Tre Cime di Lavaredo, Anticima della Cima Piccola di Lavaredo (m.2800) - via Spigolo Giallo

Tre Cime di Lavaredo, Anticima della Cima Piccola di Lavaredo (m.2800) - via Spigolo Giallo

Dettagli

  • Accesso stradale: da Misurina salire al rifugio Auronzo: tratto di strada asfaltata di 7 km a pagamento.
  • Avvicinamento: proseguire per strada sterrata (mulattiera degli alpini) in direzione del rifugio Lavaredo. Poco prima di raggiungere la Cappella degli Alpini prendere un'evidente traccia di sentiero che sale a sinistra e si porta alla base della parete Est della cima Grande. Costeggiarla per un lungo tratto, proseguire poi traversando il ripido pendio detritico e raggiungere la base della Cima Piccola. (0h20)
  • Attacco: la via attacca a sinistra dello spigolo in corrispondenza di un diedro verticale di roccia gialla poco a destra di una targa nera.
  • Discesa: dalla S13, corde in spalla proseguire camminando verso sinistra faccia a monte (ometti segnavia), costeggiare la parete fino alla base di un diedro, salirlo per circa venti metri (passi di III) ed uscire su un comodo ripiano roccioso poco sotto la vetta dell'anticima. A sinistra segnalata da un ometto è attrezzata una breve calata di 10 metri. Effettuata la doppia, corde in spalla percorrere un'esile cengia rocciosa (un passo di III in discesa delicato e molto esposto) e raggiungere un'ampia cengia detritica posta sotto la parete terminale della Cima Piccola (Croce di vetta visibile). Un grosso ometto di pietre segnala il primo ancoraggio utile per le doppie (grosso anello cementato in acciaio inox). Gli ancoraggi per le calate sono presenti ogni 25 metri circa. Utilizzando corde da 60 metri è possibile saltare qualche ancoraggio e non ci sono problemi di attrito in fase di recupero. Con circa 4/5 doppie lunghe sul versante Ovest si raggiunge la forcella tra la Cima Piccola e la Cima grande (resti di alcune postazioni della prima guerra mondiale). Si scende il canalone in direzione Sud (passi di III) fino al pendio detritico dove passano le tracce di sentiero che riportano alla carrozzabile. In caso di neve residua nella parte inferiore del canale è possibile utilizzare una doppia attrezzata su chiodi sulla parete a destra faccia a valle.
  • Difficoltà: VI+ o VI- e A0.
  • Sviluppo: 380 metri.
  • Attrezzatura: soste da attrezzare su 2/3 chiodi, alcune su recenti fittoni resinati. Chiodatura buona nei tratti più impegnativi, da integrare con una serie di friend fino al numero 2 BD. Portare cordini in kevlar per le clessidre e per allungare le protezioni. Utilizzare corde da 60 metri, casco obbligatorio.
  • Esposizione: sud.
  • Tipo di roccia: dolomia.
  • Periodo consigliato: estate ed autunno.
  • Tempo salita: 6h00/8h00.
  • Primi salitori: E. Comici, M. Varale, R. Zanutti il 7 Settembre 1933.
  • Riferimenti bibliografici:
    • Bernardi M., Dolomiti - arrampicare a Cortina d'Ampezzo e dintorni, edizione Athesia, seconda edizione rielaborata 2008
    • Svab E., Renzi G., Tre Cime, Vie Classiche e Moderne, Edizioni Versante Sud, Luglio 2009
    • Vedi anche http://www.sassbaloss.com
  • Cartografia: Kompass n°617 , Cortina d’Ampezzo, Dolomiti Ampezzane
  • Relazione
  • Lunghezza 1, V+, 30 metri: salire i primi metri del diedro fino ad un vecchio chiodo cementato, proseguire nel diedro più netto, verticale ed atletico fino alla base di uno strapiombino. Sosta da attrezzare su due fittoni resinati (presente anche la vecchia sosta a chiodi).
  • Lunghezza 2, V, VI-, 30 metri: aggirare lo strapiombino sulla sinistra e proseguire per un muretto fino alla base di un netto diedro strapiombante impegnativo, salirlo (chiodi) ed uscire a destra su un piccolo pulpito roccioso, proseguire su una bella fessura e raggiungere un comodo terrazzino detritico. Sosta da attrezzare su due fittoni resinati (presente anche la vecchia sosta a chiodi).
  • Lunghezza 3, III, IV+, 35 metri: traversare a destra per qualche metro fino ad aggirare sempre sulla destra un pilastro staccato dalla parete, proseguire in verticale per muretti e gradoni a destra dello spigolo fino ad un terrazzino dove si sosta su chiodi.
  • Lunghezza 4, III, IV, 30 metri: obliquare a destra fino alla base di un tettino poco accennato di roccia gialla (chiodo) superarlo sulla destra e proseguire per muretti fino ad una cengetta alla base di un diedrino di roccia chiara chiuso da un tettino. Sosta da attrezzare su chiodi.
  • Lunghezza 5, IV+, V-, 30 metri: salire il diedrino fino alla base del tettino (chiodo) aggirarlo sulla destra e proseguire obliquando a destra per un muro atletico fino ad uno spigolo, doppiarlo e salire in verticale su placche lavorate fino ad una cengia. Sosta da attrezzare su chiodi.
  • Lunghezza 6, IV, 30 metri: salire in verticale per muri lavorati e raggiungere una cengia (chiodo) alla base di un salto strapiombante di roccia gialla, salirlo con decisione (chiodo alto e parzialmente infisso) e proseguire in verticale fino ad una cengia. Sosta da attrezzare su chiodi.
  • Lunghezza 7, III+, 15 metri: traversare orizzontalmente a sinistra in massima esposizione sfruttando il bordo inferiore di una larga fessura fino ad un pulpito roccioso in prossimità dello spigolo. Sosta da attrezzare su chiodi.
  • Lunghezza 8, V+, 30 metri: in verticale per muro appigliato poi in obliquo a destra cercando il facile (chiodi), rientrare poi a sinistra, ignorare una vecchia sosta a chiodi e salire in verticale dei muri fantastici di roccia chiara lichenosa, traversare qualche metro a destra e portarsi alla base dell'evidente diedro strapiombante di roccia gialla. Sosta da attrezzare su 2 fittoni resinati ed un fix (presente anche la vecchia sosta a chiodi).
  • Lunghezza 9, VI+ o VI- e A0, V, 35 metri: tiro chiave della via. Dalla sosta spostarsi qualche metro a sinistra e salire una fessurina impegnativa (chiodo), proseguire nel diedro fino a quando diventa strapiombante (chiodi), salirlo con passi impegnativi e sostenuti sfruttando una buona fessura e raggiungere la sosta a chiodi attrezzata sotto un tettino. Meglio non sostare qui (sosta appesa e scomoda), ma proseguire traversando orizzontalmente a sinistra sfruttando una fessura per circa 5 metri (chiodi e clessidra con cordino) riportandosi sullo spigolo, poi in verticale fino ad un comodo terrazzino. Sosta da attrezzare su 2 fittoni resinati.
  • Lunghezza 10, V+, 25 metri: salire obliquando a sinistra per muri e strapiombini (chiodi) e raggiungere una comoda cengia detritica. Sosta da attrezzare su chiodi.
  • Lunghezza 11, V, IV, 30 metri: superare direttamente lo strapiombino a sinistra della sosta, proseguire per muri appigliati fino ad un terrazzino detritico posto alla base di una fessura di roccia chiara. Salirla direttamente, appena possibile spostarsi a destra doppiando uno spigolo e proseguire tendendo a destra, salire una fessura (clessidra con cordone) e raggiungere un'esile cengia detritica. Sosta da attrezzare su chiodi.
  • Lunghezza 12, V+, IV+, 30 metri: dalla sosta traversare qualche metro a sinistra e salire in verticale un muro di roccia chiara (chiodo), obliquare a sinistra fino a portarsi sullo spigolo, proseguire in verticale, poi a destra per buona fessura che porta ad una comoda cengia detritica alla base di una fessura camino. Sosta da attrezzare su 2 fittoni resinati.
  • Lunghezza 13, V, III, 30 metri: salire la fessura sopra la sosta e poi proseguire nel divertente camino finale ed uscire su una spalla rocciosa dove termina la via. Sosta da attrezzare su 2 fix.
  • Note: via classica e frequentata, linea stupenda ed elegante aperta dal grande alpinista Emilio Comici. Arrampicata atletica ed impegnativa su roccia buona ripulita dalle ripetizioni, leggermente patinate le prime due lunghezze. Da non perdere!
  • Aggiornamento: relazione a cura di Simone Rossin, da un'ascensione effettuata con Luca Galbiati il 19 Luglio 2015.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.
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