Val di Mello, Dimore degli Dei (m.1100-1200) - via Cochise
Dettagli
- Accesso stradale: dalla statale che da Colico porta a Sondrio, superato il centro abitato di Morbegno, svoltare a sinistra all'altezza di un ponte in cemento a tre arcate e seguire le indicazioni per S.Martino in Val Masino. Oltrepassato il centro del paese, prendere una traversa verso destra seguendo i cartelli per la Val di Mello. Seguire la stretta strada, che poi diventa di ciottolato e sterrata nel suo termine, fino al grosso parcheggio, ove si lascia la macchina. (ATTENZIONE: nel periodo estivo questa strada è chiusa al traffico; esiste però un servizio navetta che in meno di 15 min. porta alla fine di essa).
- Avvicinamento: percorrere la Val di Mello fin verso le baite di Cascina Piana. Poco prima di esse, all'inizio del grande pianoro erboso e nei pressi di un ponticello sotto il quale scorre un torrentello, abbandonare la mulattiera salendo verso sx puntando al margine del bosco e puntando alla struttura ben visibile. Attraversando più in alto verso dx i pascoli erbosi, il sentiero entra nel bosco e, sempre piegando verso dx, costeggia le prime rocce della parete. Per accedere alla cengetta erbosa dove partono gli itinerari è necessario salire un breve zoccolo di roccette e arbusti. (Ore 0.30)
- Attacco: il sentiero di avvicinamento si spegne proprio contro la parete da dove parte la via. La sosta può essere fatta su un alberello posto all'estremità del sentiero.
- Discesa: andare verso sx, faccia a monte, per tracce di sentiero fino ad incontrare quello che scende dalla struttura "Scoglio delle Metamorfosi". (0h50)
- Difficoltà: VII- (VI+ obbligatorio).
- Sviluppo: circa 335 metri.
- Attrezzatura: serie di nut e friends medio-piccoli.
- Esposizione: sud.
- Tipo di roccia: granito.
- Periodo consigliato: primavera, estate, autunno.
- Tempo salita: 3h00/4h00.
- Primi salitori: G. Maspes, S. Mogavero, A. Sceresini, 1988.
- Riferimenti bibliografici: Angelici L., Boscacci A., MELLO - le 100 più belle arrampicate, Edizioni Albatros, 1990
- Cartografia: Kompass, foglio 92 - Chiavenna, Val Bregaglia - scala 1:50.000
- Relazione
- Lunghezza 1, V, IV, 40 metri, un friend e 2 cordini: spostarsi verso dx in massima esposizione e traversare fino ad arrivare ad un alberello. Quindi seguire una piccola cengetta e, al suo termine, risalire qualche metro fino ad un comodo terrazzino.
- Lunghezza 2, VII-/VI-, VI obbligato, 30 metri, 4 chiodi, un friend e 1 spit: questo è il primo dei tiri duri, e supera il famoso "Tetto ad ala di pipistrello" che caratterizza la struttura. Verso sx, salire qualche metro e traversare ancora a sx su piccoli appigli e poi su placca. Usciti dal tetto, risalire in verticale la fessurina che porta direttamente in sosta.
- Lunghezza 3, VI+, VI obbligato, 40 metri, 7 spit ed 1 chiodo: tiro in placca. Con movimenti molto delicati risalire qualche metro verso dx, poi più tranquillamente salire tutta la placca seguendo la fila di spit. Per l'uscita, rimanere a dx, e sfruttare una fessura orizzontale per le mani poco visibile da sotto. Tiro ben chiodato a spit con distanza max 3m.
- Lunghezza 4, VII-, VI+ obbligato, 30 metri, 4 spit: tiro chiave. Salire per balze erbose all'inizio della placca sovrastante. Con movimenti delicati, inizialmente su roccia un po' viscida poi su buone tacchette, salire in verticale alla sosta.
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Lunghezza 5, VI/IV+, 30 metri, 4 spit:
tiro in placca. Dalla sosta risalire la placconata spostandosi leggermente a sx e quindi procedendo dritti fino a un breve muretto dopo il quale le difficoltà si abbattono fino alla sosta.
Attenzione all'uscita dal muretto, gradata di VI- ma abbastanza ostica. - Lunghezza 6, III, 50 metri, cordini: a questo punto si sale ancora per una decina di metri, quindi ci si sposta a dx per la cengia chiamata "Bosco dei folletti" fino al suo termine. Sosta su albero.
- Lunghezza 7, IV, 30 metri: risalire la placca lavorata spostandosi leggermente a dx fino ad un terrazzo con un albero, dove si sosta.
- Lunghezza 8, V+, 40 metri, 2 chiodi, friend e/o cordini: sempre andando verso dx, salire in placca fino ad una gronda. Superarla e traversare a dx fino ad un grosso albero sul quale sostare.
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Lunghezza 9, IV, VI, 30 metri, 8 chiodi e nut:
risalire la placca sovrastante fino ad uno spigolo, superarlo a dx e, in massima esposizione, risalire la fessura fino ad un diedro poco marcato. Quindi in verticale per 5-6m si arriva alla placca sulla quale si sosta.
ATTENZIONE!!! Tiro un po' ostico, in quanto se NON si allungano bene le protezioni nei pressi dello spigolo, la corda fa fatica a scorrere. E' possibile però fare sosta su 2 chiodi all'altezza del diedro poco marcato. Nonostante tutto, questa è una lunghezza molto bella e ben chiodata. - Lunghezza 10, V+, IV+, 30 metri, 2 chiodi e friend: dalla sosta andare verso dx prima in placca e poi in fessura fino ad arrivare al bosco all'uscita della via. Sostare su albero.
- Note: è possibile abbinare questa salita con la via Luna Nascente sulla struttura "Scoglio delle Metamorfosi", posta sopra la struttura "Dimore degli Dei", sviluppando così una via di circa 20 tiri e 600/700m di lunghezza. (Tempo per Luna Nascente: 4-5h)
- Aggiornamento: relazione a cura di Alessio Guzzetti e Walter Polidori, 30 aprile 2002.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.