Val di Mello, Precipizio degli Asteroidi (m.1500-1600) - via Oceano Irrazionale

Val di Mello, Precipizio degli Asteroidi (m.1500-1600) - via Oceano Irrazionale

Dettagli

  • Accesso stradale: dalla statale che da Colico porta a Sondrio, superato il centro abitato di Morbegno, svoltare a sinistra all'altezza di un ponte in cemento a tre arcate e seguire le indicazioni per S.Martino in Val Masino. Oltrepassato il centro del paese, prendere una traversa verso destra seguendo i cartelli per la Val di Mello. Seguire la stretta strada, che poi diventa di ciottolato e sterrata nel suo termine, fino al grosso parcheggio, ove si lascia la macchina.
    (ATTENZIONE : verificare la chiusura al traffico di questa strada; esiste un servizio navetta che in meno di 15 min. porta alla fine di essa).
    Nel caso si voglia salire a piedi o la navetta non sia disponibile, arrivati a S.Martino non lasciare la macchina nel primo parcheggio a sx (parcheggio a pagamento), ma giunti di fronte al bar "Kundaluna" svoltare a destra e percorrere una strada stretta in mezzo alle abitazioni che conduce al campo sportivo, pochi posti liberi gratuiti di fronte all'ingresso del campo sportivo, gli altri sullo sterrato prospiciente il campo di calcio sono a pagamento. Tornare verso il centro dell'abitato e prendere il sentiero che parte oltre il ponte sulla sinistra, costeggia il torrente e porta in circa 10 minuti alla strada asfaltata che porta in Val di Mello all'altezza di una cappelletta votiva. Proseguire sulla strada che diventa a ciotoli fino al grande slargo sterrato all'inizio della valle. (0h20)
  • Avvicinamento: dal parcheggio, proseguire verso l'interno della valle, superare un piccolo campeggio e poco prima dell'Osteria del Gatto Rosso, oltrepassare un ponticello su un torrente (spesso secco) ed imboccare il sentiero che sale a sinistra verso la Val Livincina. Seguire gli ometti fino alla base di un salto roccioso con piccola cascatella. Scendere nel greto del torrente e attraversarlo quasi sotto alla parete per imboccare un canalino a sx che porta ad un boschetto. Seguire la traccia che riporta gradualmente verso destra fino ad una parete rocciosa, salire verso sinistra costeggiandola e raggiungere il primo tratto attrezzato. Salire la placca liscia e verticale aiutandosi con la corda fissa e sfruttando per i piedi una fessura sulla destra. Con fatica raggiungere la sommità della paretina e proseguire per traccia di sentiero fino al secondo tratto attrezzato. Seguendo le corde fisse traversare in massima esposizione su una forra (fare molta attenzione sarà profonda almeno 30 metri) e proseguire per un canalino fino ad una zona meno esposta in prossimità del torrente, attraversarlo e salire l'ultima serie di corde fisse. Un diedro a gradoni attrezzato porta ad uno spigolo esposto, doppiarlo con attenzione e raggiungere il limite sinistro della grande cengia alberata alla base della parete del Precipizio. Seguire la traccia che costeggia la parete, superare una grande grotta attrezzata a bivacco ed una successiva più piccola. (1h00/1h30)
    ATTENZIONE!! Il "sentiero" non è sempre ben evidente e in alcuni punti si può sbagliare facilmente. Alcuni passaggi esposti: si tratta di un sentiero "alpinistico".
  • Attacco: l'attacco è posto poco a dx della verticale della tromba (il caratteristico tetto della via), l'originale in corrispondenza di una lama-camino, oppure per un facile muretto poco più a destra.
  • Discesa: in corda doppia sulla via Anche per oggi non si vola sulla parete del Precipizio degli Asteroidi fino alla cengia di attacco, quindi ancora in corda doppia sulla via Piedi di Piombo sulla parete dell'Altare fino al sentiero di avvicinamento. La discesa per la Val Livincina risulta essere complessa e pericolosa, ad oggi non è più percorsa.
    Dal prato sommitale seguire evidenti tracce di passaggio verso sx, inoltrarsi in un boschetto, con un mezzo giro in discesa verso sinistra raggiungere il ciglio della parete in prossimità di uno slargo tra la vegetazione. Un tondino di ferro sagomato con occhiello piantato nel terreno segnala la prima sosta di calata della via Anche per oggi non si vola. Tutte le calate (6/7) sono su 2 fix in acciaio inox vicini non collegati con anello chiuso.
    La prima calata è su placca molto appoggiata le successive sono più verticali. Pochi fix in via, calarsi gradualmente visualizzando l'itinerario di salita e cercando la sosta inferiore. Non saltare le soste in inox, fare qualche doppia in più evita spiacevoli attriti in fase di recupero delle corde.
    Tre doppie più verticali conducono alla base della parete, circa 30 metri a sinistra del camino d'attacco della via. (1h30)
    Per la successiva discesa è consigliabile utilizzare le doppie della via Piedi di piombo, e non il sentiero attrezzato percorso durante l'avvicinamento: troppo ripido ed esposto. Percorrere la grande cengia in discesa, superare la grotta bivacco e proseguire fino ad incrociare una traccia di sentiero pianeggiante a sinistra che porta ad un evidente spiazzo roccioso verso valle in prossimità del ciglio della parete. La prima calata è esposta, per raggiungerla assicurati e senza pericolo è possibile fare una doppia di circa 10 metri da un alberello attrezzato con un cordone. Con 4 doppie da 50 metri pressoché verticali su placche si raggiunge l'attacco della via Piedi di piombo. La sosta inferiore della terza calata è spostata di circa 10 metri a sx, faccia a monte, dalla verticale della sosta precedente, all'altezza di un marcato tetto visibile sulla destra.
    Dall'attacco della via un breve tratto di sentiero in discesa verso sinistra faccia a valle porta alla sommità di un salto di roccia alto circa 40 metri. L'ultima doppia da un albero attrezzato con numerosi cordini porta al bosco alla base del settore l'Altare.(3h00)
    Seguire la traccia di sentiero verso destra faccia a valle in direzione della Val Livincina che conduce al sentiero di avvicinamento poco sotto il salto roccioso verticale con cascatella. Scendere percorrendo a ritroso il sentiero che porta all'Osteria del Gatto Rosso (3h15) e successivamente al campo sportivo di San Martino. (3h30)
  • Difficoltà: VII o VI+ e A1.
  • Sviluppo: 13 lunghezze, per circa 500 metri di sviluppo.
  • Attrezzatura: necessaria una serie friend fino al 5 BD, raddoppiare eventualmente n°1, 2 e 3 e nut per rinforzare le soste. L'itinerario è quasi completamente da attrezzare, presente solo qualche chiodo. Soste attrezzate su chiodi collegati da cordini e maglia rapida nella parte inferiore fino all'Antro umido dopo la lunghezza della Tromba, da attrezzare con friend o su alberi nella parte superiore. Martello utile per ribattere i chiodi insicuri, ma non indispensabile. Utilizzare due mezze corde da 60 metri, utili per le doppie in discesa.
  • Esposizione: sud.
  • Tipo di roccia: granito.
  • Periodo consigliato: primavera, estate, autunno.
  • Tempo salita: 6h00/8h00 per la salita, 3h00 per la discesa.
  • Primi salitori: I.Guerini, M.Villa, 7/1977.
  • Riferimenti bibliografici:
    • Masa P., Merizzi J., Val di Mello - 9000 metri sopra i prati, Casa Editrice Stefanoni
    • Maspes G., Miotti G., Masino Bregaglia Disgrazia, Guide dalla Guide, 1996
    • Angelici L., Boscacci A., Mello - le 100 più belle arrampicate, Edizioni Albatros, 1990
    • Gaddi A., Masino Bregaglia, Regno del Granito, Volume II, Alpine Studio, giugno 2009
    • Gaddi A., Nel Regno del Granito, Alpine Studio, maggio 2014
  • Cartografia: Kompass, foglio 92 - Chiavenna, Val Bregaglia - scala 1:50.000
  • Relazione
  • Lunghezza 1, V, III, VII- o A0, V+, III, 50 metri: salire le facili rocce (1 pass. IV-/IV+), poi obliquare facilmente a sx (roccia splendida) fino alla sosta su chiodi (III). Il tiro può essere eseguito più direttamente prendendo la lama-camino a sx (valutato V+). Andare a sx in alto ad uno spit martellato, alcune volte moschettonabile ed altre invece da utilizzare con cordino kevlar. Da qui a sx (VII- o A0) e poi salire in placca, delicata ma non difficile, quindi andare a sx a gradini erbosi ascendenti e lame (fare attenzione, possibile protezione in qualche punto con friend-nut), fino alla sosta quasi sotto ad una bella lama verticale. Sosta alla base di una lama fessura su due chiodi collegati da numerosi cordini, rinforzabile con friend-nut. Poco sotto questa sosta, leggermente a sx, presente una sosta a spit della via vicina, ma scomoda da raggiungere.
  • Lunghezza 2, V+, VI+, VI, 40 metri: salire in dulfer la lama fino a rinviare dopo pochi metri un fix sulla lama a sinistra (fix della via vicina). Salire ancora con possibilità di protezione con friend medi, tranne un tratto di pochi metri difficile da proteggere per la scomodità di posizione. Continuare con la lama finchè non diventa un sistema di fessure più larghe.
    Si raggiunge la sosta scomoda e precaria da rinforzare (cordoni), chiusa quasi a camino. E' probabile trovare le fessure centrali del tiro bagnate.
  • Lunghezza 3, VI+, 20 metri: salire nel camino formato dalla lama, utilizzando le due fessure disponibili (incastri di piedi); seguire quella di dx (originale), salirla faticosamente con movimenti ad incastro fino a quando diventa più larga e svasata. Traversare a dx ad un comodo terrazzino con buona sosta su 4 chiodi.
  • Lunghezza 4, VI+, 25 metri: continuare nel camino sovrastante il terrazzino, con lame incastrate (fare molta attenzione). Uscire da uno strapiombo e seguire la fessura verticale fino alla sosta su massi sotto la Tromba (cordoni, da rinforzare). Nel tiro presenti due chiodi. Passi rudi con vari movimenti ad incastro.
  • Lunghezza 5, VII o VI+ e A1, VII o VI e A1, 30 metri: salire dritti verso la Tromba (roccia arancione magnifica), proteggendosi prima con un friend nella fessura di dx. Arrivare ad un primo chiodo a lama a sx (brutto, parzialmente infisso), quindi ancora ad altri due chiodi fin sotto il tetto (movimento delicato). Da quì inizia la fessurona a dx. Possibile proteggersi inizialmente con friend n°4/5, poi si trovano a breve distanza due chiodi e poi dei cordini vecchi. Gli ultimi metri sono proteggibili con friend n°4/5 - tratto chiave con passaggio breve sul bordo piatto della fessura e roccia liscia per i piedi, ad arrivare con il piede dx ad un gradino. Si arriva ad un terrazzino con sosta in fondo alla nicchia denominata Antro Umido. Possibile continuare direttamente per il breve tiro seguente (sconsigliato se il secondo di cordata deve essere "seguito").
  • Lunghezza 6, VII o VI+ e A1, 15 metri: con un passo delicato ed esposto uscire dalla nicchia verso destra e salire una fessura diedro strapiombante continuare fino ad un cordone su masso incastrato e proteggendosi con friends. Uscita difficile e faticosa. Si raggiunge un terrazzino, denominato il Pulpito dell'Eremita. Sosta su albero.
  • Lunghezza 7, III, I, 20 metri: seguire una fessura con erba su cui camminare, verso sx. Sosta su albero alla base del diedro denominato l'Onda di pietra.
  • Lunghezza 8, III, IV, 40 metri: salire il diedro fino ad una netta fessura sulla sinistra dove è possibile attrezzare una sosta su friend.
  • Lunghezza 9, III, 30 metri: proseguire ancora sul diedro, superare un alberello e salire ancora fino a quando il diedro diventa verticale e piega a sinistra, uscire a destra per circa 2 metri e sostare su una piccola cornice formata da una vena di quarzo dove è infisso un singolo chiodo. Sosta difficile da rinforzare.
  • Lunghezza 10, V, IV, 50 metri: salire il diedro grazie ad una buona lama sulla destra per qualche metro, proseguire poi per la fessura di destra fino sotto una fascia di rocce aggettante, non continuare nell'evidente fessurone verticale (passo in uscita ad un alberello di VI- proteggibile con friend 5 BD, forse è il tiro originale), ma traversare a destra seguendo una netta fessura diagonale fino ad un alberello (con fiori gialli nel periodo estivo) dove si attrezza la sosta.
  • Lunghezza 11, III+, 50 metri: salire in verticale un canalino di zolle erbose, lasciare sulla destra un grosso albero e raggiungere la base di un muro verticale sovrastato da uno strapiombino. Sosta su 2 chiodi collegati da cordini appena sopra lo strapiombino. E' possibile sostare più comodamente poco più in basso a sinistra attrezzando la sosta su un masso incastrato.
  • Lunghezza 12, IV, III, 50 metri: superare lo strapiombino oppure aggirarlo per un diedrino sulla sinistra e proseguire per il canale erboso.
  • Lunghezza 13, III, II, 80 metri: proseguire in conserva lunga per placche e zolle erbose fino al prato sommitale.
  • VARIANTE D'USCITA (dall'undicesima lunghezza) - RIPETIZIONE DEL 26 Maggio 2006
  • Lunghezza 11, III: salire su rocce erbose e poi andare a dx ad un grosso albero morto con vecchio cordone.
  • Lunghezza 12, IV-/IV+: salire dritti all'evidente camino-diedro, fino a sostare su lame-fessure.
  • Lunghezza 13, IV+: continuare seguendo le placche che fanno diedro con la parete di sx, fino ad una grossa lama da seguire a cavalcioni fino ad arrivare ad una nicchia dove si sosta.
  • Lunghezza 14, I: continuare camminando per tracce su vegetazione bassa, fino all'inizio di una placca dove si sosta su lame-fessure.
  • Lunghezza 15, VI, V, II: non continuare per la placca abbattuta con fessura, che è facile ma va a finire ad un punto morto, ma salire direttamente sopra la sosta per una fessura strapiombante di pochi metri con lama arancione alla base (per proteggersi occorre un friend camelot n°4,5/5 o maggiore), alzarsi sullo strapiombo per lame e maniglie e continuare più facilmente per la fessura di dx, uscendo su vegetazione bassa. Traversare a sx ad un grosso albero morto con cordone vecchio, attenzione!
  • Lunghezza 16, VI: tornare in traverso a dx e salire una fessura di pochi metri che porta ad un pianoro, dove si sosta su albero.
  • Lunghezza 17, I: faccia a monte traversare a sx, scendere su terreno facile ed arrivare agli ultimi metri del catino sommitale, che si sale per tracce di passaggio su terra/erba fino ad arrivare al bellissimo boschetto e prato sommitale.
  • Note: verificare sempre lo stato dei cordini e delle soste, eventualmente integrarli con cordini nuovi e rinforzarle.
    Proteggibilità buona nella parte bassa, ma scarsa nella parte alta (più facile). Chiodi e soste precari.
    Via storica e famosa della valle. Un'esperienza da non perdere, su roccia stupenda. La parte bassa della via è la più difficile, con arrampicata spesso faticosa.
    Consigliabile fare la via non al sabato e domenica: nonostante non sia da sottovalutare, alcune volte si può trovare la coda... con conseguente perdita della "magia" che invece Oceano Irrazionale può regalare.
    Se siete veloci, godetevi il bosco sommitale, è un gioiello da non perdere!!
  • Aggiornamento: relazione a cura di Walter Polidori, da una ripetizione con Mario Colombo il 26 maggio 2006. Revisione a cura di Simone Rossin e Nicola Rizzato da una ripetizione del 5 luglio 2016.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.
Questo sito utilizza cookie per le proprie funzionalità, se vuoi saperne di piu` o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui.
Chiudendo questo banner o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.