Marmolada, Punta di Rocca, Parete S (m. 3309), via Vinatzer-Castiglioni con uscita Stenico
Dettagli
- Accesso stradale: raggiungere Malga Ciapèla (è il primo paese a valle del passo Fedaia, raggiungibile dalla val di Fassa), dove parte la funivia per Punta Rocca. Non fermarsi al piazzale della funivia ma prendere per il campeggio e, attraversatolo, continuare fino al termine della strada asfaltata (cercare uno slargo disponibile dove parcheggiare).
-
Avvicinamento:
dalla macchina seguire il segnavia 610 che, prima per strada sterrata e poi per sentiero, porta al Pian d'Ombretta dove si trova Malga Ombretta (bella valle con stupendo panorama sulla Parete Sud) ed infine conduce al Rif. Falier (circa 1 h).
Per l'attacco della via, dal Rif. Falier prendere l'evidente sentiero che sale verso la parete S e porta al Passo Ombretta (direzione sx guardando la parete dal rifugio). Molto prima del passo, quando sul sentiero ci si trova in un tratto pianeggiante parallelo alla parete, salire verso un evidente diedro rossastro che scende fino alle ghiaie (abbiamo trovato un ometto nel punto in cui salire per ghiaie e sassoni verso il diedro). Circa 1 h, faticoso. - Discesa: dalla cima scendere per facili roccette sul ghiacciaio e da lì andare per tracce verso dx (faccia a valle versante N passo Fedaia), fino ad arrivare alla stazione della funivia di Punta Rocca, con cui si può scendere a Malga Ciapèla se si è arrivati in tempo (informarsi sugli orari della funivia). Altrimenti occorre scendere per il versante N verso il Passo Fedaia, lungo le tracce della pista da sci, puntando inizialmente agli ski-lift che si vedono in basso. Inizialmente ghiacciaio, poi roccette e sfasciumi, quindi strada sterrata. Attenzione ad alcuni tratti ghiacciati ed a eventuali crepacci.
- Difficoltà: VII+ (VI/VI+ obbligato).
- Sviluppo: 26 lunghezze, per circa 1000 metri di sviluppo.
- Attrezzatura: 13 rinvii, serie di nut e friend. Meglio portare martello e chiodi (per controllare i vecchi chiodi, eventualmente per rinforzare alcune soste e per emergenza). Due mezze corde, meglio se da 55-60 m.
- Esposizione: sud.
- Tipo di roccia: calcare.
- Periodo consigliato: estate.
- Tempo salita: 9-14 h per la salita, 2-3 h per la discesa.
- Primi salitori: G.B. Vinatzer, E. Castiglioni, 02-03/09/1936; M. Stenico, A. Gross, 27/09/1967.
-
Riferimenti bibliografici:
- Giordani M., Marmolada Parete Sud, Edizioni Versante Sud
- Buscaini G., Metzeltin S., Le Dolomiti Occidentali, ediz. Zanichelli (quest'ultimo riporta la combinazione con l'uscita "Diretta Messner").
- Relazione
- Lunghezza 1, VI: salire il diedro-camino rossastro e dopo pochi metri continuare con un passo difficile verso sx per poi salire dritti nel diedro fino alla sosta (qualche chiodo).
- Lunghezza 2, VI: dalla sosta salire a dx, per poi traversare a sx e continuare nel diedro, fino ad arrivare ad un punto dove il diedro diventa più difficile e cieco e si può più facilmente traversare a sx per poi salire in placca ad una sosta da trascurare. Traversare allora difficilmente a dx per entrare in un caminetto e da lì in sosta (qualche chiodo).
- Lunghezza 3, IV: salire nel colatoio sopra la sosta, quindi per la parete facile di sx arrivare alla sosta.
- Lunghezza 4, VII- (VI e A0): dritto sopra la sosta, per andare verso dx ad un diedro; da lì non continuare a sx nel diedro ma traversare a dx (chiodi) per arrivare ad uno strapiombino da superare direttamente (VII- oppure VI/A0), quindi uscire a dx ed entrare in un diedro appoggiato e compatto (roccia grigia perfetta!!) da seguire fino alla sosta (VI-).
- Lunghezza 5, VI: seguire ancora il diedro, fantastico, superando prima un piccolo bombamento delicato, per poi continuare su rocce più semplici fino alla sosta.
- Lunghezza 6, VI: legg. a sx per prendere un diedrino difficile, fino a due chiodi dove poter sostare (meglio non continuare per il successivo tiro).
- Lunghezza 7, VII+ oppure VI/VI+ e A0: su nel diedro, che diventa svasato e molto difficile, con passi obbligati, fino alla sosta sotto una paretina ammanigliata e legg. strapiombante.
- Lunghezza 8, VI: dritti sopra la sosta su rocce verticali ma ammanigliate, poi più delicate, per uscire su un piccolo terrazzino piatto con placchetta inclinata. Puntare ad un chiodo su paretina friabile da superare, quindi seguire facilmente la cengia verso sx e sostare sotto un diedrino poco marcato. NB: in questo punto ammirate l'anfiteatro di placche sopra la vostra testa...
- Lunghezza 9, III, IV: continuare a sx sulla cengia per salire una rampetta facile con uscita su placchetta alla sosta. E' possibile arrivare a questa sosta anche dal tiro precedente (attenzione però agli attriti!).
- Lunghezza 10, VI/VI+: puntare sopra la sosta al diedro con faccia dx appoggiata, da raggiungere tramite splendida placca lavorata, quindi seguire il diedro verso dx, fino ad una zona con parete a dx incassata e liscia da salire in spaccata per uscirne a dx, quindi superare la paretina seguente ed arrivare in sosta.
- Lunghezza 11, VI: continuare per camino fino ad uno strapiombino da cui uscire a dx; salire nel camino dove fare sosta su grosso spuntone o su clessidra leggermente a sx.
- Lunghezza 12, VI, due chiodi: traversare a sx la splendida placca, cercando i necessari appoggi e appigli presenti, andando tendenzialmente e lentamente verso il basso, fino ad una sosta comoda sotto un grande colatoio (attenzione!! Caduta di sassi dalla cengia mediana in presenza di cordate; cercare di stare in sosta a sx, protetti da uno strapiombino).
- Lunghezza 13, VI+, anche se le relazioni parlano di IV: non salire il grande colatoio di dx (chiodo con cordino visibile), ma salire il camino di sx, con masso incastrato da superare. Arrivare fino alla base di un diedro liscio e placche con rigole, dove sostare. Molto difficile il camino, nessun chiodo presente: sotto il passo duro è possibile posizionare un friend medio, all'uscita un nut piccolo.
- Lunghezza 14, V+: salire nel diedro liscio e appoggiato (non salire la paretina invitante a dx), arrivare ad un chiodo e da lì salire leggermente per poi attraversare a dx su placca facile e ammanigliata fino alla sosta.
- Lunghezza 15, VI: su per il camino, molto chiodato sulla dx, fino alla sosta.
- Lunghezza 16, VI: ancora nel camino, stando a dx per poi uscirne più difficilmente a sx ed entrare nel camino successivo. Arrivare ad un terrazzino interno al camino con due chiodi non vicini da collegare.
- Lunghezza 17, IV: tiro – continuare in spaccata nel camino; dopo pochi metri diventa abbastanza facile e si deve entrare in un grosso "foro" creato da un grosso masso, quindi facilmente su verso sx per placca fino alla cengia, dove sostare su spuntone.
- Lunghezza 18: traversare su cengia verso dx, facile ma delicato in un paio di punti, passare sotto uno strapiombo con chiodo + cordino (probabilmente il punto di attacco della "Diretta Messner"), fino ad una evidente rampa facile (circa 100 m. di I/II); attenzione con le corde a non fare cadere sassi!
- Lunghezza 19, II, IV-: qui inizia la seconda parte della via. Salire la rampa seguendo le rocce più facili per circa 100 m. (noi siamo saliti in conserva), fino ad un muretto con 1 chiodo sotto uno strapiombino; sosta da rinforzare.
- Lunghezza 20, V: salire verso lo strapiombo, traversare sotto di esso verso sx, quindi continuare dritti fino ad una specie di cresta (sosta su due chiodi).
- Lunghezza 21, III: scendere facilmente nel colatoio sulla dx e seguirlo, superare un masso incastrato e arrivare ad un chiodo con vecchio cordino (difficile da individuare); sosta da rinforzare, tiro lungo circa 50 m. NB: la via originale Vinatzer continua nel colatoio e segue il caminone a sx; uscita sconsigliata per la presenza spesso di ghiaccio-neve.
- Lunghezza 22, V-: da qui conviene probabilmente continuare nel colatoio, noi invece siamo saliti a dx, traversando in salita verso dx per poi continuare su uno sperone friabile (chiodo), fino ad una sosta su due chiodi.
- Lunghezza 23, V-: traversare a sx, trascurare due chiodi sotto uno strapiombino (terrazzino), e traversare ancora a sx fino ad una rampa–canalino verso dx (penso sia possibile arrivare qui dalla continuazione del colatoio seguito nel 21° tiro). Salire la rampa, anche verticale, su roccia friabile fino ad entrare in un camino. 1 chiodo, sosta da rinforzare.
- Lunghezza 24, IV+: su per il camino, superare uno strapiombino, uscire su detriti (attenzione), fino ad una sosta sotto una placca.
- Lunghezza 25, VI: non salire la placca con fessura (chiodo visibile più in alto), ma salire la lama-rampetta alla sua dx fino ad arrivare ad una fessura gialla/arancione con roccia friabile, da salire (chiodi + cordini + vecchi cunei, atletica), fino a scendere leggermente di 1 m. ad un terrazzino (1 chiodo, sosta da rinforzare).
- Lunghezza 26, II, III, un passaggio di IV: salire le facili rocce seguenti, arrivare ad uno spuntone con cordino da cui scendere alcuni metri in arrampicata per poi continuare per placche e roccette facili arrivando a seguire il canale verso sx (probabilmente la vera uscita è dritta nei camini-canali che si hanno di fronte) e poi seguire una paretina friabile fino alle rocce sommatali. Tratto eseguito in conserva, circa 100 m.
-
Note:
stupenda via classica, molto remunerativa: il grande Vinatzer non scherzava...
La via è molto ambita ed è la più ripetuta della parete: si raccomanda di attaccare prestissimo e di procedere il più velocemente possibile.
I primi 17 tiri, fino alla cengia mediana, sono su buona roccia, molto continui ma abbastanza ben attrezzati sia alle soste che lungo i tiri. I passaggi in camino sono a volte faticosi (zaino piccolo!!!). Fino alla cengia mediana la via è molto logica e segue i punti deboli della parete lungo diedri e camini. Dalla cengia in su, l'itinerario Stenico è nettamente più facile, ma fare ben attenzione a non perdere l'orientamento.
Molto interessante dovrebbe essere la combinazione con l'uscita Diretta Messner, ma occorre arrivare in cengia abbastanza presto (max ore 14.00). - Aggiornamento: relazione a cura di Walter Polidori, da una ripetizione con Antonio Mattion il 21 luglio 2007.
-
Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.