Val di Mello, Precipizio degli Asteroidi (m.1500-1600) - via Sole Che Ride

Val di Mello, Precipizio degli Asteroidi (m.1500-1600) - via Sole Che Ride

Dettagli

  • Accesso stradale: dalla statale che da Colico porta a Sondrio, superato il centro abitato di Morbegno, svoltare a sinistra all'altezza di un ponte in cemento a tre arcate e seguire le indicazioni per S.Martino in Val Masino. Oltrepassato il centro del paese, prendere una traversa verso destra seguendo i cartelli per la Val di Mello. Seguire la stretta strada, che poi diventa di ciottolato e sterrata nel suo termine, fino al grosso parcheggio, ove si lascia la macchina. (ATTENZIONE: nel periodo estivo questa strada è chiusa al traffico; esiste però un servizio navetta che in meno di 15 minuti porta alla fine di essa).
  • Avvicinamento: dal parcheggio, poco prima dell'Osteria del Gatto Rosso, salire verso sinistra per prati e blocchi rocciosi (tracce) tenendosi a destra del greto del torrente che scende dalla Val Livincina. Poco prima del muro roccioso che chiude la valletta, scendere nel greto del torrente e proseguire lungo le placche erbose a sinistra. Per brevi risalti e piante proseguire dapprima dritti, poi verso sinistra costeggiando un muro roccioso fino alla base di una corta placconata delimitata a destra da un caminetto e a sinistra da una fessura. Per essa, tramite delle corde fisse (valutare molto bene il loro stato!), salire la placconata fino a raggiungerne un'altra che si supera direttamente con l'aiuto di altre corde fisse abbastanza usurate. Al termine di quest'altra placca, proseguire per un canaletto con alberi che poi diventa in alto una cengia molto esposta fino a rientrare nel greto del torrente (i primi 1,5m di questa cengia sono ben ammanigliati e molto esposti, ma senza alcuna protezione, poi, al termine di questi primi metri c'è un alberello e uno spit dalla quale cominciano altre corde fisse "abbastanza sicure"). Attraversare il torrente e salire per rocce gradinate, protette con corde fisse, alla cengia superiore che, seguendola verso destra, porta nel bosco. Proseguendo poi lungo il bosco, sempre verso destra, si raggiunge in breve l'inizio della grande cengia obliqua alla base della parte alta del Precipizio. (1h00/1h30)
    ATTENZIONE!!! Il "sentiero" non è sempre ben evidente e in alcuni punti si può sbagliare facilmente.
  • Attacco: all'inizio della grande cengia, nei pressi di una placconata caratterizzata da una facile rampa, a circa 10-15m a sinistra della netta fessura obliqua della via Self Control.
  • Discesa: in doppia sulla via su buone soste a spit fino alla grande cengia. Per la discesa dal Precipizio è consigliabile utilizzare le doppie della via Piedi di piombo (4 doppie da 50m su placche + 1 da 30m su albero dopo un breve tratto di boschetto da percorrere verso sinistra (faccia a valle)). Attenzione!!! La sosta per la terza calata è spostata di circa 10m a sinistra, faccia a monte, dalla sosta precedente). La discesa per il sentiero di salita è sconsigliata, perchè abbastanza laboriosa e pericolosa. (1h30)
  • Difficoltà: max VI+/VII-.
  • Sviluppo: 205m + 35m della via Le corna non fan peso fino alla base del grande diedro – fessura.
  • Attrezzatura: serie di nut e friends medio-piccoli, eventualmente martello e chiodi a lama/universali.
  • Esposizione: sud.
  • Tipo di roccia: granito.
  • Periodo consigliato: primavera, estate, autunno.
  • Tempo salita: 3h00/3h30.
  • Cartografia: Kompass, foglio 92 - Chiavenna, Val Bregaglia - scala 1:50.000
  • Relazione
  • Lunghezza 1, III, IV, 45 metri, 2 spit e un friend: seguire la facile rampa per una decina di metri, poi direttamente in placca fino ad un grosso albero.
  • Lunghezza 2, V, V+, 40 metri, 4 spit e un friend: sempre dritti sulla placca fino alla sosta successiva.
  • Lunghezza 3, V+, 35 metri, 4 spit + 1 chiodo vecchio: salire ancora dritti per placca fino a raggiungere una fessura cieca che volge verso sinistra. Seguirla, sempre su piccoli appoggi, fino alla sosta, posta su un terrazzino poco sopra (lunghezza delicata e molto bella).
  • Lunghezza 4, V+, VI, VI+/VII-, 40 metri, 3 spit + 2 chiodi vecchi: tiro chiave. Salire dritto per placca fino a raggiungere il grosso diedro ad arco. Seguirlo per tutto il suo sviluppo e sostare al suo termine. (Lunghezza bella e faticosa caratterizzata, nella sua parte centrale, da una grossa colata nera spesso bagnata. Attenzione!!! La roccia bagnata è anche molto scivolosa in alcuni punti per la presenza di licheni). Il diedro, nella parte bassa è facilmente proteggibile, mentre nella parte alta, è protetto "solo" da 2 chiodi vecchi e da uno spit a circa 4m dalla sosta. Eventualmente sarebbero utili martello e chiodi.
  • Lunghezza 5, V, V+, 45 metri, 6 spit: salire la placconata sovrastante seguendo una lunga colata nera. (I passi più facili di questa lunghezza sono all'interno della colata, purtroppo questa è quasi sempre bagnata).
  • Lunghezza 6, IV+, V, 35 metri: "Sole che ride" finirebbe al tiro precedente, però questa lunghezza della via "Le corna non fan peso" è abbastanza divertente e non più difficile dei tiri già eseguiti. Salire dritto per placca fino alla base del grande diedro-fessura che delimita la parete.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Alessio Guzzetti e Walter Polidori, 30 marzo 2002.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.