Val di Mello (m.1300) - cascata Val Romilla

Val di Mello (m.1300) - cascata Val Romilla

Dettagli

  • Accesso stradale: dalla statale che da Colico porta a Sondrio, superato il centro abitato di Morbegno, svoltare a sinistra all'altezza di un ponte in cemento a tre arcate e seguire le indicazioni per S.Martino in Val Masino. Oltrepassato il centro del paese, continuare in salita e prendere una traversa verso destra seguendo i cartelli per la Val di Mello. Seguire la stretta strada, che poi diventa di ciottolato e sterrata nel suo termine, fino al grosso parcheggio, ove si lascia la macchina.
  • Avvicinamento: continuare per il sentiero della Val di Mello e oltrepassare le baite di Cascina Piana (sulla sx si costeggia il ristoro Luna Nascente). Si arriva ad un ponte sulla dx da seguire, dopo il quale si prende un sentiero a sx per circa 100 metri, fino ad una zona meno boscosa sulla dx, dove si sale tra alberi e sassi verso l'evidente cascata, fino ad arrivare all'inizio del canale vero e proprio. (1h00/1h30)
  • Attacco: si segue il canale; se è ricoperto di neve si riesce ad arrivare alla base del primo salto, altrimenti si procede assicurati già dal suo inizio.
  • Discesa:
    1. soluzione da noi seguita: continuare facilmente nel canalino e poi proseguire ancora, salendo e tendendo verso dx, facendo attenzione a non scendere nel canale a dx dove sale un altro ramo più magro della cascata.
      Si arriva più a dx ad un pendio boscoso da scendere con attenzione, stando abbastanza vicini al costolone a dx che divide il canale della cascata dal pendio. Continuare in discesa fino a quando il pendio diventa molto ripido. Qui abbiamo fatto una doppia da albero (lasciato cordone rossiccio) che prima segue il pendio, poi arriva ad un salto roccioso strapiombante (attenzione, stalattiti di ghiaccio in loco!!!) e termina su una placca ghiacciata-nevosa da cui occorre risalire (assicurati) una decina di metri ad arrivare ad un albero sulla sx (faccia a monte). Manovra delicata, con assenza di ghiaccio o neve molto difficile!!!
      Da quest'albero abbiamo fatto un'altra doppia (senza cordone) che ci ha depositato alla base della placca, in un grosso canale (attenzione: lunghezza doppia circa 63 metri, con l'allungamento della corda si riesce ad arrivare in fondo, ma nel caso il canale fosse sguarnito di neve potrebbe essere impossibile arrivare...).
      Continuare facilmente nel canale in discesa per pendio-roccette fino a quando non si trova verso la fine la possibilità di traversare a dx e continuare in traverso verso il basso per trovare più avanti le tracce seguite per l'attacco.
      Questa soluzione è SCONSIGLIATA: doppie pericolose e poco intuitive.
    2. è possibile in alternativa:
      • scendere da subito nel grande canalone, probabilmente evitando le doppie. Soluzione da verificare e da non usare assolutamente nel caso di pericolo valanghe;
      • oppure seguire il costolone che divide la cascata dal canalone, facendo delle doppie da alberi verso il suo termine (in direzione del canalone, forse possibile anche verso la cascata, con attrezzatura poi di abalakov). Soluzione non verificata;
      • scendere lungo la cascata con abalakov e a ritroso nei tratti di canale. Soluzione non verificata;
      • dalla fine della cascata salire ancora un poco e poi traversare a sx per reperire il sentiero della Val Temola che traversa su una cengia verso la Val Romilla e scende da quella. Soluzione non verificata (reperita dalla guida di M.Sertori).
  • Difficoltà: 4/III, possibili altre varianti più difficili.
  • Sviluppo: 280 metri.
  • Attrezzatura: due corde da 60 metri, chiodi da ghiaccio.
  • Esposizione: nord-ovest.
  • Tempo salita: circa 4h00/6h00 a seconda dell'allenamento e delle condizioni del ghiaccio.
  • Primi salitori: M. Della Santa & C., 1985.
  • Riferimenti bibliografici:
    • Maspes G., Miotti G., Masino Bregaglia Disgrazia, Guide dalle Guide
    • Sertori M., Cascate - Alpi Centrali-Lombardia e Svizzera, Blu Edizioni
  • Relazione
  • Lunghezza 1: salire nel canale, nevoso o con presenza di ghiaccio in inverni più secchi; si trovano un paio di piccoli saltini fino alla base del primo salto ghiacciato che parte verso sx, dove si sosta (50°, circa 100 metri, sosta su ghiaccio cercando di stare a dx verso le rocce).
  • Lunghezza 2: su per il flusso a 70° con qualche muretto più ripido. Tenere a sx puntando al ripido salto visibile più in alto, dove si sosta in una specie di grotta formata dal ghiaccio a sx della colata verticale (sosta su ghiaccio).
  • Lunghezza 3: possibile prendere direttamente il salto a dx (difficile), oppure traversare a sx (80°), prendere una rampetta ghiacciata sotto le rocce e raggiungere la colata verticale. Traversare a dx (delicato, 90°, non traversare troppo in alto) e raggiungere il lato dx del candelino finale. Salire il breve candelino (85°-90°), dopo il quale c'è un altro breve muretto e una rampa adagiata da salire fino alla base del salto successivo, dove si sosta a dx su comoda "prua".
  • Lunghezza 4: salire il muro di 7-8 metri (80°) e poi continuare per canale adagiato fin sotto un enorme parete di roccia strapiombante dove si sosta su ghiaccio (utile corda da 60 metri).
  • Lunghezza 5: continuare più facilmente per saltini ghiacciati fino alla base del muro centrale, dove sostare cercando di stare a sx (70°).
  • Lunghezza 6: diverse possibilità. Noi siamo saliti per un vago diedrino stalattitico breve (85°), per arrivare ad una specie di grotta sotto la roccia e con muro stalattitico staccato (stupendo...). Salire a dx per muretto (90°) fino quasi contro le rocce, e da qui traversare a dx e salire un altro muretto verticale per uscire su una placca ghiacciata (50°) ed arrivare sotto un bel salto verticale dove si sosta. Probabilmente più comodo fare sosta più sopra, proseguendo su parte del tiro successivo.
  • Lunghezza 7: anche quì diverse possibilità: noi abbiamo traversato a dx alla base del salto, per salire su pendenza più moderata dopo lo spigolo. Si sale la parete ghiacciata compatta ma con saltini e balze (75°-80°) fino ad uscire verso le piante visibili più in alto (tiro lungo, circa 60 metri).
  • Note: bellissimo ambiente per questa cascata, isolata e vicina a salti di roccia impressionanti. Ottima vista sulla Val di Zocca. Da non sottovalutare per l'impegno complessivo. Attenzione alla discesa e ad evitare il canalone nel caso sia carico di neve.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Walter Polidori, da una ripetizione con Massimo Marazzini il 13 febbraio 2010.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.