Alpi Biellesi, Monte Mars (m.2600) - via Innominata
Dettagli
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Avvicinamento:
dalla stazione superiore della funivia che dal Santuario di Oropa sale al Lago Mucrone, seguire il sentiero per il rifugio Coda (sent. C11)(funivia: tel. 015-2455929, nei fine settimana l'orario dovrebbe essere 8.30-17.30, con chiusura a metà giornata e corse ogni mezz'ora). Seguire l'ampia mulattiera fino al lago, dove diventa un sentiero che si alza sul lato destro del lago, fino alla Bocchetta del Mucrone. Da lì, inizialmente in leggera discesa, poi con numerosi saliscendi, si taglia lungamente in costa.
Proseguire fino ad un punto in cui il sentiero è protetto a valle (sx) da un mancorrente di corda, e facilitato a monte (dx) da una catena. Breve salita e poi tratto in discesa. (1h20/1h30) - Attacco: l'attacco è posto poco a destra di due lapidi, indicato da un cartellino.
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Discesa:
proseguire per due lunghezze per cresta semplice, scendendo, dopo la prima, sul lato dx della cresta: attenzione all'erba. Senza bisogno di proseguire in cordata, e con calzature adeguate (erba scivolosa!) proseguire per tracce di sentiero e roccette per un centinaio di metri, fino ad un colletto da cui si vedono scendere verso sx delle corde fisse (indicazioni "Coda"). Da quì ci sono due possibilità:
- proseguire per la cima: secondo le relazioni ci dovrebbe volere almeno un'ora: il percorso non dovrebbe essere difficile. Dalla cima si scende poi per la normale in due ore al Lago Mucrone (soluzione non verificata, il tempo si stava guastando...);
- seguire le fisse, scendendo a sx per tracce di sentiero ben segnate, che portano a risalire ad un colletto da cui si può proseguire per il vicino rifugio Coda o direttamente per il lago Mucrone. (2h30)
Se si scende a piedi dalla stazione superiore della funvia fino al santuario di Oropa, occorre calcolare un'altra ora di cammino.
- Difficoltà: max V- (IV+ e A0).
- Sviluppo: 14 lunghezze, per circa 450 metri di sviluppo.
- Attrezzatura: discreta a spit. Soste solitamente costituite da due spit da collegare, o da realizzare facilmente su massi incastrati. Utile qualche friend di varie misure.
- Esposizione: sud.
- Tipo di roccia: gneiss.
- Periodo consigliato: estate, autunno.
- Tempo salita: 3h30/4h00.
- Primi salitori: P. Momo, 1937.
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Riferimenti bibliografici:
- Lanza G., Alpi Biellesi, Edizioni Gariazzo, 2004
- Fardo M., Arrampicare nel Biellese, Eventi & Progetti Editore, 1997
- Cartografia: IGC - 1:50.000, Ivrea, Biella, bassa Valle d'Aosta.
- Relazione
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Lunghezza 1, IV:
dal "cartellino" si sale più o meno dritti, seguendo gli spit, per roccia salda e abbastanza articolata, che richiede un minimo di confidenza. Sosta su due spit da collegare. Sebbene questa prima lunghezza sia indicata di III nei riferimenti bibliografici indicati, si tratta, a mio parere, di un tiro di IV-/IV.
Più a sinistra, in corrispondenza di uno spigolino, sale un'altra linea di spit, che sembra più semplice, e che conduce alla medesima sosta o, rimanendo a sx e proseguendo di qualche metro, ad un'altra sosta, attrezzata con spit e catena di calata. Si tratta della via degli Anniversari, che sale più o meno parallela ai primi tiri della via, fino alla sommità del primo sperone. - Lunghezza 2, III, IV+: proseguire verticalmente per placca fin sotto ad uno strapiombo: traversare a sx, oltrepassare uno spuntone e salire (ignorare uno spit posto molto a sx, su altra parete).
- Lunghezza 3, III: salire obliquamente in placca verso dx (spit, chiodo con anello) poi verticalmente fino a sostare alla base di un ampio diedro.
- Lunghezza 4, IV-: salire il diedro sfruttando l'evidente fessura. Più sopra deviare inizialmente un po' a destra, e ritornare poi a sx sullo spigolo, da cui alla sosta. In realtà ci sono due soste vicine: se possibile preferire quella più a destra.
- Lunghezza 5, II, III: salire un tratto facile (roccette), poi un muretto di alcuni metri fino ad un caminetto da salire in spaccata tra la parete che si ha di fronte e un roccione retrostante. Da quì proseguire su bella placca lavorata fino ad un punto ove la cresta si spiana: sostare su uno spit prima di un nuovo gradone con ampia fessura.
- Lunghezza 6, III+, I, II: superare il gradone a sx (non per la fessura), proseguire per cresta più semplice ed un tratto di prato fino alla base di un camino a destra.
- Lunghezza 7, IV-: salire il camino, portandosi man mano sullo spigolo di sx. L'uscita non è semplice ed è un po' delicata: non tutte le rocce presenti, ben appigliate, sembrano ugualmente solide: prestare attenzione!
- Lunghezza 8, IV: al camino segue un'ostica placca (relazionata di IV, ma probabilmente più difficile) da salire per piccole tacchette. Uscita delicata, più semplice passando decisamente a sinistra. Attenzione: tiro breve ma protetto solo da uno spit in mezzo alla placca.
- Lunghezza 9, III, passo di IV+: per cresta fino ad un roccione con un difficile passo (probabilmente più di IV+, eventualmente azzerabile). Per prato un po' a sinistra fino alla base del risalto successivo.
- Lunghezza 10, III+: per placche fessurate, fino ad un breve camino da cui si esce a dx. Proseguire per gradoni ed erba, sosta su massi incastrati.
- Lunghezza 11, III: per cresta semplice, scendendo alcuni metri, e riprendendo un successivo crestone, ampio e placcoso: sosta su massi incastrati, circa alla sua metà, ove si abbatte un po'.
- Lunghezza 12, III, II: sempre per cresta: laddove si fa irta di spuntoni, passare sul suo lato dx (alcuni segni rossi) con un breve traverso esposto, poi più semplice fino alla base di un salto con una caratteristica fessura di quarzo.
- Lunghezza 13, V- (IV+ e A0): iniziare a salire sfruttando la fessura, spostarsi a sinistra su buoni appigli (distanti) poi in verticale fino ad uscire dal salto. Sostare poco sopra. Relazionata di V- è a mio parere più difficile, anche se parzialmente azzerabile.
- Lunghezza 14, II, III: per placche e roccette semplici fino alla cima del Dado. Sosta su massi incastrati.
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Note:
non sottovalutare la lunghezza della via e del rientro, e tenere presente che la funivia chiude relativamente presto, e quindi può essere necessaria un'ulteriore ora di discesa.
Data la vicinanza alla pianura, foschie e nebbie sembrano abbastanza comuni nelle calde giornate estive. Forse in autunno va un po' meglio... - Aggiornamento: relazione a cura di Riccardo Girardi, 24 giugno 2006.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.