Corna di Medale (m.1029) - via Rachel e Davide (con uscita Gogna)
Dettagli
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Accesso stradale:
dalla città di Lecco seguire le indicazioni per la Valsassina e in salita uscire dalla città. In prossimità di un curvone verso dx, poco prima di esso prendere una strada a sx per il paese di Laorca e seguirla fino al parcheggio (strada senza uscita).
In alternativa, prima della svolta per Laorca, presso un tornante a destra svoltare a sinistra in via Quarto che porta a Rancio. Raggiungere uno slargo ed imboccare verso monte, a destra, una ripidissima strada asfaltata con (stanga aperta e paline indicative sentieri). Dopo qualche tornante si arriva ad una stanga chiusa dove è possibile parcheggiare (lasciare libero il passaggio). -
Avvicinamento:
Da Laorca: dal fondo del parcheggio prendere la stradina che va a dx verso il Medale, costeggiare prima il cimitero, scendere alcuni scalini e andare poi a dx, dirigendosi chiaramente verso la Corna (seguire l'indicazione ferrata Alpini della Medale). La stradina diventa sentiero, raggiunge uno spiazzo erboso e sale dei gradini a dx, continuando poi fino ad una strada cementata, da seguire in salita verso dx fino a raggiungere uno spiazzo a dx con panchine. Poco oltre c'è una traccia di sentiero che sale a sx e piega poi nettamente a sx, andando verso la Corna. Seguire il sentiero (ma non la svolta che si incontra a dx, da lì arriva il sentiero di discesa dalla vetta); si incontrano diverse tracce che salgono a dx verso gli attacchi delle varie vie. Si passa un grande ometto ed uno più piccolo poco più avanti, continuare e prendere poi la successiva traccia evidente che sale verso la parete, sotto la direttiva dei grandi tetti della zona sx, poco prima di arrivare allo spallone Irene. Si arriva ad una vecchia corda fissa da seguire (attenzione, usurata!) fino ad arrivare al secondo e ultimo fix a cui è fissata. Manca il tratto di corda fissa che saliva a sx, perchè rotto. (0h20)
Da Rancio: oltrepassare la stanga ed imboccare il primo sentiero sulla destra, costeggiare la rete para sassi ed al bivio seguire le indicazioni per la Ferrata del Medale. Salire per sentiero sempre più ripido fino in prossimità della parete dell'Antimedale. Tenere la destra e seguire il sentiero che in breve conduce alla ferrata Alpini della Medale. Continuare ancora per il sentiero, fino a trovare la traccia che sale alla parete indicata al punto precedente. (0h20) - Attacco: in corrispondenza dell'ultimo fix dove è fissata la corda fissa.
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Discesa:
seguire facilmente in salita (dx) il cavo della ferrata che in breve porta alla vetta. Da qui varie possibilià:
- poco prima della Croce di vetta del Medale, al bivio, seguire il sentiero che scende a sinistra per S. Martino. Ai bivi successivi seguire per Rancio. Giunti in prossimità della rete parasassi non scendere la ripida stradina cementata per Rancio, ma seguire il comodo sentiero a sinistra per Laorca. Il sentiero costeggia lungamente le reti parasassi e confluisce su una strada cementata, scendere verso destra, raggiungere la stanga ed il piccolo parcheggio raggiunto da Rancio. (1h00)
Possibile anche andare a Laorca, con il sentiero che taglia in orizzontale la base della parete del Medale. Queste soluzioni sono ottime nel periodo invernale, perchè il sentiero che scende direttamente nel vallone nord è spesso colmo di neve o ghiacciato; - andare in vetta e proseguire ancora avanti, individuando un sentiero che va a sx. Seguirlo e in breve individuare la seconda traccia che scende ripida a dx (lasciare perdere la prima, che è meno marcata). Scendere per tracce e sentiero con qualche catena, fino ad arrivare al sentiero che arriva da Laorca. Attenzione in caso di neve!! (0h20)
- se ci si ferma al termine della via e non si continua per la Gogna, dovrebbe essere possibile anche scendere in doppia dalla via (soluzione non verificata).
- poco prima della Croce di vetta del Medale, al bivio, seguire il sentiero che scende a sinistra per S. Martino. Ai bivi successivi seguire per Rancio. Giunti in prossimità della rete parasassi non scendere la ripida stradina cementata per Rancio, ma seguire il comodo sentiero a sinistra per Laorca. Il sentiero costeggia lungamente le reti parasassi e confluisce su una strada cementata, scendere verso destra, raggiungere la stanga ed il piccolo parcheggio raggiunto da Rancio. (1h00)
- Difficoltà: VII- e A0 (obbligato in un paio di punti). In libera la difficoltà dovrebbe arrivare a VIII-.
- Sviluppo: circa 170 metri per Rachel e Davide (arrivando fino alla sosta 3 della via Gogna) + 165 metri se si prosegue sulla Gogna.
- Attrezzatura: 12 rinvii, friend fino al n°4 Camalot, qualche nut, eventualmente fiffi nel caso si affrontino i passaggi più duri in artificiale (una staffa non è indispensabile ma potrebbe risultare utile).
- Esposizione: sud-est.
- Tipo di roccia: calcare mediamente di buona qualità, con qualche zona dove occorre prestare attenzione.
- Periodo consigliato: ottimo nelle mezze stagioni e d'inverno se non fa troppo freddo. Troppo caldo in primavera inoltrata e in estate.
- Tempo salita: dipende molto dal livello tecnico di chi sale. Comunque intorno a 4h00/5h00 per Rachel e Davide + circa 2h00/3h00 per l'uscita sulla Gogna.
- Primi salitori: Gerardo Re Depaolini e Saverio De Toffol.
- Riferimenti bibliografici: Buzzoni P., Pesci E., Lario Rock Pareti, Edizioni Versante Sud.
- Relazione
- Lunghezza 1, V, 55 metri: dal fix della corda fissa andare a sx per facili saltini e ad una pianta. Si continua oltre, a sx della pianta (qui fix dove era fissato un altro tratto di corda fissa, assente al momento della ripetizione), e poi verso una pianta più in alto con cordone, dove si potrebbe sostare (sarebbe la sosta "zero" della via). Conviene continuare per il muretto a dx (visibile fix), proseguire in verticale per lo spigolo arrotondato e successivamente per il diedro a sinistra di esso disturbato dalla vegetazione. Al quarto spit deviare a sx sotto la parete giallastra, traversare lungamente a sx su placche erbose (chiodi) e raggiungere un pulpito alla base di un diedro fessurato. Sosta su 2 fix collegati da un cordone.
- Lunghezza 2, VII- e A0 oppure VIII-, 25 metri: salire sul risalto sopra la sosta (noi siamo saliti da sx, possibile anche a dx). Si raggiunge un chiodo sotto lo strapiombo (prima non visibile). Ora superare lo strapiombo dove c'è un passo obbligato di VII-. Si esce poi a sx, per poi rientrare a dx. Si arriva così sotto una fessurina con chiodi, che porta alla sosta sotto una placca.
- Lunghezza 3, VI+ e A0 oppure VII, 20 metri: grazie ad una piccola clessidra già attrezzata con un cordino alzarsi verso sx su di una placca leggermente strapiombante e raggiungere il primo fix, seguono un chiodo ed un altro fix che permettono di superare il tratto difficile. Traversare a sx su placca delicata (qui il secondo di cordata deve fare attenzione), scendere un metro ad un ramo secco e continuare il traverso a sx scalando infine un breve diedro erboso (chiodo). Sosta su fix e chiodo collegati da un cordone alla base di un diedro.
- Lunghezza 4, VI-, 25 metri: salire nel diedro per rocce ammanigliate, prestando attenzione ai blocchi mobili. Necessari friend per proteggersi. Sosta nel diedro prima di un tratto strapiombante.
- Lunghezza 5, VI+, 25 metri: salire il netto diedro, superare direttamente uno strapiombino (solo un fix dopo circa 10 metri, utili friend e nut) e proseguire in verticale fino a raggiungere una grossa pianta secca ma solida. Sosta su comodo terrazzino.
- Lunghezza 6, VII- e A0, oppure VII, 30 metri: salire lo strapiombino a sx della sosta (chiodo visibile). Superatolo si esce a sx e si continua su roccia a gocce e sfruttando la lama-fessura a dx. Al termine della lama-fessura si esce su gradoni verso dx, alla sosta. Presente un fix e qualche chiodo.
- Lunghezza 7, V+: salire in verticale su buchi e piccole tacche per circa 7 metri senza alcuna possibilità di proteggersi. Continuare fino a raggiungere una sosta su comoda cengia sulla destra di un diedro (sosta 3 della via Gogna).
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da qui la via originale continua partendo su un muro a dx della sosta (visibili un fix e un chiodo), passa per roccia un po' sporca e con erba, per poi andare verso sx ad una sosta poco lontana dalla via Gogna (VII?). Continua poi verso gli strapiombi, dove si ferma (V+?). Questi due tratti non sono stati da noi saliti.
Consigliabile continuare per la via Gogna, come riportato di seguito, oppure andare a dx per la via Milano '68. - Raccordo via Gogna
- Lunghezza 8, (cont. lunghezza 7), V+, VI, V+, VII- o VI e A0, 45 metri: traversare due metri a sinistra superando un'altra sosta attrezzata con numerosi cordoni su una grossa clessidra. Salire il diedro sfruttando la netta fessura sulla sinistra (chiodo, poi nut incastrato), proseguire nel diedro disturbato dalla vegetazione. Rimontare sulla sinistra una fessura strapiombante, la famosa fessura Gagliarda (chiodi ed un friend incastrato). Sosta scomoda alla base di una placca sulla verticale di uno spigolo arrotondato.
- Lunghezza 9, V, VII- o VI e A0, VI, 30 metri: salire la placca diagonalmente a sinistra (chiodo con cordone) e portarsi alla base di una fessura diedro strapiombante. Salire direttamente la fessura (chiodi), segue un diedro molto sostenuto, spostarsi poi a destra, salire una breve rampa e sostare alla base di una placca compatta sovrastata da un tetto di notevoli dimensioni.
- Lunghezza 10, VII+ e VIII o VI e A0, VI, 30 metri: salire in verticale la placca, seguendo i numerosi chiodi e successivamente alcuni fittoni resinati. Giunti in prossimità del tetto traversare a sinistra (in successione due chiodi con cordoni precari) e sostare sulla verticale di un diedro erboso.
- Lunghezza 11, V, VI-, V+, 30 metri: salire il diedro con arrampicata sostenuta (chiodatura molto distanziata), giunti sotto una piantina secca uscire a sinistra, superare una vecchia sosta a chiodi e sostare su un pulpito roccioso in massima esposizione sulla verticale di uno spigolo fessurato, sosta in comune con la via Rebus.
- Lunghezza 12, VI+ o VI e AO, V+, IV, 45 metri: rimontare lo spigolo per una netta fessura (molti chiodi), proseguire in un diedrino, lasciare sulla destra una placca fessurata leggermente strapiombante e salire un breve diedro fino ad una solida pianta, per gradoni e balze erbose uscire dalla parete. Sosta su un fittone resinato ed un chiodo. Proseguire a monte per una decina di metri e raggiungere le catene della via ferrata Alpini della Medale.
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Note:
per la via Rachel e Davide, soste attrezzate genericamente con due fix da collegare. Sulla via presenti fix e chiodi, spesso distanziati. Dove è possibile integrare con friends la chiodatura è minima.
Via poco conosciuta e poco ripetuta, a cui conviene abbinare l'uscita sulla via Gogna (come fatto da noi) o sulla via Milano '68.
La lunghezza dei tiri è indicativa. - Aggiornamento: relazione a cura di Walter Polidori e Simone Rossin per la via Rachel e Davide, relazione a cura di Simone Rossin per l'uscita Gogna. Da una ripetizione del 28 dicembre 2012.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.