Monte Charvatton (m.1787) - via Tommy

Monte Charvatton (m.1787) - via Tommy

Dettagli

  • Accesso stradale: dall'uscita di Pont S.Martin dell'autostrada A5 Torino-Aosta seguire la strada per Donnas, superare il forte di Bard e svoltare a sinistra (ponte) entrando in Valle di Champorcher. Risalire la valle fino a Pont Boset, senza lasciare la strada principale. Seguire le indicazioni per la frazione Terrisse: deviazione sulla destra della strada principale, che si segue per 300 metri fino al termine della strada stessa, dove si lascia l'auto.
  • Avvicinamento: indicazioni per la via su un muro di sostegno: dopo pochi metri salire subito a destra (non addentrarsi tra le case!) e seguire il sentiero nel bosco (bolli rossi) fino all'attacco: cartellino con il nome della via alla partenza. (0h20/0h30)
  • Discesa: per la via di salita con 13 corde doppie (necessarie due corde). Vedere le note alla terza e settima lunghezza per il "raddrizzamento" di alcune calate. E' anche possibile scendere verso destra per sentiero, arrivando alla frazione Courtil: in questo caso è necessario disporre di due auto, poichè si scende distanti dal parcheggio di partenza.
    Per la discesa calcolare almeno 1h30/2h00 a seconda della dimestichezza con le manovre e del "traffico" sulla via.
  • Difficoltà: 6a e A0 (5+ obbligatorio).
  • Sviluppo: 14 lunghezze per circa 600 metri di sviluppo e 450 metri di dislivello.
  • Attrezzatura: via completamente spittata (in alcuni tratti anche troppo), catene alle soste, eventualmente utili due friend medio/grossi sulla prima lunghezza. Utile una staffa per la terza lunghezza, ma ci si riesce ad arrangiare con cordini e/o fettucce. Due corde obbligatorie.
  • Esposizione: sud/sud ovest.
  • Tipo di roccia: gneiss.
  • Periodo consigliato: via percorribile tutto l'anno tranne d'inverno.
  • Tempo salita: 4h00 .
  • Primi salitori: Tito Sacchet e Michele Fardo, 1998.
  • Riferimenti bibliografici: Fardo M., Sacchet T., Arrampicare a Bard, Eventi & Progetti Editore, 1999 - (descrizione dettagliata e schizzo)
  • Relazione
  • Lunghezza 1, 5+: si comincia con una placca piuttosto semplice, seguita poi da una larga fessura che sale obliquamente da destra verso sinistra. Con un delicato traverso verso destra si raggiunge la sosta posta su di un pulpito.
  • Lunghezza 2, 6a+: in obliquo a destra fino ad arrivare sotto un risalto verticale che si supera direttamente, proseguendo poi su una placca non semplice. Al termine della placca si traversa a destra per superare un secondo risalto. Per terreno più semplice si raggiunge la sosta.
  • Lunghezza 3, A0: lunghezza quasi completamente in artificiale: salire un primo gradone e poi un muro strapiombante in obliquo verso sinistra (faticoso, eventualmente utile una staffa). Sempre in A0 traversare per 10/15 metri verso destra fino alla sosta attrezzata con tre spit da collegare. Necessari 15 rinvii. Nota per la discesa: nelle calate si salta questa sosta e si passa una ventina di metri più a sinistra (viso a monte).
  • Lunghezza 4, 5+: dalla sosta salire dritti e riportarsi man mano verso destra. Alcuni delicati passi in aderenza, non difficili e ben protetti.
  • Lunghezza 5, 6a: ancora un po' in obliquo verso sinistra, si sale poi lungamente per un vago e ampio pilastro.
  • Lunghezza 6, 6a: ancora in obliquo verso sinistra, fino ad entrare in un ampio colatoio, umido dopo periodi di pioggia. Risalire il colatoio con percorso non difficile (max 5) su roccia profondamente fessurata (bello e caratteristico). Uscita alla sosta molto delicata, ma ben chiodata. In quest'ultimo tratto non lasciarsi tentare da un'evidente lama che sale un poco a destra: sarebbe un percorso molto logico, ma la sosta rimane a sinistra, ed è poi raggiungibile solo con difficili manovre.
  • Lunghezza 7, 5+: proseguire per una specie di diedro che sale verso sinistra, poi placche, un piccolo strapiombo e ancora placche fino alla sosta. Sosta su due spit collegati da cordini. Nota per la discesa: durante le calate evitare questa sosta e scendere dritti, passando una ventina di metri più a sinistra (viso a monte) dove si trova un ancoraggio che permette di effettuare calate più in linea.
  • Lunghezza 8, 5-: per placche abbattute salire obliquamente verso sinistra. Cinquanta metri esatti.
  • Lunghezza 9, 3+: proseguire ancora per placche molto abbattute.
  • per sentierino si supera una breve fascia di erba e cespugli fino alla base delle rocce successive.
  • Lunghezza 10, 6a: salire inizialmente per placca e spostarsi poi a sinistra per risalire interamente uno spigolo. Delicato traverso a sinistra per raggiungere la sosta.
  • Lunghezza 11, 6a: muro verticale, abbastanza lavorato. Proseguire poi un po' a sinistra dello spigolo.
  • Lunghezza 12, 6a: risalire una specie di ampio scivolo (un vero e propio toboga!) di ottima roccia. Uscire a destra dello scivolo su placca con passo delicato. Per terreno più semplice fino in sosta.
  • Lunghezza 13, 5-: placche semplici.
  • Lunghezza 14, 3: placche ancora più semplici fino all'ultima sosta.
  • Note:
    • via ottimamente attrezzata, in alcuni casi anche troppo. Roccia molto buona, a tratti con un po' di muschio, che però non provoca problemi. Un po' discontinua. Le difficoltà indicate sono riprese dalla guida indicata in bibliografia: a nostro parere sono leggermente sopravalutate (la via ci sembra un poco più semplice, anche se non banale).
    • da percorrere solo dopo alcuni giorni di bel tempo: la zona centrale percorre un ampio colatoio che rimane umido;
    • possibilità di interrompere la salita in ogni momento, poichè le calate sfruttano quasi integralmente le soste della via.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Riccardo Girardi, 1° luglio 2000. Fotografie a cura di Mauro Luinetti, settembre 2007.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.