Tre Cime di Lavaredo, Cima Grande (m.2998) - via Dibona

Tre Cime di Lavaredo, Cima Grande (m.2998) - via Dibona

Dettagli

  • Accesso stradale: arrivare a Cortina d'Ampezzo e da lì a Misurina. Si continua per la strada che va verso Brunico-Val Pusteria e si svolta a dx poco più avanti, seguendo il cartello per le Tre Cime di Lavaredo. Dopo il Lago di Antorno, la strada arriva ad un casello (pedaggio, parcheggio, costo attuale 24 Euro) e continua fino al parcheggio vicino al rifugio Auronzo.
  • Avvicinamento: dal rifugio Auronzo seguire la strada sterrata in direzione del rifugio Lavaredo e prendere il sentiero che sale verso la Forcella Lavaredo. Dalla Forcella seguire il sentierino che sale verso le pareti nord e poi traversa alla base della Cima Piccola, in direzione dell'intaglio con la Cima Grande. (0h20 dal rifugio Lavaredo, 0h50 dal rifugio Auronzo)
  • Attacco: qualche metro a sinistra della targa posta a sinistra dello spigolo nord-est.
  • Discesa: dalla vetta si ridiscende disarrampicando fino alla grande cengia circolare. Da qui, tornando verso l'uscita della via Dibona, in direzione dello spigolo nord-est, si raggiunge un pulpito dal quale cominciano le calate in corda doppia (l'anello di calata si trova pochi metri sotto il pulpito). Da qui con 2 calate da 50 metri (o 4 da 25 metri) si raggiungono le ghiaie sottostanti. Seguendo degli ometti fino alla cengia inferiore, la si percorre verso sinistra. Da qui, altra calata in doppia, fino alla forcella che divide la Cima Grande dalla piramide appoggiata. Altre doppie nel canalone est, che va poi seguito. Da qui si raggiunge l'intaglio verso la Cima Piccola e da qui, prima per ghiaie e poi per sentiero, si arriva al rifugio. (2h30/3h00)
  • Difficoltà: V-.
  • Sviluppo: 500 metri.
  • Attrezzatura: 8-10 rinvii, alcuni friend e nut, cordini. Normale dotazione alpinistica.
  • Esposizione: nord-est.
  • Tipo di roccia: dolomia, mediamente di buona qualità.
  • Periodo consigliato: estate.
  • Tempo salita: 5h00.
  • Primi salitori: A.Dibona, E.Stubler.
  • Riferimenti bibliografici:
    • Bernardi M., Dolomiti - arrampicare a Cortina d'Ampezzo e dintorni, Edizioni Athesia Spectrum
    • Da Pozzo M., Dolomiti Ampezzane - Arrampicate Scelte, Edizioni Alpinia
    • Valagussa, Arrampicate classiche e dimenticate nelle Dolomiti, Edizioni Athesia
  • Cartografia: Kompass n° 055, Cortina d’Ampezzo, scala 1:50.000.
  • Relazione
  • Lunghezza 1, III, 20 metri: scalare la fessura senza troppe difficoltà portandosi sulla cengia sovrastante; seguire la cengia verso destra fin quasi sul filo dello spigolo dove c'è un chiodo con anello.
  • Lunghezza 2, IV, 20 metri: salire direttamente la parete sovrastante qualche metro a sinistra dello spigolo e proseguire in verticale su buona roccia fino sotto ad una fascia leggermente strapiombante.
  • Lunghezza 3, IV, 25 metri: superare il piccolo strapiombo un pò a sinistra salendo poi in verticale fino ad un terrazzo con sosta.
  • Lunghezza 4, IV+, 30 metri: alzarsi leggermente a sinistra della sosta portandosi alla base di una fessura-camino (2 chiodi). Il primo tratto della fessura è verticale, poi si attenua ed ha minori difficoltà.
  • Lunghezza 5, IV, 30 metri: passare oltre una piccola cengia fino ad una terrazza detritica (1 chiodo). Lasciando lo spigolo 10 metri a destra, salire per parete solcata da fessure e gradini fino ad un terrazzino con 2 chiodi vicini.
  • Lunghezza 6, III+, 40 metri: salire leggermente verso destra ritornando vicino allo spigolo (2 chiodi) fino a raggiungere una piccola terrazza dove si può sostare (chiodo e clessidra).
  • Lunghezza 7, IV, 20 metri: ci si porta nuovamente a sinistra dello spigolo, si supera una breve pancia (clessidra e chiodo) per poi ritornare verso lo spigolo.
  • Lunghezza 8, IV+, 50 metri: arrampicata discontinua con tratto anche impegnativi, protetti da alcuni chiodi, quasi sul filo dello spigolo (leggermente a sinistra).
  • Lunghezza 9, IV-, 30 metri: continuare ad arrampicare vicino allo spigolo fino a toccarlo: verso destra si rimonta della roccia gialla fino a portarsi sullo spigolo. Si gira in parete nord su un piccolo ballatoio (1 chiodo). La vista sulla parete nord impressiona... Qui si trova della roccia più facile ma gialla e instabile. Tornati sullo spigolo (attenzione all'attrito) si trova una sosta.
  • Lunghezza 10, IV-, 50 metri: dal ballatoio in leggera diagonale a sinistra, allontanarsi dal filo dello spigolo e salire per canale fessura e gradoni di roccia grigia: rimontare la fessura e sostare su un terrazzino. Da qui in poi non c'è una via predefinita, si sale cercando i punti più deboli per rimontare il successivo salto di roccia (percorso molto personale ma non allontanarsi troppo dallo spigolo) fino ad una marcata cengia.
  • Lunghezza 11, III+, 50 metri: si sale per una placca, poi per rocce più facili si continua fino ad una sosta attrezzata.
  • Lunghezza 12, IV, 45 metri: si continua sempre vicini allo spigolo, per roccia gradinata ed arrampicata discontinua.
  • Lunghezza 13, IV, 50 metri: si arrampica qualche metro a sinistra dello spigolo. Si esce allo sbocco di un canale, su ghiaie: si è su una cengia ma non è ancora la grande cengia circolare. Sosta su 2 chiodi poco visibili.
  • Lunghezza 14, III, 40 metri: risalire per il canale soprastante, fino a raggiungere la grande cengia circolare. Alla fine di questo tiro, si può uscire dalla via originale che porta sull'anticima, percorrere la cengia circolare in direzione sud-ovest, oltrepassare il pulpito di discesa e incrociare la via normale per salire abbastanza facilmente (consigliato rimanere in conserva) fino alla cima. In ogni caso, si sosta già sulla cengia circolare, su spuntone.
  • le successive lunghezze portano all'anticima (Lunghezza 15, IV-, 40 metri, Lunghezza 16, IV-, 35 metri, Lunghezza 17, III, 45 metri, Lunghezza 18, IV-, 20 metri). Non sono state da noi percorse, avendo preferito raggiungere per cengia la via normale e salire fino alla cima.
  • Note: via classica, di roccia mediamente buona, ma attenzione alla possibilità di caduta sassi dovuti alle altre cordate in parete, sia sulla via di salita sia in discesa. Anche se non particolarmente difficile, la lunghezza della via e il tempo necessario sia in salita sia in discesa la rendono consigliabile ai già esperti. Impagabile l' ambiente e il panorama. Portare materiale alpinistico (friend, nuts ma soprattutto cordini e fettucce per le soste). La linea della via, pur non essendo sempre evidente, è intuitiva e sale sempre a sinistra dello spigolo nord-est.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Alberto Borghi, da una salita con Riccardo Borghi nell'estate 2013.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.
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