Corma di Machaby (m.798) - via Tike Saab

Corma di Machaby (m.798) - via Tike Saab

Dettagli

  • Accesso stradale: dall'uscita di Pont S.Martin dell'autostrada A5 Torino-Aosta seguire la strada per Donnas, superare il forte di Bard e oltrepassare la svolta a sinistra per la Valle di Champorcher. In vista dell'ampia parete della Corma, svoltare a destra alla prima deviazione (cartello indicatore: "Machaby") e proseguire per alcuni chilometri (cartelli indicatori) risalendo il boscoso versante opposto della Corma, fino ad un comodo parcheggio.
  • Avvicinamento: dal parcheggio attraversare il ponte sul torrente e salire, per strada acciotolata, ad una chiesa e poi ad un agriturismo (aperto il sabato e la domenica, ottime merende!). Dall'agriturismo seguire le indicazioni per la base della parete: inizialmente strada sterrata, poi, quando questa svolta a sinistra poco oltre una costruzione diroccata (per proseguire verso la base del pilastro Lomasti) seguire un sentiero che prosegue dritto ed inizia a scendere. A fronte di qualche bivio tenersi sempre verso destra, cioè verso la parete, anche se il sentiero sembra risalire. Il sentiero scende molto ripidamente (qualche tratto di arrampicata, attrezzato di recente con scalini di legno) ma, con un po' di attenzione, è percorribile con semplici scarpe da ginnastica (non dopo periodi di pioggia). Scendendo si accosta alla parete: le vie sono chiaramente indicate con dei cartellini, dopo i lavori di richiodatura che hanno recentemente interessato la zona. La via attacca nel punto più basso della parete, alla sinistra di Bucce d'Arancia, in corrispondenza di una bella placca. (0h30)
  • Discesa: se si è seguito l'avvicinamento indicato non esiste una vera e propria discesa: in pochi minuti, per sentiero, si scavalca la cima della Corma e si ritorna all'agriturismo, da cui al parcheggio. E' anche possibile accedere alle vie dal basso, partendo da dove si lascia la strada principale nel fondovalle, ma, arrivati in cima alla parete, bisognerebbe ridiscendere per il ripido sentiero descritto, o a doppie lungo la parete: soluzioni entrambe scomode. Dal basso si accede di solito alle vie poste all'estremità sinistra della Corma, che partono un po' più in basso.
  • Difficoltà: 6a (5c+ obb.).
  • Sviluppo: 10 lunghezze per 280 metri di sviluppo.
  • Attrezzatura: via interamente attrezzata con spit, inutili friend, nut e chiodi. Presenti tutte le soste con anello per eventuali calate. Noi abbiamo usato una corda intera da 60m.
  • Esposizione: sud. In inverno la parete va al sole da metà mattina.
  • Tipo di roccia: gneiss.
  • Periodo consigliato: via percorribile tutto l'anno.
  • Tempo salita: 4 ore.
  • Primi salitori: G. Lanza, C. Gabasio, P. Role, 1996.
  • Relazione
  • Lunghezza 1, 5b: dalla targhetta che indica la partenza della via, risalire verticalmente la placca cercando i punti più deboli e sfruttando le tacchette presenti.
  • Lunghezza 2, 5c: dalla sosta risalire verticalmente, mantenendosi un poco sulla destra, ancora per placca, meno liscia, fino a raggiungere la sosta alla base di un diedro leggermente strapiombante. Attenzione a non farsi ingannare dalla scritta sbiadita sulla roccia, che indica come Gatta da Pelare quella che è la nostra via. Noi dobbiamo seguire la via di spit che corre al centro, con a sx un duro tiro di placca e a dx il secondo tiro di Bucce d'Arancia.
  • Lunghezza 3, 6a: proseguire verticalmente per qualche metro sino a quando è possibile spostarsi a destra, in direzione di un muro verticale inciso da una spaccatura, che forma una specie di diedro che si vince con passi molto atletici e non banali. Noi l'abbiamo passato dapprima stando al suo interno e poi uscendo sulla placca a destra, che poi si segue fino alla sosta.
  • Lunghezza 4, 5a: risalire lo spigolino fino al suo termine, per poi proseguire su tracce di sentiero per una decina di metri, fino a raggiungere la sosta successiva. Questa sosta è in comune con la via Bucce d'Arancia.
  • Lunghezza 5, 5b: dalla sosta una targhetta indica il proseguimento della via sulla placca; mantenendosi sulla sx risalire quindi la placca via via più verticale ma con buoni appigli. Durante la stagione avanzata uno spit si trova proprio sotto l'albero che si vede sopra la sosta, e in caso di vegetazione molto folta sarebbe difficoltoso raggiungerlo, per cui conviene fare i primi metri di Bucce d'Arance che ha la partenza in comune.
  • Lunghezza 6, 6a: tiro splendido. Partenza subito verticale, fino a portarsi, dopo qualche metro, sotto un muro leggermente strapiombante che si deve rimontare con qualche passo atletico. Se si cerca, c'è una buona maniglia sulla sinistra che può aiutare. Superato questo tratto, portarsi verso destra dove si raggiunge e supera un diedro svasato e lisciato dall'acqua, dopo il quale si trova la sosta.
  • Lunghezza 7, 5b: continuare leggermente in obliquo verso destra fino a raggiungere la sosta, comoda.
  • Lunghezza 8, 5c poi 5b: risalire la placchetta sopra la sosta fino a una paretina verticale, che si supera sfruttando le diverse tacchette per i piedi, fino ad arrivare di nuovo in sosta.
  • Lunghezza 9, 5a, poi più facile: stando leggermente sulla sinistra si seguono delle lame, al termine delle quali gli appigli diventano più frequenti e le difficoltà calano, fino al raggiungimento di una comodissima cengia. Attenzione che gli spit sulla destra sono di Bucce d'Arancia.
  • Lunghezza 10, 3a: l'ultimo tratto della via si presenta come facili risalti di roccia che portano a una paretina verticale ma molto ben appigliata, superata la quale si arriva all'ultima sosta. Gli ultimi due tiri si possono unire.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Davide Franchini e Guido Carnevali, 5 aprile 2009.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.