Corno di Lago Scuro (m.3166) - via Faustinelli

Corno di Lago Scuro (m.3166) - via Faustinelli

Dettagli

  • Accesso stradale: raggiungere in auto il Passo del Tonale (m.1884). In alternativa è possibile fermarsi a Ponte di Legno e raggiungere il Tonale con una cabinovia.
  • Avvicinamento: dal Passo del Tonale (m.1884) salire in cabinovia (o a piedi) al Passo Paradiso (m.2585). Apertura impianti approssimativamente dalle 8.30 alle 17.00.
    Dal Passo Paradiso proseguire a piedi per la Capanna Presena (m.2738) (0h30/0h45): attualmente (agosto 2016) la Capanna è chiusa per ristrutturazione e la cabinovia per il Passo Presena NON effettua la relativa fermata. E' quindi inutile salire con gli impianti fino al Passo Presena, da cui si dovrebbe poi scendere per ghiacciaio alla Capanna.
    Dalla Capanna la base dello spigolo è ben evidente sulla dx, contornata da residui nevai: senza percorso obbligato la si raggiunge in 0h30.
  • Attacco: appena a destra dello spigolo, in corrispondenza di evidenti rocce gradinate. Attenzione a non spostarsi troppo a destra, ove è presente un canale che scarica.
  • Discesa: dalla vetta (spalle alla via di salita) scendere a sinistra per poche decine di metri fino alla Capanna Lagoscuro, da cui a dx (verso nord) seguendo il Sentiero dei Fiori fino al Passo del Castellaccio (m.2963). Dal passo si scende ancora verso destra tornando al Passo Paradiso. (1h45)
    Il Sentiero dei Fiori è una ferrata semplice, attrezzata con cavo di sicurezza e catene, che si svolge prevalententemente in traversata con qualche saliscendi. E' piuttosto frequentata, e questo può rallentare nella discesa. Attrezzatura da ferrata facoltativa, se si ha un minimo di abitudine a questo tipo di percorsi.
    Nella discesa dal passo del Castellaccio si seguono tracce di sentiero ben segnalate, ma che è comunque facile perdere: nel caso risalire a cercare le ultime segnalazioni, evitando di scendere direttamente verso valle. Tale discesa diretta è possibile, ma è facile finire su qualche salto roccioso un po' pericoloso: meglio evitare. Tenere presente che in basso, guardando valle, il sentiero rimane tendenzialmente verso sinistra.
  • Difficoltà: AD, max IV.
  • Sviluppo: circa 300 metri.
  • Attrezzatura: friend, nut, cordini per spuntoni, attrezzatura da ferrata sostanzialmente inutile, mentre possono essere utili i ramponi per ragggiungere l'attacco, specialmente ad inizio stagione. Nella nostra ripetizione abbiamo trovato un modesto nevaio che abbiamo risalito senza ramponi (che pure avevamo) senza problemi.
  • Esposizione: nord-est (si rimane comunque al sole tranne sulla seconda lunghezza).
  • Tipo di roccia: tonalite.
  • Periodo consigliato: estate.
  • Tempo salita: 2h30.
  • Primi salitori: Faustinelli G., Castelli, Reina, 8/8/1937.
  • Riferimenti bibliografici:
  • Relazione
  • Lunghezza 1, II, 15-30 metri: la lunghezza del tiro dipende da dove si parte: direttamente dal nevaio oppure (come abbiamo fatto nella nostra ripetizione) salendo per roccette ad una cengia. Dalla cengia proseguire seguendo un canalino leggermente a sx ed uscendo infine a dx in placca, fino ad una comoda sosta su cengia, a sua volta alla base di una placca. Terreno a tratti delicato.
  • Lunghezza 2, III, 45 metri: aggirare la placca salendo una fessurina alla sua dx. Poco sopra la parete si abbatte fino alla base di una ampio diedro-canale (chiodo a destra) che si risale tornando progressivamente verso sinistra (cioè verso lo spigolo). Salire ancora per cengette fino alla sosta: due chiodi con vecchio cordone. Dopo il primo tratto la lunghezza rimane all'ombra.
  • Lunghezza 3, III, passo di IV, 35 metri: salire verso sx per cengetta facile, e ancora per diedro appoggiato fino allo spigolo (tornando così al sole!). Affrontare direttamente lo spigolo in bella esposizione su roccia più appigliata di quanto sembri a prima vista (a mio parere qui c'è un singolo passo di IV). Proseguire per lo spigolo (spit a destra, un po' fuori linea) fino alla comoda sosta su due spit.
  • Lunghezza 4, III, 50 metri: proseguire ancora per lo spigolo fino ad un terrazzo con possibile sosta (due chiodi e uno spit). E' meglio comunque non fermarsi qui ma salire ancora per una decina di metri in obliquo a dx (facile) fino alla base della placca Faustinelli (placca che costituisce il lato sinistro di un ampio diedro). Sosta su spit e chiodi.
  • Lunghezza 5, IV, III, II, 50 metri: salire la placca, abbastanza appigliata e chiodata. Al suo termine continuare sul filo dello spigolo (spit) e proseguire sostando a piacere su spuntoni/massi incastrati (verificarne la solidità!).
  • Lunghezza 6, I/II, 100 metri: proseguire per un centinaio di metri di roccette semplici (I e II), sostando su spuntoni. Nella nostra ripetizione abbiamo fatto due tiri lunghi, ed un brevissimo tiro finale per salire in vetta. Semplice, ma attenzione ai sassi mobili.
  • Note: bella salita in quota, vista solo una cordata dopo di noi, nonostante la bella giornata. Ambiente grandioso e panoramico, con bella vista sulla conca del Presena, sfigurata dagli impianti di risalita e con un ghiacciaio in arretramento, ricoperto da teloni per ridurne lo scioglimento estivo. L'idea della copertura in sè non sarebbe male, se non che accanto alla lingua del ghiacciaio, vicino alla Capanna Presena, sono ben visibili mucchi di residui (rifiuti) di quelle che erano probabilmente le coperture degli anni precedenti. A questo si aggiunga una ruspa che apparentemente lavorava a modellare il ghiacciaio...
    La via è breve, richiede attenzione sui tiri iniziali e finali (detriti e sassi mobili) ed è molto bella nelle lunghezze centrali.
    Discesa interessante per il Sentiero dei Fiori, che ripercorre vecchi camminamenti di guerra, descritti anche da alcuni pannelli informativi.
    Le difficoltà sono limitate ad un breve tratto (la placca Faustinelli), per altro ben chiodata. Se non fosse per i tiri iniziali e finali, un po' delicati, sarebbe consigliabile anche a principianti con un minimo di esperienza.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Riccardo Girardi, da una salita del 7 agosto 2016.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.