima chiodatura). Roccia buona nella parte bassa, meno e con ghiaie nella parte alta. I gradi che si trovano nelle relazioni sono quelli classici, dolomitici, pur non trattandosi di una via particolarmente esposta.
- Aggiornamento: relazione a cura di Alberto Borghi, da una ripetizione con Riccardo Borghi nell'estate 2014.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.