Marmolada (m.3343), parete Sud - via Dell'Ideale
Dettagli
- Attacco: dal Rif. Falier (raggiungibile per facile sentiero da Malga Ciapela in 1h30) seguire il sentiero che porta al Passo Ombretta. Arrivati sotto la "parete d'argento" lasciare il sentiero e puntare ad un grosso pilastro posto a sinistra della colata marrone che solca tutta la parete. L'attacco è posto subito a sinistra del pilastro appoggiato.
- Discesa: dalla cresta di vetta scendere direttamente sopra la stazione della funivia. Entrare nella stazione. La discesa avviene poi lungo il ghiacciaio sul versante Nord. Inizialmente lungo la pista da sci (attenzione ai crepacci), poi, finito il ghiacciaio, si percorre un sentiero o ancora la pista (ovviamente non innevata) fino a passo Fedaia. Da qui a Malga Ciapela.
- Difficoltà: dal IV al VI+, un breve tratto di VII (obbligato).
- Sviluppo: 33 lunghezze, per uno sviluppo di 1400 metri su un dislivello di 900 metri.
- Attrezzatura: la via è sufficientemente chiodata ma lungo le placche le protezioni sono scarse; è necessaria, oltre la normale dotazione, anche una scelta di chiodi. Bisogna comunque sapersi muovere con disinvoltura su difficoltà anche di V, VI con protezioni a volte molto distanti.
- Esposizione: sud.
- Tipo di roccia: calcare.
- Periodo consigliato: luglio, agosto.
- Tempo salita: noi abbiamo impiegato 14 ore. Non è da escludere la possibilità di un bivacco.
- Riferimenti bibliografici: Giordani M., Marmolada, Edizioni Mediterranee, 1987
- Relazione
- Lunghezza 1, III: superare il breve zoccolo gradinato e sostare alla base di un diedrino.
- Lunghezza 2, V+: salire il diedrino, poi a destra per placca fino alla base di una fessura nera strapiombante.
- Lunghezza 3, VI, poi IV: salire la fessura friabile e proseguire poi fino ad un buon punto di sosta.
- Lunghezza 4, VI: continuare diritti fino ad un terrazzino, traversare a sinistra in placca e poi diritti per placca compatta.
- Lunghezza 5, III+, 1 pass. V+: seguire una rampa obliqua a sinistra.
- Lunghezza 6, V+: diritti per placca verticale evitando un tettino sulla destra poi ancora diritti fino alla prima grande cengia.
- Lunghezza 7, IV+: salire un diedrino per qualche metro poi obliquare verso destra fino ad una sosta chiodata.
- Lunghezza 8, IV+: diritti per placca poi a destra si supera un breve camino fino ad una comoda sosta.
- Lunghezza 9, IV+, 1 pass. V+: si sale verso destra una placca per poi tornare a sinistra sulla verticale della precedente sosta.
- Lunghezza 10, V: superare un muretto verticale poi puntare alla base di una fessura camino.
- Lunghezza 11, IV/V: salire lungo la fessura camino fino ad una sosta chiodata.
- Lunghezza 12, IV+: continuare lungo la fessura poi diritti in placca fino ad una scomoda sosta.
- Lunghezza 13, V/V+: traversare verso sinistra una esposta placca fino ad una fessurina che si segue sino ad una sosta alla base di un diedrino grigio.
- Lunghezza 14, V: seguire il diedrino poi diritti in placca fino ad una scomoda sosta.
- Lunghezza 15, VI-: traversare a sinistra fino ad un chiodo, poi diritti qualche metro fin quando non è possibile traversare orizzontalmente a sinistra sino ad un diedrino che si risale fino ad un terrazzino.
- Lunghezza 16, IV+: per brevi risalti verso sinistra sino una comoda cengia.
- Lunghezza 17, VI: salire una bella placca grigia con un chiodo a pressione.
- Lunghezza 18, V+: a destra un primo breve diedrino, poi un secondo netto diedro fessura fino il suo termine.
- Lunghezza 19: per facili rampe a destra fino alla base di un pilastrino appoggiato ad una placca.
- Lunghezza 20, V+, VI, un tratto di VII obbligato: risalire il diedro fessura formato dal pilastrino poi superare con arrampicata delicata la ripida placca con chiodi a pressione; puntare infine ad una nicchia sulla destra.
- Lunghezza 21, VI+: diritti per parete strapiombante fino ad una cengetta che si percorre verso destra, sosta chiodata.
- Lunghezza 22, IV: traversare ora la cascata, poi per placche di roccia delicata a destra fino ad una sosta alla base di un diedro.
- Lunghezza 23, V+: diritti nel diedro verticale, abbandonarlo dopo qualche metro e seguire quello più a sinistra fino ad una evidente nicchia gialla. Da qui l'originale continua a sinistra.
- Lunghezza 24, II,III, roccia cattiva: traversare orizzontalmente fino alla base di un saltino verticale che da accesso ad una larga rampa ascendente a destra.
- Lunghezze 25-26-27, III, IV, roccia friabile: superare il saltino poi seguire la rampa fino alla base di un marcato camino sulla sinistra che si inizia a risalire.
- Lunghezza 28, IV+: salire ancora lungo il camino.
- Lunghezza 29, V+: ancora nel camino poi a destra ad una lama gialla che si supera con arrampicata faticosa. L'originale continuava lungo il camino superando una strozzatura.
- Lunghezza 30, V+, A0, faticoso: diritti lungo il pilastro rientrando infine nel camino a sinistra.
- Lunghezza 31, IV, V+: ancora lungo il camino fino ad uscire su rocce più abbattute.
- Lunghezze 32-33, II, roccia friabile: con due facili tiri, o 70 mt. in conserva lunga uscire sulla cresta di vetta.
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Note:
una fotografia sul libro Tutte le mie cime di R. Messner ritrae l'autore impegnato su grandi placche, in un ambiente grandioso, con nuvole nere che incombono minacciose; la didascalia recita "capocordata sulla via dell'Ideale". Un'immagine che mostra in maniera semplice e immediata la grandezza di questo itinerario, fra i più impegnativi delle Alpi negli anni sessanta. Se poi si ripercorrono velocemente le date e i nomi di coloro che ne hanno scritto la storia se ne capisce l'importanza assoluta:
- prima salita: A. Aste, F. Solina 24-29 Luglio 1964
- seconda salita: R. Messner, S. Mayerl, H. Holzer e H. Messner 16 e 17 Luglio 1967
- prima invernale: J. Kukuczka e soci 17-23 Marzo 1973
- prima in giornata: H. Mariacher e L. Iovane 26 Agosto 1978
- prima solitaria: L. Massarotto Ottobre 1980
- prima free solo: M. Giordani 5 Agosto 1985
Oggi la via dell'ideale è stata superata in difficoltà da diversi altri itinerari sulla Sud, ma l'impegno complessivo è sempre notevole specie per chi, come me, è un normale alpinista della Domenica.
Abbiamo avuto la fortuna di percorrere questa salita in una splendida giornata di inizio Luglio deviando nella parte alta, dopo l'attraversamento della cascata, sui camini terminali della via "Attraverso il pesce", soluzione che consiglio per chi volesse ripetere l'itinerario a inizio stagione, quando i camini terminali dell'originale possono essere ancora intasati di ghiaccio.
La relazione descrive i tiri per come li abbiamo fatti noi, tenete conto però che in alcuni punti il percorso non è obbligato e le soste non sono sempre chiodate. Nella parte bassa abbiamo seguito la variante aperta da Messner durante la prima ripetizione, che si tiene in placca evitando un tratto poco piacevole dell'originale. Tenete conto anche che la roccia della Marmolada è tanto bella sulle placche quanto poco solida lungo le fessure e i camini, ma questo, ovviamente, non deve spaventare il buon alpinista e non pregiudica assolutamente la bellezza dell'itinerario. Chi ama i "viaggi" sulle grandi pareti non può lasciarsi sfuggire questa perla di Armando Aste. - Aggiornamento: relazione a cura di Claudio Camisasca, da una ripetizione con Andrea Caloni del 03/07/2005.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.