Tre Cime di Lavaredo - Cima Grande (m.2998) - via Comici (parete N)
Dettagli
- Accesso stradale: arrivare a Cortina d'Ampezzo e da lì andare a Misurina. Si continua per la strada che va verso Brunico-Val Pusteria e si svolta a dx poco più avanti seguendo il cartello per le Tre Cime di Lavaredo. La strada arriva ad un posto di pedaggio per entrare (al momento 20 euro) e continua fino al parcheggione vicino al rifugio Auronzo.
- Avvicinamento: dal rifugio Auronzo seguire la strada sterrata fino al rifugio Lavaredo e prendere il sentiero che sale verso la Forcella Lavaredo. Dalla Forcella seguire il sentierino che sale verso le pareti nord e poi traversa lungamente alla base della Cima Grande, fino alla sua dx dove si trova una evidente rampa grigia addossata alla parete. (0h45 dal rifugio Lavaredo)
- Attacco: alla base della rampa a dx della parete della Cima Grande.
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Discesa:
difficile da spiegare.
In realtà ci sono molte tracce e ometti che portano a zone diverse, quindi si può perdere tempo prezioso.
Dall'uscita sulla cengia circolare seguirla facilmente a dx (ma attenzione a non far cadere sassi sulla via sottostante), trovando qualche ometto. Si tralascia un ometto piccolo che scende con traccia scarsa, continuando lungamente sulla cengia fin sotto la via normale ed arrivando ad un grosso ometto che porta ad un roccione piatto sotto il quale si trova una catena di calata.
Calarsi in un canale fino alla sua base, dove a sx (faccia a valle) si trova una sosta su chiodi con cordoni. Scendere ancora in doppia fino al termine della parete-canale. Continuare ora a sx seguendo tracce e ometti e con qualche passo di arrampicata (attenzione!!). Ora è più difficile capire dove andare. Noi per tracce, canalini e una doppia siamo arrivati ad una grossa traccia sulla grande cengia sud visibile dall'alto, che porta verso il canale tra la Cima Grande e la Cima Ovest. Seguirla a dx (faccia a valle) fino ad una sosta attrezzata con chiodi. Calarsi fino sotto il salto, a trovare un'altra calata su chiodi. Calarsi ulteriormente fino al canale tra Cima Grande e Cima Ovest. Ora scendere per canale ghiaioso e tracce fino al sentiero che collega il rifugio Auronzo al rifugio Lavaredo. (3h00 circa)
Pare che la discesa ufficiale dalla cengia superiore non sia quella descritta sopra: lasciare gli ometti e la catena citata sopra e proseguire ancora sulla cengia fino quasi al suo margine sud-est. In corrispondenza di un allargamento si trovano alcuni ometti che scendono fino ad ancoraggi con catena per le doppie. Scendere 2-3 doppie da 40 metri prima per parete e poi in un grande camino, fino a pendii con gradoni. Scendere per tracce di sentiero e ometti (eventuale doppia) e poi con una doppia che supera un salto nell'intaglio tra la Cima Grande e la Piramide (attenzione a non scendere troppo). Scendere a sx (faccia a valle), scollinando una forcelletta per arrivare in cima ad un canale rivolto a est. Proseguire arrampicando in discesa o con alcune doppie nel fondo del canalone. L'ultimo salto si evita traversando verso sx (faccia a valle) su una cengia discendente che porta alla sommità del canalone di ghiaia tra Cima Grande e la Piccola. Si scende quindi alla strada sterrata che collega il rifugio Auronzo con il rifugio Lavaredo (soluzione non verificata, relazione tratta dal libro Tre Cime). - Difficoltà: VI e A0.
- Sviluppo: circa 550 metri.
- Attrezzatura: serie di friend (fino al n°3 BD), serie di nut, martello e chiodi non indispensabili ma utili per eventuali emergenze e per chiodi da ribattere, due mezze corde da 60 metri, una staffa non indispensabile.
- Esposizione: nord.
- Tipo di roccia: dolomia, generalmente di non buona qualità ma ripulita dalle numerosissime ripetizioni. Prestare comunque attenzione a sassi-scaglie mobili.
- Periodo consigliato: estate, scegliere giornate calde.
- Tempo salita: 7h00-12h00.
- Primi salitori: E. Comici, G. Dimai, A. Dimai, 12-14 agosto 1933.
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Riferimenti bibliografici:
- Bernardi M., Dolomiti - arrampicare a Cortina d'Ampezzo e dintorni, ediz. Athesia Spectrum
- Svab E., Renzi G., Tre Cime, Edizioni Versante Sud
- Casanova R., Hobley N., Piardi F., Tremolada F., Stefanello V., Arrampicate in Dolomiti - vie classiche e moderne attorno a Cortina, Edizioni Cierre
- Relazione
- Lunghezza 1, II/III: salire la rampa facile, prima in centro e poi a sx nel diedro che forma con la parete, per poi al termine piegare a sx verso la parete ad una cengia dove si trova la sosta.
- Lunghezza 2, IV: su per la fessura-diedro a sx della sosta, rimontando ad una cengetta a sx.
- Lunghezza 3, A0 e VI: andare a sx della sosta, a prendere una fessurina (chiodo con cordone), per poi traversare a sx ad altro chiodo e rimontare la paretina gialla su buchi (A0 e VI obbligato). Piegare leggermente a sx ad un grosso appoggio. Continuare più facilmente dritti ed arrivare alla sosta a dx.
- Lunghezza 4, VI e A0: salire sopra la sosta, ad una lama cieca da prendere a sx e da rimontare per poi fare sosta.
- Lunghezza 5, A0 e VI: si traversa a sx, per prendere un diedrino giallo da risalire fino alla sosta.
- Lunghezza 6, primo diedro VI o V+ e A0, poi A0 e VI: su ancora per diedro fessurato, per poi uscirne a dx. Si trova una cengetta con due chiodi accoppiati. Abbiamo proseguito sulla cengetta a dx, arrivando ad un altro diedrino da seguire. Al suo termine abbiamo sostato (sosta scomoda, attenzione agli attriti della corda).
- Lunghezza 7, A0 e VI: si sale brevemente ancora un diedro e poi si esce a dx alla sosta. Probabilmente si può arrivare fino a qui dal tiro precedente, facendo attenzione agli attriti delle corde.
- Lunghezza 8, A0 e VI: si traversa a dx su roccia grigia, a prendere un diedrino fino ad una sosta che abbiamo evitato, continuando a salire verso dx arrivando sotto un tettino. Si traversa a dx sotto il tettino e si continua poi verticalmente su bellissima roccia grigia fino alla sosta su cengia. In questo punto sale dritta la variante Costantini.
- Lunghezza 9, IV+: andare a sx verso l'evidente rampa. Alla sua base due chiodi. Puntare ad un tettino poco più in alto, rinviare ad un chiodo alla sua dx e poi attraversare a sx sotto il tetto, seguendo i punti di minore resistenza e poi le zone più facili a dx contro la parete. Andare a sostare al culmine della rampa, sosta su roccione.
- Lunghezza 10, III, IV+, un passo di V-: continuare per rampa-canale più appoggiata, arrivare ad una paretina verticale con diedrino con fessura (possibile sosta intermedia). Salire il breve muretto ed andare a sostare su terrazzino alla base del diedrone giallo successivo.
- Lunghezza 11, V+: prendere il diedro giallo sopra la sosta, seguendo belle lame. Si incontrano diversi chiodi ed alcune possibilità di sosta. Sostare alla base di una zona solitamente più umida.
- Lunghezza 12, V+: su per il diedro, spesso bagnato e con muschio in alcune zone. Si arriva ad uno spuntone con fettuccia (attenzione, suona in maniera poco rassicurante). Si arriva sotto un tetto che si aggira facilmente a dx. Si ritorna a sx verso un camino umido dove c'è una sosta. Noi abbiamo continuato ulteriormente (allungare opportunamente i punti di rinvio, forti attriti): su per la parete sx del camino, uscendone sullo spigolo di sx. Rinviare ad un chiodo poco più sopra e traversare a sx ad una sosta vicina. Non continuare per il diedrone dopo il camino!! Cordoni visibili ma meglio evitare...
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Lunghezza 13, IV+:
traversare a sx fino a trovare una sosta più in alto a sx, alla base di un evidente diedro verticale (soluzione da noi utilizzata).
In alternativa, invece di arrivare alla sosta più in alto sotto il diedro, traversare ancora scendendo un po', arrivando ad una sosta (IV+?). Da lì salire per roccette fino ad individuare a dx una cengia rocciosa con la sosta indicata alla fine del tiro 14 (soluzione originale ma non verificata, III/IV?). - la salita diretta invece è la variante Aschenbrenner, con difficoltà di VI- e V+.
- Lunghezza 14, VI-, faticoso: su per il diedrino ben chiodato, superando dei piccoli strapiombini. Si arriva a due chiodi dove si può sostare, ma noi più sotto abbiamo piegato a sx verso una cengetta monolitica rocciosa da percorrere fino ad una sosta su tre chiodi distanti fra loro (sosta non molto affidabile).
- Lunghezza 15, IV+, III: traversare a sx, aggirare lo spigolo e continuare per la rampa-diedro (un paio di chiodi), fino ad uscire al termine per muretto facile a dx alla grossa cengia circolare. Sosta leggermente a dx su due chiodi sotto uno strapiombino. In alternativa sostare nel diedro del tiro 14 e poi continuare ancora verticalmente (soluzione non verificata, i due tiri diretti costituiscono la variante Aschenbrenner).
- la via da qui continuerebbe per la cima, ma per la qualità pessima della roccia solitamente non si sale. Si può continuare per la cengia a dx fino a trovare la via normale e da qui salire facilmente alla cima (soluzione non verificata).
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Note:
la descrizione dei tiri dovrebbe essere affidabile, ma potrei comunque avere fatto qualche errore. Documentarsi sempre con più relazioni.
Mitica via storica che ben fa pensare alla grande abilità di Emilio Comici, che la percorse in prima solitaria!!
La prima parte della via è molto chiodata, mentre la parte superiore di meno. Fare attenzione, perchè la maggior parte dei chiodi è vecchia, con tenuta dubbia in qualche caso (un chiodo si è staccato sotto il peso di Mario...).
La via è molto frequentata, quasi sempre occorre fare la coda (noi abbiamo trovato tre cordate prima di noi, alle 7 di mattina). I tempi di salita possono quindi essere molto variabili. Eventualmente sulla cengia circolare finale, andando a dx verso la via normale, ci sono diversi posti di bivacco con muretti.
NB: ottima accoglienza al rifugio Lavaredo. - Aggiornamento: relazione a cura di Walter Polidori, da una ripetizione del 19 luglio 2010 con Mario Colombo.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.