Corna di Medale (m.1029) - via Cassin
Dettagli
- Accesso stradale: da Lecco prendere la strada che sale in Valsassina, raggiungendo la frazione di Laorca. Al terzo marcato tornante (ampio slargo) svoltare a sinistra e seguire la strada (via Paolo VI) per 200/300 metri, fino ad un parcheggio.
- Avvicinamento: dal fondo del parcheggio seguire le indicazioni per i vari sentieri (cartello), che attraversano inizialmente il paese. Proseguendo si raggiunge la strada sotto le reti paramassi (indicazioni per il Medale, verso dx) che si segue fino ad incrociare il sentiero che scende dal retro del Medale (a destra) e quello che porta all'attacco della ferrata del Medale (a sx)(cartello)(0h20). Proseguire sul sentiero di sx fino ad un bivio segnalato con scritta rossa e freccia ("Cassin") su un masso a livello suolo. Continuare in salita per tracce di sentiero e, a un bivio, salire a dx per sentiero su sfasciumi e rovi fino alla base di una placca. Salire la placca a traversando a sx su buoni appoggi e uscire verticalmente a un comodo ballatoio (fittone resinato con uno spezzone di catena). (0h10 dal bivio con il sentiero di discesa dal retro del Medale)
- Discesa: dalla forcella di uscita si segue un sentierino, inizialmente orizzontale, che scende sul versante opposto a quello di salita, e che è a tratti attrezzato con catene. Si presti attenzione in pieno inverno: questo versante rimane in ombra e la discesa può presentare tratti ghiacciati e/o innevati. Seguendo il sentierino si ritorna ad incrociare il sentiero di avvicinamento, nel punto in cui si trovano i cartelli con le indicazioni per il Medale e la ferrata. Da qui in breve si torna al parcheggio. (0h45)
- Difficoltà: D+, V+ o A0, prevalentemente IV/IV+ ma su roccia a tratti scivolosa.
- Sviluppo: 11 lunghezze, per circa 360 metri di sviluppo.
- Attrezzatura: soste attrezzate con fittoni resinati e catene. In via qualche fittone resinato e chiodi, da integrare con friend/dadi. Due corde.
- Esposizione: sud-est.
- Tipo di roccia: calcare.
- Periodo consigliato: autunno, inverno, primavera: d'estate troppo caldo e troppa vegetazione. A metà marzo la parete è al sole dalle 7.45 circa. A fine gennaio la parete è completamente al sole dalle 8.40 e va all'ombra alle 15.30.
- Tempo salita: 4h00/5h00.
- Primi salitori: Riccardo Cassin, Mario dell'Oro, 12/08/1931.
- Riferimenti bibliografici: Corti Pietro, Grignetta e Medale, arrampicate nel giardino di pietra, Novantiqua Multimedia, 2005
-
Cartografia:
- TCI - Gruppo delle Grigne - scala 1:20.000
- Multigraphic - Brianza, Prealpi Lombarde - scala 1:25.000
- Kompass, foglio 105 - Lecco, Valle Brembana - scala 1:50.000
- Relazione
- Lunghezza 1, III, 30 metri: dal fittone di partenza salire leggermente verso dx seguendo un marcato canale, piegando poi a sx fino alla sosta, posta alla base di un diedro e di una fessura.
- Lunghezza 2, IV, III, 25 metri: non salire il diedro (visibile un vecchio cordone a dx), bensì la fessura, proseguendo per una specie di rampa inclinata ed erbosa, superando un'altra breve fessura ben protetta da un fittone, prima della sosta posta alla base di un netto diedro.
- Lunghezza 3, V, IV, 35 metri: salire direttamente il diedro, molto scivoloso nella parte iniziale, ma con buoni appigli e ben chiodato. Al suo termine piegare un po' a sx fino alla sosta tra alberi.
- Lunghezza 4, V-, III, 35 metri: salire verticalmente in direzione di un primo fittone resinato, cui segue subito un secondo fittone. Proseguire piegando un poco a destra e salire per rocce erbose, ritornando progressivamente verso sinistra, fino a sostare su un pulpito su uno spigolo.
- Lunghezza 5, V-, IV+, 30 metri: salire obliquamente verso sx superando qualche passo in placca delicato su roccia molto scivolosa (fittone, chiodo con anello, fittone), fino ad entrare in un diedro verticale, piuttosto continuo, che si segue fino alla sosta.
- Lunghezza 6, V+ o V e A0, IV+, 30 metri: salire, con percorso logico, un poco a sx e tornare subito a dx su ottime maniglie fino ad un fittone resinato in piena parete (il fittone è poco visibile dal basso). Siamo al famoso passaggio della radice: una volta c'era una radice con cui ci si aiutava. Il passaggio non è semplice, e può essere parzialmente azzerato. Alzarsi in spaccata fino ad avere il fittone all'altezza dell'inguine, cercare quindi un appiglio a dx, traversare poi orizzontalmente a dx su difficoltà minori. Proseguire ancora a dx per qualche metro e riprendere poi a salire verticalmente su placca, entrando quindi in un diedro a sx, poco protetto. Suguire il diedro e uscirne al termine a dx su ottimi appigli, raggiungere una comoda cengia, la cengia del bivacco.
- Riccardo Cassin al suo secondo tentativo di salita della parete, primo con Mario dell'Oro detto il "Boga", passò la notte proprio in questo punto, dove si ripararono da un violento temporale nella grottina ben visibile al limite dx della cengia. Il mattino seguente per il continuo imperversare del maltempo furono costretti a scendere, ma la domenica successiva tornarono e riuscirono a salire la via in giornata, tracciando così la prima storica via sulla parete della Medale.
- Lunghezza 7, IV, III, 45 metri: brutta lunghezza: salire un diedro erboso e con piante per 15/20 metri, uscire in placca a sx e salirla usando comode maniglie fino alla sosta.
- Lunghezza 8, III, 25 metri: traversare un poco a sx e salire verticalmente una fessura (non salirla direttamente, ma tenerla sulla destra e poi rientrare a dx) e proseguire per rocce non difficili, a tratti erbose, uscendo infine leggermente a dx alla sosta posta a dx di un'ampia placca di roccia lucida. A dx all'interno di una grottina è posizionata la statuetta di una Madonnina.
- Lunghezza 9, V scivoloso con possibile A0, IV+, 30 metri: è il tiro del famoso traversino. Alzarsi lungo un blocco staccato e iniziare a traversare a sx (fittone), collegando appoggi e appigli (poco visibili, ma buoni) distanziati. Il traverso è scivoloso ma comunque ben appigliato e protetto. Al fittone seguono due chiodi: dal secondo ci si alza leggermente e si continua a traversare verso sx, trovando altri due fittoni: dal secondo salire per diedro e uscirne poi a dx alla sosta.
- Lunghezza 10, III+, 40 metri: dalla sosta salire obliquando a sinistra (fittone) e poi in verticale per rocce lavorate (clessidre) con arrampicata divertente fino ad una buona cengia. Sosta a sx di un grande masso appoggiato con ironica scritta arancione: "cade".
- Lunghezza 11, IV, III, II, 35 metri: dalla sosta è visibile un chiodo in una specie di canalino: salire sul suo bordo sx e, all'altezza del chiodo, entravi. Da qui in verticale, su difficoltà via via minori fino alla sosta. Con corde da sessanta metri si può saltare questa sosta e proseguire per una ventina di metri, raggiungendo la forcella di uscita (sosta su due fittoni e cavo metallico).
- Note: via storica, non banale, su roccia quasi sempre salda, a tratti molto consunta (unta) ed erbosa. Da fare, ma con attenzione!
- Aggiornamento: relazione a cura di Riccardo Girardi, 12 marzo 2009. Revisione da una ripetizione con Claudio Boldorini del 29 gennaio 2022.
-
Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.