Val Masino (m. 1300 circa) - cascata Ghiaccio Bollente

Val Masino (m. 1300 circa) - cascata Ghiaccio Bollente

Dettagli

  • Accesso stradale: dalla statale che da Colico porta a Sondrio, superato il centro abitato di Morbegno, svoltare a sx all'altezza del ponte in cemento a tre arcate sull'Adda e seguire le indicazioni per S. Martino in Val Masino. Oltrepassato il centro del paese, proseguire sulla strada principale fino alla fine di essa e parcheggiare l'auto nell'area delle terme dei Bagni di Masino.
  • Avvicinamento: dalla macchina seguire il sentiero che passa attraverso una pineta e sbuca nella piana dove partono i sentieri per i rifugi Omio e Gianetti. Già da questo punto, guardando alla sx della bastionata rocciosa che sovrasta la piana, all'interno di un grosso diedro, è ben visibile la cascata. Proseguire per il sentiero delimitato ora da una staccionata e, alla fine di essa, proprio all'inizio del sentiero per la Gianetti, abbandonarlo e piegare decisamente a dx verso la grande croce nella piana, e successivamente seguire il crinale che porta al canale in fondo al quale c'è la cascata in questione (da 20 a 45 min in base all'innevamento).
  • Discesa: dalla sommità è possibile scendere in corda doppia sfruttando gli alberi a lato della cascata ed eventualmente costruendo qualche abalakov. Oppure, alla fine della cascata, andare in piano verso sx faccia a monte e, una volta in mezzo al bosco, scendere leggermente obliquando sempre verso sx fino ad incrociare il sentiero che scende dal rifugio Gianetti che in breve riporta alla piana incontrata durante l'avvicinamento.
  • Difficoltà: 3+/II.
  • Sviluppo: 4 lunghezze, per circa 180 metri di dislivello e 230 metri di sviluppo.
  • Attrezzatura: normale dotazione da cascata.
  • Esposizione: sud-sud-ovest.
  • Tempo salita: 2h00/3h00.
  • Primi salitori: G. Merizzi, G. Miotti.
  • Relazione
  • Lunghezza 1: risalire nel centro la placca ghiacciata con divertente arrampicata su pendenze tra i 60° e i 70° e sostare a dx su ghiaccio, alla base del salto quasi verticale (60mt). A metà tiro, a sx della cascata, dovrebbe esserci una sosta su roccia che noi non abbiamo visto, o meglio "guardato".
  • Lunghezza 2: dalla sosta traversare facilmente a sx in direzione dell'evidente diedro e risalirlo (15 mt circa a 85°) fino ad una zona più facile. Quindi traversare a dx e per saltini ed un ultimo tratto a 60° raggiungere un abete su cui si sosta (60mt). Allungare bene le protezioni perchè la corda fa molto attrito.
  • Lunghezza 3: superare un piccolo risalto (80°) e proseguire molto facilmente (60° max) tra neve e placche ghiacciate, lasciando sulla sx un grosso abete con cordino di calata, puntando ad una zona, sulla sx del canale, ricca di ghiaccio su cui si sosta (60mt).
  • Lunghezza 4: traversare a sx 7-8 mt circa e risalire direttamente la placca ghiacciata (60°-70°), quindi proseguire su erba e terra fino a trovare una zona comoda nel bosco nella quale sostare su albero (50mt).
  • Note: quella descritta è la soluzione da noi adottata, ma è possibile fare alcune varianti in base alle condizioni del ghiaccio e al proprio livello di preparazione, in particolare la L2 è possibile prenderla direttamente, senza andare nel diedro, affrontando un primo tratto verticale che prosegue poi a 85° (15mt circa totali).
    Cascata classica e storica della valle che, per la sua esposizione sfavorevole (SSO), non sempre si forma e rimane in condizione per poco tempo...quindi CARPE DIEM!!!
    Evitare di attaccare dopo le 9 ed evitarla nella giornate calde in quanto sopra il diedro di L2 ci sono dei bei candelotti pronti a cascarvi in testa, oltre al fatto che il sole potrebbe indebolire l'intera struttura.
    L'idea di arrampicare su una struttura effimera che non sempre si forma e che dura poche settimane all'anno, da alla salita un pizzico di avventura in più, oltre che alla grande soddisfazione di averla salita.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Alessio Guzzetti, da una ripetizione del 23 gennaio 2010 con Stefano Grizzetti e Marco Fumagalli.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.