Monte dell'Aquila (m.2580) - via Marathon
Dettagli
- Accesso stradale: dall'uscita di Pont S.Martin dell'autostrada A5 Torino-Aosta, seguire la strada per Donnas, superare il forte di Bard e oltrepassare la svolta a sinistra per la Valle di Champorcher. In vista dell'ampia parete della Corma di Machaby, svoltare a destra alla prima deviazione (cartello indicatore: "Machaby") e proseguire (cartelli) risalendo il boscoso versante opposto della Corma. Ad un bivio svoltare a sinistra per Vacheres e proseguire per Prè, parcheggiando poco prima di un ponte (slargo sulla sinistra). Poco oltre il ponte si nota una scritta con il nome della via sulla massicciata sul lato destro della strada.
- Avvicinamento: da lì parte un sentiero (qualche rara indicazione: una "M" cerchiata) che, in 1h15, conduce ad un gruppo di baite. Superare le baite direttamente: non c'e' un vero e propro sentiero, bisogna salire anche per prati. Non seguire il sentiero che dalle baite si abbassa verso destra: bisogna salire in dritti. Al termine dei prati riprende un sentiero malmesso e, dopo circa 0h15 dalle baite si trova una "M" cerchiata, che conferma di essere sulla strada giusta. Ulteriori indicazioni portano poi chiaramente a traversare sulla destra, dove scritte su pietre e ulteriori frecce conducono alla base della parete: nessuna scritta ma spit ben visibili. (complessivamente 1h30)
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Discesa:
dalla croce di vetta scendere per tracce di sentiero verso sinistra (viso a monte verso la croce) e, per sentiero, scendere sul versante nord. Ad un primo bivio prendere a sinistra: il sentiero scende ancora, poi risale e prosegue con saliscendi, più o meno in discesa, tornando in breve sul versante sud, e proseguendo lungamente fino ad una sella. (0h45/0h50)
Dalla sella parte un chiaro sentiero verso destra (versante nord), ed una traccia che non sembra molto segnata verso sinistra (sud). A causa del tempo molto incerto abbiamo preferito mantenerci sul sentiero più evidente, scendendo a destra sul versante nord, per ripida ma chiara traccia. Ad un bivio a sinistra, per traccia quasi orizzontale, che diviene poi un'ampia mulattiera ben tenuta fino ad una fattoria. Verso sinistra per sterrata che scende in breve ad altre case e da quì lungamente verso sinistra, fino ad ulteriori case, circa 150 metri più in basso. Ancora verso sinistra per sentiero deviando a sinistra quando questo inizia scendere, fino a riprendere una strada sterrata, e poi la strada asfaltata fino al parcheggio. (Complessivamente 2h00, chiedendo indicazioni in loco)
Massimiliano Gastaldi (CAI di Novi Ligure) ci ha segnalato (aprile 2005) di aver provato, nella discesa, a seguire il sentiero che dalla sella scende a sinistra (sud), ma lo sconsiglia vivamente, poichè porta su ripidi pendii, placche e difficoltà inattese, oltre a divenire pericoloso se bagnato per piogge recenti. Suggerisce inoltre di informarsi sulla presenza in cima di neve, che rende difficoltosa l'individuazione dei sentieri. - Difficoltà: 6a (5+ obb.).
- Sviluppo: 17 lunghezze per circa 900 metri di sviluppo (contando anche alcuni tratti in conserva).
- Attrezzatura: via ottimamente attrezzata nelle lunghezze più difficili, chiodatura più rada nei tiri semplici. Eventualmente può essere utile qualche dado e friend.
- Esposizione: sud.
- Tipo di roccia: gneiss.
- Periodo consigliato: primavera, estate, autunno.
- Tempo salita: 5h30.
- Primi salitori: Tito Sacchett, Michele Fardo, 1998.
- Riferimenti bibliografici: Fardo M., Sacchet T., Arrampicare a Bard, Eventi & Progetti Editore, 1999
- Relazione
- (difficoltà riprese dal riferimento bibliografico indicato)
- Lunghezza 1, 4+: salire per placca ben chiodata, deviare poi leggermente a destra per una serie di gradoni fino alla sosta.
- proseguire in conserva per circa 60/70 metri (qualche freccia rossa) fin nei pressi di una bastionata di roccia: costeggiarla in leggera discesa verso destra fino ad una cengia che si segue per qualche metro, sempre verso destra, e da cui si sale poi verso destra (viso a monte) su un'ampia placconata (segno sbiadito sulla roccia, e spit visibile).
- Lunghezza 2, 3+: salire l'ampia placconata appoggiata, su ottima roccia, con percorso libero (nessuna protezione) portandosi man mano verso il bordo sinistro della placconata.
- Lunghezza 3, 3+: proseguire lungo la placconata, uno spit di passaggio.
- Lunghezza 4, 3+: proseguire ancora lungo la placconata, tre spit di passaggio.
- Lunghezza 5, 4+: ancora per placca, ma deviando leggermente a destra. Superare poi un muretto verticale fessurato, e aggirare da sinistra uno spuntone (spit visibili).
- proseguire in conserva per circa 100 metri per cresta alberata e blocconi di roccia. Qualche traccia di passaggio.
- Lunghezza 6, 5: salire uno spigolo compatto e passare poi una pacchetta delicata.
- Lunghezza 7, 2+: tiro semplice, placchette ed erba.
- Lunghezze 8 e 9, 3+: ancora per placca facile fino ad una sella.
- proseguire per qualche decina di metri in conserva, deviare poi a sinistra per cengia erbosa fino ad una sosta evidente.
- Lunghezza 10, 6a: dalla sosta salire in obliquo a sinistra, per placca inizialmente scivolosa. La lunghezza prosegue quasi interamente con tratti in placca da raccordare spostandosi leggermente a sinistra o a destra con tratti gradinati più semplici. Chiodatura ottima. Comoda sosta su terrazzo.
- Lunghezza 11, 5, A0, 6a: traversare a sinistra (delicato) fino a superare uno spigolo e poi una placca compatta (A0). Segue un muretto, poi ancora un tratto difficile in placca, fino ad un passo in strapiombo con un albero, cui segue un ultimo tratto difficile (e un po' sporco) in placca.
- Lunghezza 12, 5+: spigolino verso destra, che si aggira, poi sempre a destra uscire in sosta in mezzo ad erba pungente...
- Lunghezza 13: per placca via via più ripida verso destra fino alla base di un diedro erboso, che si sale inizialmente stando sulla sua destra, ed entrando poi nel diedro vero e proprio, uscendone infine, con difficoltà sulla parete di destra. Si arriva così alla cresta.
- Lunghezze 14, 15, 16, 3/3+: proseguire per tre lunghezze semplici, più o meno sullo spigolo, che non è molto netto ma abbastanza largo. Attenzione ai licheni.
- Lunghezza 17, 5+: proseguire fino ad una betulla (possibile sosta), salire dietro la betulla fino a raggiungere la parete (spit evidente, erba scivolosa, attenzione!) e salire poi per belle fessure. Uscire infine per un canale erboso.
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proseguire a piedi per tracce di sentiero, a tratti in cresta, a tratti alla sua sinistra (all'inizio), e poi anche alla sua destra, fino ad incrociare un sentiero. (0h10/0h15).
In ulteriori 10/15 minuti si raggiunge la croce di vetta. -
Note:
- dalla relazione indicata risulterebbero due tiri, tra il primo ed il secondo, anzichè un tratto in conserva. Da alcune scritte sulla roccia sembrerebbe che quella che abbiamo seguito sia una variante di attacco, ma non abbiamo trovato un altro attacco;
- non è semplice dare un giudizio su una via di questo tipo: se volete fare una bella arrampicata, su difficoltà costanti, non si tratta della via che fa per voi. Se invece volete passare una bella giornata, in un ambiente magnifico, lontano dalla folla, arrampicando e camminando per collegare i vari tratti di roccia, allora potete fare un pensierino anche su questo via: ben chiodata dove serve, comunque non banale data la lunghezza.
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Aggiornamento:
relazione a cura di Riccardo Girardi, 4 ottobre 2003.
Precisazioni sul percorso di discesa a cura di Massimiliano Gastaldi (CAI Novi Ligure), aprile 2005. -
Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.