Valle del Lys (Valle di Gressoney), Parete del Silenzio (toponimo proposto)(m.1850) - via Carlito's Way
Dettagli
- Accesso stradale: entrare in Valle di Gressoney (Valle d'Aosta) e percorrerla fino al paese di Lillianes. Qui svoltare verso sx al primo ponte che attraversa il fiume, dopo quello storico in pietra, e andare verso sx. Salire una lunga strada a tornanti, che arriva fino alla frazione Riasseu, dove si trova un buono slargo e si lascia la macchina. Quota 1090 metri.
- Avvicinamento: guardando verso monte si individua un strada sterrata che sale verso dx. Seguirla e subito dopo una palina indicatrice di sentieri con cartelli gialli, svoltare nel primo sentierino a sx. Lo si percorre tra le belle frazioni nei boschi, sempre seguendo il segnavia numero 4, con segni gialli. Il sentiero sale ripido e spesso scalinato, attenzione a non perderlo seguendo altre diramazioni secondarie. Si arriva ad una grande frana di massi, che il sentiero contorna sulla dx, si costeggia una parete, si vedono altre baite e si arriva infine alle baite di Cret (poco più di 1600 metri di altitudine), ormai all'altezza della parete. Dopo queste baite, seguire brevemente il sentiero ma poi lasciarlo e traversare verso la parete. Occorre scendere leggermente e poi attraversare pendii ripidi ed una pietraia. Si passa alla dx di un grosso roccione e poi si scende un pendio erboso, quindi si traversa verso la parete, che è quella di sx delle due evidenti alla testata della valle, quota 1620 metri. (1h15)
- Attacco: circa sulla direttiva dello spigolo di dx della parete, si risale qualche decina di metri fino ad un muretto con una grande vena di quarzo obliqua, in corrispondenza di un grosso albero secco più in alto e di un gruppo di betulle ancora più in alto.
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Discesa:
si effettua in doppia, indicazioni faccia a monte:
- dal cordone della sosta finale ad un grosso albero con cordone e moschettone circa all'altezza dell'uscita del diedro finale del tiro 8;
- doppia sulle placche sottostanti e il canale alla loro dx, fino ad un cordone su grosso spuntone, poco prima di un alberello;
- doppia sulle placche sottostanti, andando verso dx fino a due chiodi con cordone fuori via, in corrispondenza di una cengetta (poco sotto e a sx di un alberello bruciato);
- doppia a raggiungere la sosta 3, in obliquo verso dx, in corrispondenza di una cengetta;
- doppia in leggero obliquo verso dx a raggiungere un grosso albero secco con cordoni (attenzione, controllare lo stato dell'albero);
- dal grosso albero direttamente alla base della parete.
Ritornare a dx per ritrovare le tracce dell'andata.
- Difficoltà: max VI+ e A1.
- Sviluppo: circa 300 metri, dislivello 230 metri.
- Attrezzatura: soste attrezzate con chiodi o cordoni su alberi/spuntoni. Portare una serie completa di friend fino al n°5 BD, compresi i micro (utile raddoppiare le misure micro e le misure 1 e 2), martello e buona scelta di chiodi. In via lasciati i chiodi utilizzati, tranne nel tiro 7.
- Esposizione: sud-est.
- Tipo di roccia: gneiss, mediamente di buona qualità, ma con zone lichenose e disturbate dall’erba.
- Periodo consigliato: estate e autunno. In primavera più probabile trovare zone umide.
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Tempo salita:
primi salitori:
- il 17-11-2015 impiegate circa 4h00 per raggiungere la sosta 5;
- il 10-04-2016 impiegate circa 6h per ripetere i primi tiri e completare la via.
Per una ripetizione calcolare circa 5h00/6h00.
- Primi salitori: Walter Polidori, Carlo dal Toe', 17/11/2015 e 10/04/2016.
- Riferimenti bibliografici: attualmente manca bibliografia alpinistica che comprenda questa zona.
- Relazione
- Lunghezza 1, IV+, delicato per la vegetazione, 1 chiodo, 20 metri: salire il muro inciso da una vena di quarzo bianco che obliqua da dx a sx e poi continua dritta (attenzione alla qualità dei quarzi). Si arriva ad una zona con vegetazione, a cui segue un altro muretto con fessura (chiodo). Si arriva infine ad un ballatoio dietro un albero bruciato, il Totem nero. Sosta su due chiodi e cordone su clessidra formata da due massi.
- Lunghezza 2, V, 1 chiodo, 40 metri: salire per bei blocchi verticali e fessurati. Si arriva ad un diedro nel lato dx di uno spigoletto, per arrivare ad un tratto compatto dove occorre traversare a sx (chiodo prima di traversare). Salire per ottima roccia ed una rampa, arrivando ad una paretina molto lichenosa, sotto un ripiano con evidenti betulle. Traversare a dx, arrivando ad una zona erbosa, e salire un placchetta delicata, fino al ripiano con le betulle, dove si sosta su albero.
- Lunghezza 3, IV+/III, 1 chiodo, 35 metri: traversare un tratto erboso e poi salire fino alla base di una paretina con diedrino sporco. Salire il diedro (chiodo), arrivando ad un ripiano erboso. Traversare verso sx e salire una bella rampa rocciosa, fino ad un pulpito dietro lo spigolo, dove si sosta su due chiodi con cordone.
- Lunghezza 4, VI+, 2 chiodi, 25 metri: salire il bellissimo muro sopra la sosta, sfruttando delle lame da proteggere con microfriend (1 chiodo). Si arriva ad un muro molto lichenoso, che però presenta una buona fessura ed alcuni buoni appoggi (1 chiodo). La sosta si trova subito dopo, due chiodi con cordone su buona cengia.
- Lunghezza 5, VI, 2 chiodi, 30 metri: salire per bel diedro sopra la sosta e al suo termine traversare a sx per entrare in un altro diedro. Si sale (2 chiodi) fino ad arrivare sul filo di un bello spigolo, si traversa a dx e lo si affronta direttamente, inizialmente strapiombante e poi più semplice, fino ad arrivare ad una buona piazzola dove si trova la sosta su tre chiodi con cordone.
- Lunghezza 6, V+ ingaggioso, nessun chiodo, 30 metri: salire a sx della sosta su roccia lichenata ma con buoni appigli. Superata una fascia rocciosa, si accede a terreno facile ma più erboso, rocce da verificare e massi instabili, fare molta attenzione. Si traversa facilmente verso dx, per arrivare ad una zona posta poco prima di alcuni diedri, sosta su due chiodi con cordone in una fessura in basso.
- Lunghezza 7, VI, A0 e A1, 50 metri: su per il diedro inclinato a sx di una placconata sporca. Si arriva ad uno strapiombetto e si traversa a dx per entrare nel diedro più a dx, che delimita la placconata. Nel momento dell'apertura, abbiamo trovato la placca veramente viscida e con muschio. In queste condizioni la progressione è stata in prevalenza in artificiale su chiodi e friend piccoli (lasciato solo 1 chiodo). Prima di arrivare al tetto che sbarra il diedro, si traversa a dx ad arrivare al bordo dx della placca, che qui finisce. Si entra con passo delicato nel canale di dx (possibile protezione con friend BD 0,75 in una fessura poco visibile sul bordo dx) e lo si risale per qualche metro. Si supera una paretina facile, quindi si sale verso sx per pendio e roccette ad arrivare ad un albero molto grosso subito dopo un caratteristico arco di pietra formato da un enorme masso appoggiato. Sosta sull'albero. Usati 4 chiodi, lasciato 1 chiodo.
- Lunghezza 8, VI-, nessun chiodo, 50 metri: traversare verso la parete di fronte e salire ad un albero. Da li traversare a sx su placca lavorata, e risalire ad una fessura orizzontale sotto uno strapiombo, che si evita a dx. Si entra nell'evidente diedro a sx formato dal grande spigolo della parete. Lo si risale con bella arrampicata e si arriva ad un pianoro, dove si sosta su spuntone sotto la direttiva della cima.
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Lunghezza 9, IV, nessun chiodo, 20 metri:
salire direttamente verso la cima, prima per muretto facile e poi per caminetto, fino ad un cordone su clessidra tra due massi, posto poco sotto il punto sommitale.
Libro di via sul ripiano sotto il cordone, leggermente alla sua sx. -
Note:
il nome della via è dedicato a Carlo dal Toè, che ha provato per la prima volta ad aprire una via, con ottimo risultato.
Parete e ambiente selvaggi: nonostante la strada per Gressoney sia visibile, l'isolamento è assicurato.
Via alpinistica e logica, con alcuni tiri su roccia bella ed altri più ingaggiosi e impegnativi. Presenza di tratti da ripulire. Consigliata ad alpinisti esperti.
Il 10 aprile 2016 Massimo Camba e Alessandro Pelo in parallelo a noi hanno aperto la via Carlo davanti, dietro tutti quanti, e sono usciti in vetta poco dopo di noi sugli ultimi due tiri. - Aggiornamento: relazione a cura di Walter Pres Polidori, dalle salite in apertura del 17 novembre 2015 e 10 aprile 2016.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.