Lenzspitze (m.4249) - parete Nord-Est (con traversata per la cresta nord-ovest al Nadelhorn)

Lenzspitze (m.4249) - parete Nord-Est (con traversata per la cresta nord-ovest al Nadelhorn)

Dettagli

  • Accesso stradale: per il passo del Sempione si scende a Briga (CH), si prosegue per Sass Fee e si lasci al'auto nel maxi-parcheggio all'ingresso del paese.
  • Avvicinamento: da Sass Fee (m.1790) attraversato il paese si reperisce il sentiero che diparte sul lato sinistro della valle tralasciando sulla dx l'impianto della telecabina Hannigalp (prendendo la telecabina si risparmia circa 1 ora di cammino). Si percorre il sentiero che risale con ampi tornanti sino ad incrociare il sentiero che proviene dalla dx dalla telecabina Hanningalp. Si prosegue per un vallone sino a giungere sotto la cresta rocciosa che scende dal rifugio (Mischabelhutte) e con percorso attrezzato ed esposto si raggiunge l'edificio (m.3329, 4h00/5h00).
  • Attacco: dal rifugio si risalgono le rocce retrostanti l'edificio sino a giungere sul ghiacciaio, si prosegue per l'evidente traccia della via normale al Nadelhorn che si lascia al più presto puntando alla parete, contornando a dx la cresta nord della Lenzspitze sino a superare la crepaccia nel punto migliore (a dx).
  • Discesa: per la cresta Nord-Ovest sino alla vetta del Nadelhorn (m.4327) e per la cresta Nord-Est (via normale del Nadelhorn) sino a ripassare sotto la parete Nord-Est a riprendere la traccia percorsa in precedenza al mattino.
  • Difficoltà: D, inclinazione della parete 50°-55°, passi di III sulla cresta.
  • Sviluppo: 700 metri.
  • Attrezzatura: completa d'alta quota, materiale per ghiaccio (2 piccozze, casco, chiodi da ghiaccio, cordini e una scelta di nuts).
  • Esposizione: nord-est (per la parete).
  • Periodo consigliato: giugno, luglio, agosto, settembre.
  • Tempo salita: 3h00/4h00 per la parete, 5h00/6h00 dal rifugio. Calcolare almeno altre 4h00/5h00 per la traversata ed il rientro al rifugio.
  • Primi salitori: Dietrich von Bethmann-Hollweg con Oskar e Othmar Supersaxo il 7 luglio 1911.
  • Riferimenti bibliografici: Monte Rosa, Guida dei Monti d'Italia, C.A.I-T.C.I.
  • Cartografia: C.N.S. 1328 Mischabel
  • Relazione: passata la crepaccia terminale (molto a dx) si sale in diagonale a sx sino a portarsi sotto la verticale della vetta. A secondo delle condizioni si risale verso la vetta senza particolari deviazioni, noi, trovando un tratto con ghiaccio nascosto, siamo usciti più verso sx, terminando sulla cresta est e percorrendone gli ultimi metri sino alle rocce sommitali.
    Dalla vetta si scende per l'affilata cresta inizialmente rocciosa poi in neve sino al Nadeljoch (m.4213). Si prosegue aggirando alla bisogna i numerosi gendarmi senza discostarsi dal filo della cresta, cercando i tratti dove la roccia risulta solida. Oltre la metà del percorso si rimontano i tre caratteristici risalti per roccia articolata (spit per assicurazione ed eventuali doppie). L'ultimo gendarme (il più evidente) lo si supera direttamente sino a raggiungere l'ultima forcella (esposto) che porta con un ultimo tratto affilato alla vetta del Nadelhorn (m.4327).
    Dalla vetta del Nadelhorn si scende per la cresta nord-est sino al colle Windjoch seguendo la traccia della normale sino a ripercorrere le tracce della mattina sino al rifugio.
  • Note: salita della parete priva di pericoli oggettivi. La traversata, vista l'esposizione, può presentare tratti di roccia ghiacciati e risultare più impegnativa. Nel complesso gita molto remunerativa da non sottovalutare dato l'impegno globale.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Massimo Marazzini, da un'ascensione del 18 giugno 2006 con Paolo Morelli e Riccardo Girardi.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.