Val di Mello, Settore Sponde del Ferro (m.1000 circa) - via Mixomiceto
Dettagli
-
Accesso stradale:
dalla statale che da Colico porta a Sondrio, superato il centro abitato di Morbegno, svoltare a sinistra all'altezza di un ponte in cemento a tre arcate e seguire le indicazioni per S.Martino in Val Masino.
Oltrepassato il centro del paese, prendere una traversa verso destra seguendo i cartelli per la Val di Mello. Seguire la stretta strada, che poi diventa di ciottolato e sterrata nel suo termine, fino al grosso parcheggio, ove si lascia la macchina (nel periodo estivo questa strada è chiusa al traffico; esiste però un servizio navetta che in meno di 15 minuti porta alla fine di essa).
- Avvicinamento: dal parcheggio si segue la strada per tornare indietro verso S.Martino per circa 100 metri fino a sorpassare il torrente che scende dalla valle del Ferro e prendere la strada sterrata che sale a destra. Proseguire per la strada per circa 10 minuti. In prossimità della cascata un sentiero sulla destra permette di scendere al fiume. Guadare il fiume (attenzione alla corrente!!) ove sembra più opportuno, e risalire fino alle evidenti placche sul lato destro della cascata. (0h15)
- Attacco: la via parte a sinistra di alcuni spit nettamente visibili dal basso, che appartengono al tiro sportivo Ducha Magica (VIII+) che abbiamo sapientemente evitato.
- Discesa: in doppia lungo la via, due calate su spit con maglia rapida.
- Difficoltà: VI+ (VI e A0).
- Sviluppo: Due lunghezze per circa 70 metri.
- Attrezzatura: alcuni chiodi in via. Portare una serie di friend.
- Esposizione: sud.
- Tipo di roccia: granito. ATTENZIONE! Le placche sono molto lavorate dallo scorrimento dell'acqua dell'adiacente cascata, e conseguentemente l'aderenza in alcuni tratti è veramente minima!
- Periodo consigliato: dalla primavera all'autunno in periodo asciutto, attenzione in caso di inverno molto nevoso: la cascata al disgelo potrebbe ingrossarsi!
- Tempo salita: 1h00.
- Primi salitori: A.Balzarelli, A.Gogna, G.Miotti, V.Neri, G.Merizzi e I. Guerini, 1977.
-
Riferimenti bibliografici:
- Masa P., Merizzi J., Val di Mello, 9000 metri sopra i prati, Casa Editrice Stefanoni
- Angelici L., Boscacci A., MELLO - le 100 più belle arrampicate, Edizioni Albatros, 1990
- Maspes G., Miotti G., Masino Bregaglia Disgrazia - Montagne per quattro stagioni, Ed. Guide dalle Guide
- Cartografia: Kompass, foglio 92 - Chiavenna, Val Bregaglia - scala 1:50.000
- Relazione
-
Lunghezza 1, VI+ (VI e A0), 40 metri, 4 chiodi e un friend:
utile all'attacco una grossa clessidra (formata da masso appoggiato alla parete) per autoassicurazione del secondo di cordata in caso di assicurazione ventrale.
Risalire per piccole scaglie fino al primo chiodo posto in fessura rovescia e continuare per la spaccatura che va stringendosi fino a sbucare in un bel diedro.(VI+)
Il passaggio è la parte chiave della via ed è in parte azzerabile. Risalire il diedro per alcuni metri (friend incastrato) puntando alla pianta soprastante che viene sorpassata a destra (IV). Il diedro risulta ostico da salire (trovare bene le opposizioni!) a causa della scarsa aderenza che si ha nella parte interna del diedro stesso.
Continuare per placca fino alla sosta composta da due chiodi in fessura da collegare, eventualmente si può fare una sosta a tre punti utilizzando anche uno spit con maglia di calata posto un metro sopra la sosta originaria. -
Lunghezza 2, IV, 30 metri, 1 chiodo:
portarsi leggermente a destra e salire sfruttando alcune spaccature alla placca soprastante, continuare fino a una lunga spaccatura obliqua con chiodo difficilmente visibile. Attenzione a destra si nota uno spit con maglia di calata, che tuttavia porta fuori dalla via. Dal chiodo risalire per placca fino a un rigonfiamento con piccola fessura proteggibile con friend molto piccolo (noi abbiamo usato un provvidenziale KONG misura 00).
Proseguire poi per placca impossibile da proteggere per circa 6-7 metri fino a un albero e continuare per placca fino agli alberi sommitali su cui si sosta. -
Note:
due tiri fantastici a lato alla cascata più fotografata di tutta la valle, corta ma decisamente sostenuta nel primo tiro. Anche nelle giornate afose piacevolmente rinfrescata dagli spruzzi della cascata.
Il primo tiro può essere salito con una variante diretta che non segue la spaccatura ma prosegue dritta verso la sosta (VI+, 1 chiodo e 1 spit).
Anche se breve abbiamo trovato la via abbastanza impegnativa, specialmente nella prima parte del primo tiro dove l'acqua ha levigato la roccia. Il secondo tiro è più semplice poichè la roccia garantisce un grip migliore, ma è difficilmente integrabile.
La comunicazione tra compagni può risultare difficoltosa a causa della vicinanza della cascata. - Aggiornamento: relazione a cura di Mauro Luinetti, Alessio Guerciotti e Matteo Colombo, 28 aprile 2007.
-
Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.