Val Masino, Placche del Monte Piezza (m.1800) - via I punti di Berti

Val Masino, Placche del Monte Piezza (m.1800) - via I punti di Berti

Dettagli

  • Accesso stradale: dalla statale che da Colico porta a Sondrio, superato il centro abitato di Morbegno, svoltare a sx all'altezza di un ponte in cemento a tre arcate e seguire le indicazioni per S. Martino in Val Masino. Nell'abitato di Filorera, subito dopo la strettoia, quando la strada principale svolta a sx, proseguire dritto seguendo i cartelli che indicano Predarossa – Rif. Ponti. Seguire la strada fino a quando questa svolta a dx e diventa sterrata per poi passare sul lato opposto della valle. Parcheggiare a bordo strada prima della svolta.
  • Avvicinamento: in corrispondenza del punto più basso del muretto che costeggia il lato opposto della strada parte un sentierino che sale molto ripido nel bosco e che in circa 10 minuti porta sulla vecchia strada per la Predarossa, ora ostruita dalla frana di più di 30 anni fa. Seguirla per un tornante fino a che questa è nuovamente ostruita dalla frana. Risalire per 50-80 metri i sassoni seguendo i numerosi ometti e bolli blu, quindi deviare a sx (ometto) nel bosco e continuare per ottimo sentiero fino a dei paletti con filo spinato. Continuare dritti per qualche metro e quindi deviare a dx (ometto) per traccia più ripida fino ad incontrare una placca un po' esposta che si attraversa senza difficoltà arrivando poi contro la parete. (0h45)
  • Attacco: la via, la seconda che si incontra costeggiando la struttura, attacca da un comodo terrazzino dove la parete rientra leggermente (visibile spit a 4-5 metri da terra su placca rotta).
  • Discesa: in doppia sulla via (soste con 2 spit e anello di calata).
  • Difficoltà: VI.
  • Sviluppo: circa 200 metri (6 lunghezze).
  • Attrezzatura: 2 corde da 50 metri, nuts e friends piccoli (fino al 1).
  • Esposizione: sud.
  • Tipo di roccia: granito.
  • Periodo consigliato: primavera, estate (caldo), autunno.
  • Tempo salita: 2h00.
  • Primi salitori: G.Bianchetti, R. Brakmeier, 2005.
  • Riferimenti bibliografici:
  • Cartografia: Kompass, foglio 92 – Chiavenna, Val Bregaglia – scala 1:50.000
  • Relazione
  • Lunghezza 1, V+, IV+, 30 metri: con difficile passo iniziale (V+) salire in verticale la placca che poi diventa più rotta, quindi traversare a sx verso un boschetto, risalire un saltino e proseguire fino alla sosta.
  • Lunghezza 2, V, V+, 30 metri: alzarsi qualche metro e, per una rampa, traversare ad un terrazzino a dx, quindi salire in verticale la bella placca lavorata e rientrare a sx verso un albero con cordone di calata. Proseguire facilmente fino in sosta.
  • Lunghezza 3, IV+, 35 metri: salire verticalmente la placca di fronte fino ad un boschetto e proseguire qualche metro sulla successiva placca fino alla sosta.
  • Lunghezza 4, III+, IV+, 40 metri: salire per gradoni e facili placche adagiate fino a che queste s'impennano lievemente fino ad arrivare in sosta.
  • Lunghezza 5, IV, V-, 30 metri: proseguire ancora per placche e lame pericolanti (attenzione!!!) fin sotto ad un tettino che si aggira a dx arrivando alla sosta.
  • Lunghezza 6, V+, VI, IV, 40 metri: è il tiro chiave della via. Salire con passi in dulfer la fessura fino al suo termine, quindi traversare lievemente a sx per lame fino alla placca lavorata sovrastante. Salirla con qualche passo delicato e proseguire più facilmente fino alla sosta.
  • Note: vietta interessante e divertente, in luogo abbastanza appartato, principalmente su placche lavorate con un'ultima lunghezza un po' "pepata" tra fessure, lame e di nuovo placche. Esiste la possibilità di effettuare un ultimo tiro sprotetto e con difficoltà di IV+/V+, ma ci è stato sconsigliato (cfr relazione su Mountain Cafè). La chiodatura è abbastanza sicura nei tratti più impegnativi, mentre dove è più facile è piuttosto mellica. Le medio-basse difficoltà e la presenza degli spit, fa di questa via e delle sue sorelle, una meta alternativa in valle.
    Lo schizzo riportato sulla guida del Gaddi è poco chiaro e preciso, mentre quello su Mountain Cafè è ben dettagliato.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Alessio Guzzetti, da una ripetizione con Marco Barberi nell'estate 2011.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.