Val Masino, Placche del Pesgunfi (m.1750) - via Arko Magico

Val Masino, Placche del Pesgunfi (m.1750) - via Arko Magico

Dettagli

  • Accesso stradale: dalla statale che da Colico porta a Sondrio, superato il centro abitato di Morbegno, svoltare a sx all'altezza di un ponte in cemento a tre arcate e seguire le indicazioni per S. Martino in Val Masino fino ad incontrare il Sasso Remenno qualche km prima del paese. A poche decine di metri oltre il Sasso si nota una buona traccia a sx che entra nel bosco. Parcheggiare l'auto a bordo strada nei pressi del sentiero oppure negli appositi spazi intorno al Sasso Remenno (ATTENZIONE: nel periodo estivo sono a pagamento: 2 euro/gg (2013)).
  • Avvicinamento: addentrarsi nel bosco seguendo il sentiero che dopo circa 20 minuti si affaccia sul versante dx idrografico della Val di Preda dove si sviluppa la via. Dopo poche decine di metri tralasciare una deviazione a dx con l'indicazione (2013) per le placche del Viale di Stella e proseguire sul sentiero principale fino ad attraversare il torrente. Giunti dall'altro lato della valle rientrare nel bosco fino a che il sentiero finisce contro una placca adagiata svoltando decisamente a sx. Qui inizia la via. (0h35)
  • Attacco: per la placca adagiata su cui si nota uno spit a circa 5 metri da terra sopra un gradino.
  • Discesa: in doppia lungo la via. (1h00)
  • Difficoltà: 6a+ e A0 (6a obbl.).
  • Sviluppo: circa 340 metri (8 lunghezze).
  • Attrezzatura: corde da 60 metri e 12 rinvii (qualche friend piccolo non indispensabile).
  • Esposizione: sud.
  • Tipo di roccia: granito
  • Periodo consigliato: tutto l'anno, anche se d'estate è particolarmente caldo.
  • Tempo salita: 3h00/4h00.
  • Primi salitori: G. Milani, C. Folla.
  • Riferimenti bibliografici: Gaddi A., Masino Bregaglia, Regno del Granito, Volume II, Polaris Ed., Sondrio, 2009.
  • Cartografia: Kompass, foglio 92 - Chiavenna, Val Bregaglia - scala 1:50.000
  • Relazione
  • Lunghezza 1, 6a, 40 metri: salire direttamente la placca adagiata fino al gradino, superatolo si prosegue più facilmente fin dove la parete si impenna. L'ultima dozzina di metri prima della sosta vanno in obliquo a dx, su placca e piccole tacchette.
  • Lunghezza 2, 6a+, 40 metri: salire con passi delicati la placca fin dove, a circa metà tiro, si obliqua qualche metro a dx (passo chiave), proseguendo poi un po' più facilmente sempre in placca fino al terrazzino di sosta.
  • Lunghezza 3, 5c, 40 metri: seguire la stretta placca soprastante delimitata a sx dalla vegetazione e a dx da uno strapiombo, alternando passaggi d'aderenza a tratti in fessura e su tacchette fino alla sosta.
  • Lunghezza 4, 5b, 50 metri: salire facilmente la placca che poi diventa uno spigolone arrotondato fino a sostare al terrazzino a sx dello spigolo.
  • Lunghezza 5, 6a+, 40 metri: risalire la placca puntando alla netta fessura, quindi traversare qualche metro a sx su piccoli appoggi fino ad una fessura cieca ma ben appigliata. Seguirla fino a che questa muore contro una placca che, a sua volta, si vince direttamente con passi delicati in aderenza fino in sosta.
  • Lunghezza 6, 6a+/A0, 40 metri: dalla sosta puntare facilmente alla parete nera quasi verticale e risalirla obliquando a dx con difficili passi d'arrampicata (6c???) o in A0, quindi proseguire sempre con passi delicati d'aderenza fino a rientrare verso sx al terrazzino di sosta.
  • Lunghezza 7, 6a+, 40 metri: salire dritti sopra la sosta (attenzione alla prima protezione piuttosto alta...) puntando al tettino, superarlo con passi delicati in aderenza e proseguire altrettanto delicatamente sulla placca obliquando a sx fino alla sosta.
  • Lunghezza 8, 5b, 50 metri: proseguire facilmente sulla placca, ora un po' sporca di licheni, puntando alla sosta posta alla sua estremità superiore.
  • Note: bella via in placca protetta bene nei punti più difficili, ma con chiodatura piuttosto distanziata che, per una ripetizione in tranquillità, necessita comunque del grado obbligatorio indicato. Fare attenzione alla partenza della settima lunghezza in cui la prima protezione è piuttosto alta, e in caso di caduta si rischia di finire in braccio al compagno.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Susanna Martinelli, da una ripetizione del 30 giugno 2013 con Marco1.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.
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