Corna di Medale (m.1029) - via Taveggia
Dettagli
- Accesso stradale: da Lecco prendere le indicazione per la strada statale che sale in Valsassina e alla frazione di Laorca, in prossimità di un curvone, svoltare a sinistra proseguendo per meno di un chilometro fino a un parcheggio ove termina la strada.
- Avvicinamento: dal fondo del parcheggio prendere la strada a destra in leggera salita fino a giungere a un cimitero dove si scende sulla sinistra per poi prendere subito sulla destra una stradina cementata. Seguire la stradina per circa 10 minuti fino a giungere alla strada cementata dove si gira a destra seguendo le indicazione per la ferrata del Medale. Seguendo le indicazioni si giunge nel bosco alla base del Medale ove bisogna prendere la prima traccia di sentiero sulla destra che prende velocemente quota giungendo proprio sotto la parete.
- Attacco: continuare costeggiando verso sinistra la parete (faccia a monte) fino a trovare l'attacco della via, segnalata con scritta "Taveggia" in vernice rossa. (0h30, 0h05 dall'incrocio con il sentiero che scende dal retro del Medale - paline indicatrici)
- Discesa: si segue la traccia che parte direttamente dall'albero dove si attrezza l'ultima sosta e che diventa via via sempre più ripida scendendo nel bosco. I tratti più ripidi sono attrezzati con catene. Arrivati a un bivio in prossimità di una pietraia seguire i segni sulla sinistra. Giunti presso le recinzioni di protezione contro la caduta sassi prendere il sentiero sulla destra ritrovandosi subito sulla strada cementata dell'avvicinamento. (0h30)
- Difficoltà: VII+ (VI+ e A0 o V+ e A1)
- Sviluppo: 10 lunghezze per circa 300 metri
- Attrezzatura: necessari 12 rinvii e due mezze corde da 60 metri, consigliati qualche friend medi e piccoli per i tratti meno protetti. Tutte le soste, tranne l'ultima (su albero) sono attrezzate con fix, catena di collegamento e anello di calata.
- Esposizione: sud.
- Tipo di roccia: calcare di buona qualità, ma molto unto sui passaggi più obbligati.
- Periodo consigliato: percorribile tutto l'anno anche se è sconsigliabile affrontarla in estate per il caldo, la vegetazione e le piante urticanti.
- Tempo salita: 4h30
- Primi salitori: Tiziano Nardella, Gianluigi Marini e Carlo Pedroni, 1968.
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Riferimenti bibliografici:
- Pesci E., Le Grigne, CAI-TCI, 1998
- Buzzoni P., Pesci E., Lario rock pareti, Edizioni Versante Sud
- Relazione
- Lunghezza 1, III+, 40 metri, 1 fittone: lunghezza che alcuni percorrono slegati. Salire sempre tenendo un po' la sinistra (faccia a monte) per canalini erbosi e facili placche fino ad arrivare ad una cengia con 2 soste vicine: quella di destra è l'attacco della via Eternium, quella di sinistra è la prima sosta della via "Taveggia".
- Lunghezza 2, IV+, 35 metri, 4 fittoni: da questa sosta salire un diedro a sinistra, molto unto, dopo il quale sempre a sinistra si esce su placca più semplice, fino alla sosta.
- Lunghezza 3, IV+, 25 metri, 2 fittoni, 1 chiodo, 1 spit: salire senza troppe difficoltà per placca puntando ad un alberello, già visibile dalla sosta. Superato questo dopo poco si giunge alla sosta.
- Lunghezza 4, VI+, 35 metri, 5 chiodi, 4 fittoni: si è ora all'attacco di un diedro, che va salito cercando oltre che i movimenti migliori, anche gli appoggi e gli appigli meno unti. Vinto il diedro, tenendo la sinistra per passaggi più semplici ma comunque non banali si raggiunge la sosta.
- Lunghezza 5, IV+, III+, 30 metri, 2 fittoni: salire a sinistra della sosta il diedro per poi passare su rocce rotte fino alla sosta che si trova sulla destra.
- Lunghezza 6, IV, V-, 20 metri, 2 fittoni, 1 clessidra con cordone: tiro breve ma che offre bei passaggi. Dalla sosta si sale puntando leggermente a sinistra, fino a raggiungere una zona di calcare eroso a formare buchi e prese buone da pinzare, anche se molto unte. Da qui salendo qualche metro ancora si raggiunge la sosta.
- Lunghezza 7, V, VII+, 30 metri, 3 chiodi, 6 fittoni: tiro chiave: si parte obliquando a sinistra per placca, fino a incontrare una spaccatura che si segue puntando all'evidente "nicchia" giallastra. Salire nella nicchia, in strapiombo e con movimenti duri. Superata la nicchia si continua ancora sul difficile per placca, fino in sosta. L'intera zona della nicchia risulta essere molto unta e talvolta anche bagnata (per questo oggi tanti gradano il tratto più duro 6c, che spesso viene percorso in A0 o persino A1). Presenti numerosi cordoni attaccati ai chiodi.
- Lunghezza 8, V, VII-, 40 metri, 4 fittoni, 6 chiodi: partire in traverso decisamente a destra, superando un fix e un chiodo, dopo i quali finisce il traverso e si ricomincia a salire, prima per breve canale con erba e piante, poi per muro verticale leggermente strabiombante (6a+), sotto la verticale di un diedro, da percorrere, che conduce alla sosta.
- Lunghezza 9, VI-, V+, V, 40 metri, 3 fittoni, 4 chiodi: altro tiro degno di nota, che consiste in una serie di 3 diedri. Salire il primo che parte direttamente dalla sosta, poi terminato questo spostarsi a destra nel secondo, ancora da percorrere interamente per spostarsi di nuovo a destra nel terzo diedro, che si percorre per qualche metro, fino ad un fix in corrispondenza del quale non si deve continuare nel diedro seguendo i chiodi visibili sulla sinistra (vecchia versione della via non più percorsa per la presenza di numerosi sassi mobili), ma uscirne a destra, subito in sosta.
- Lunghezza 10, IV, 20 metri: puntare a destra tra rocce e vegetazione per uscire dalle difficoltà dopo una ventina di metri, sostare su albero.
- Aggiornamento: relazione a cura di Dario Chiari e Andrea Vitali, da una ripetizione effettuata il 19 ottobre 2013. Revisione relazione da un ripetizione effettuata l'11 maggio 2024 da parte di Riccardo Girardi e Angelo Baldizzone.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.