Val Masino, Monte Lobbia (m.2000) - Grand Couloir del Lobbia

Val Masino, Monte Lobbia (m.2000) - Grand Couloir del Lobbia

Dettagli

  • Accesso stradale: dalla statale che da Colico porta a Sondrio, superato il centro abitato di Morbegno svoltare a sinistra subito dopo un ponte in cemento a tre arcate, e seguire le indicazioni per S. Martino in Val Masino. Oltrepassato il centro del paese, continuare sulla strada verso sinistra seguendo i cartelli per Bagni di Masino. Salire alcuni tornati e parcheggiare in corrispondenza del tornante dove c'è la stanga di accesso alla cava, oppure al più ampio tornante successivo. Il coluloir è evidente, a sx delle cascate Supermerdarola e Merdarola.
  • Avvicinamento: raggiungere la strada sterrata che sale alla cava (subito dopo la stanga oppure dal tornante superiore, attraversando una zona di sassi e alberelli dietro al muro di contenimento del tornante). Seguire la strada e poi raggiungere un conoide di neve e subito dopo il pendio di neve scaricata che sale al couloir. (0h15)
  • Attacco: seguire il pendio fino alla base del primo salto ghiacciato.
  • Discesa: si scende con 8 doppie nel canale a dx (faccia a monte) di quello di salita, che porta ai pianori al di sopra dell'uscita della cascata Merdarola. La descrizione riportata è valida per le condizioni trovate durante questa ripetizione, dove le soste erano state già attrezzate da altre cordate. Indicazioni per VISO A VALLE:
    1. doppia dal larice cordonato verso il canale, fino ad una grossa lama di roccia staccata con cordone a sx;
    2. doppia all'interno del canale abbattuto, fino ad alberello con cordone sulla dx;
    3. doppia nel canale, rimanendo sulla sua dx, per raggiungere un altro alberello con cordone, sempre a dx;
    4. giù verso il canale, che ora diventa goulotte, fino ad uno strabiombo roccioso sotto il quale si può attrezzare una abalakov;
    5. seguire ancora la goulotte fino ad un alberello con cordone a dx;
    6. doppia nel canale più ampio fino ad arrivare più sotto ad un altro alberello con cordone a dx;
    7. doppia che scende nel vuoto uno strapiombo roccioso, sotto il quale si può attrezzare una abalakov;
    8. doppia nella goulotte fino a raggiungere l'ampio canale dove sfocia.

    A questo punto scendere il canale per circa 150 metri e poi traversare a sx nel bosco a raggiungere l'Alpe Merdarola (la sommità dove finisce la cascata Merdarola, da qui non visibile).
    Dopo aver attraversato il pianoro scendere fino a giungere in corrispondenza della cascata Promenade e ad un ponticello di legno del sentiero.
    Effettuare un lungo traverso, seguendo i bolli del sentiero e con alcuni tratti in salita, fino a giungere in vista di un ampio canale, attraversarlo e entrare nuovamente nel bosco (con buone condizioni del canale è possibile scendere anche per esso). Scendere per il bosco fino a raggiungere la strada che sale ai Bagni di Masino e tornare indietro fino alla cava seguendo la strada.
    La discesa non è assolutamente evidente in caso di assenza di tracce e di forte innevamento (pericoloso).

    Attenzione: alcune doppie sono leggermente più lunghe di 60 metri, anche se su terreno facile.
    Tempo:circa 3h30 fino alla macchina.

  • Difficoltà: 3+,4/IV a seconda delle condizioni e della linea di salita sui salti ghiacciati.
  • Sviluppo: 1100 metri.
  • Attrezzatura: due corde da 60 metri, chiodi da ghiaccio, eventualmente qualche friend se le zone di misto presentano poco ghiaccio.
  • Esposizione: nord, nord-est.
  • Tempo salita: 5h00/6h00 a seconda dell'allenamento e delle condizioni della via.
  • Primi salitori: G. Maspes, C. Perlini, 1993
  • Riferimenti bibliografici: Maspes G., Miotti G., Masino Bregaglia Disgrazia, Guide dalle Guide.
  • Relazione:
    • Salire il primo salto di ghiaccio (75°) e poi continuare nel canale abbattuto fino ad un grosso masso incastrato;
    • salire a dx del masso, su ghiaccio/misto (alcune relazioni scrivono che a volte si passa meglio a sx);
    • continuare lungamente in canale abbattuto fino a quando si stringe;
    • si arriva ad un altro masso incastrato, dove si passa in una strozzatura a sx;
    • ancora canale facile fino ad un'altra strozzatura facile da superare;
    • si continua ora per facile canale a dx e altra facile strozzatura;
    • si arriva ad un salto ghiacciato (75°-80° max non continuo), che si può aggirare a dx se le condizioni lo permettono: neve, arbusti, traversino a dx per poi ritornare a sx verso una pianta dove si può sostare (soluzione scelta da noi per evitare le cordate sul salto);
    • andare a sx verso un bello e stretto canalino che si sale per arrivare ad una nuova zona abbattuta da seguire fino ad un pendio ghiacciato a 70° da superare;
    • si arriva ad un'altra zona abbattuta che porta ad un salto ghiacciato a dx di strapiombi rocciosi;
    • superare il salto (80°), per arrivare a delle piante dove è possibile fare sosta (in alternativa se c'è abbastanza neve è possibile evitare il salto a dx per pendio ripido; soluzione non verificata ma utilizzata da alcune cordate);
    • su per breve saltino e pendio facile fino sbucare su conca alla base del salto finale;
    • salire la bella cascata (tratti a 85°) e poi andare verso alberi più in alto a dx dove sostare. In alternativa e se le condizioni lo permettono, è possibile evitare il salto a dx, per breve salto ghiacciato e pendii ripidi (forse anche solo per pendii ripidi); soluzione non verificata ma utilizzata da alcune cordate;
    • continuare verso l'alto su pendio nevoso fino a quando è possibile traversare verso un evidente grosso larice molto a dx con cordone che si trova al di sopra del canale di discesa.
  • Note: ambiente da alta montagna per questa via!
    Attenzione alle condizioni e alla quantità di neve nei pendii superiori: forte pericolo di valanghe. Difficoltà variabili a seconda delle condizioni: noi le abbiamo trovate ottimali, e abbiamo percorso quasi tutta la via in conserva, facendo tiri solo nei pochi punti più difficili.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Walter Polidori, da una ripetizione del 29 gennaio 2011 con Massimo Marazzini, Guido Carnevali ed Emanuele Nugara.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.