Monte Cimo (m.955), Brentino, Sass de Mesdì - via Te lo do io il Verdon
Dettagli
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Accesso stradale:
da Affi (raggiungibile dall'autostrada del Brennero o da Peschiera del Garda), nei pressi della rotonda all'uscita dell'autostrada, seguire per Spiazzi (andare verso l'evidente centro commerciale all'uscita dell'autostrada) e continuare fino ad una svolta a dx per Brentino. Continuare fino ad una svolta a sx verso un ponte che attraversa un canale. Subito dopo c'è una curva in corrispondenza della quale, di fronte, c'è uno spiazzo di fianco ad un vigneto dove è possibile parcheggiare e dove parte il sentiero.
Continuando sulla strada è possibile anche parcheggiare più avanti a dx, di fronte ad un cimitero. Personalmente consiglio di andare ancora più avanti e parcheggiare nel paese di Brentino, di fronte alla chiesa (si segnalano problemi per furti alle auto. Anche zaini incustoditi alla base delle vie sono stati oggetto di furti...). - Avvicinamento: prendere il sentiero a sx delle vigne (da Brentino circa 15' camminando sulla strada), e seguirlo su terreno ripido, con molti zig-zag tra saltini di roccia. Si arriva ad una placchettina con corda (attenzione, vecchia e rovinata), continuare ancora fin sotto un salto con due corde da risalire (attenzione, vecchie, usarle insieme e uno per volta). Si continua ancora fino a quando si trova una traccia che traversa a dx, seguirla fino ad arrivare ad un sentiero orizzontale con scritta "RACCORDO". Andare a sx in orizzontale lungamente fin sotto l'evidente placconata sotto l'enorme tetto del Sass de Mesdì. (0h40/0h45)
- Attacco: poco a sx della placconata parte una cengia stretta da seguire a sx per circa 100 m fino alla sosta con spit (attenzione, passaggi esposti).
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Discesa:
due possibilità:
- con 4 doppie:
- circa 35 metri, si torna a S4;
- circa 28 metri, si torna a S3: attenzione, per raggiungere la sosta il primo che si cala deve rinviare le corde negli spit sullo strapiombo (passaggio di 7a/A0), e tenerle poi vincolate alla sosta;
- circa 55 metri: si torna a S1
- circa 45 metri leggermente in obliquo a dx (viso a monte) scendendo direttamente sotto la cengia, fino a terra (volendo lasciare materiale a terra è opportuno lascialo alla sosta S1 e recuperarlo durante la discesa)
- salire con attenzione sopra la sosta verso la vegetazione e poi ancora a lungo, facendo molta attenzione ai sassi mobili, fino ad individuare una traccia, da seguire a dx (faccia a monte). Continuare lungamente (segni gialli e rossi), facendo attenzione a non fare cadere sassi sulla parete sottostante; raggiungere un grosso ometto e continuare ancora fin sotto una parete gialla. Poco dopo prendere una traccia che scende in un ghiaione a dx (cartello poco evidente che indica il "settore 5"); continuare poi in traverso a sx, lungamente, fino a quando si comincia a scendere per saltini e terreno ripido. Si arriva infine su una traccia orizzontale che, seguita a dx, passa sotto le vie della Pala del Boral e, dopo un lungo percorso, riporta al raccordo da cui si può scendere di nuovo prendendo il sentiero preso alla partenza (circa 1h00).
- con 4 doppie:
- Difficoltà: 7a max (6b e A0).
- Sviluppo: 165 metri.
- Attrezzatura: utile qualche friend fino al n°3 BD sulla fessura del diedro della seconda lunghezza, anche se non indispensabile, 14 rinvii, 2 mezze corde non indispensabili ma utili per eventuali calate.
- Esposizione: est-sudest.
- Tipo di roccia: calcare.
- Periodo consigliato: tutto l'anno, ma in estate troppo caldo e d'inverno sole fino al primo pomeriggio.
- Tempo salita: 4h00.
- Primi salitori: S. Coltri e C., 1986.
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Riferimenti bibliografici:
- Arrampicare in Val d'Adige - Monte Cimo (libro molto esplicativo ma che non riporta autore ed editore)
- Coltri S., Vidali B., Tra il lago e il fiume, 2007 (meno esplicativa ma con i riferimenti esatti delle targhette delle varie vie e dei settori)
- Cartografia: Kompass, foglio 102, Lago di Garda - Monte Baldo, scala 1:50.000
- Relazione
- Lunghezza 1, 5c, poi 4b: salire il muretto a sx della sosta, in direttiva dello spit. Arrivare sotto lo strapiombino ed uscirne a sx, arrivando ad una splendida placca con molte lame e buchi da salire fino alla sosta leggermente a sx verso un albero.
- Lunghezza 2, 6a+ max in corrispondenza dello strapiombo, per il resto 5c/6a: salire per rocce rotte, arrivare ad un muretto dove inizia un bellissimo diedro. Dopo il muretto si arriva ad uno strapiombino, e superatolo si continua per diedro regolare con fessura. Al termine, dove è più liscio, si esce a sx alla sosta poco sopra.
- Lunghezza 3, 6b: salire a sx della sosta, continuare poi verticalmente sfruttando una fessura facile fino a quando si può traversare facilmente a dx verso uno spit in placca. Continuare poco sopra fino ad una sosta da tralasciare (eventualmente il tiro precedente può arrivare fino a qui) e continuare fin sotto l'enorme tetto. Da lì si sale il muro di dx fino a prendere la fessurona sotto il tetto, ben ammanigliata. Seguire tutta la fessurona fino al termine del tetto, quindi uscire prima dritto in una nicchia, poi leggermente a dx e verticalmente fino a quando è possibile traversare a dx alla sosta in piena esposizione (stupendo). Qui arriva anche una variante diretta a spit dalla placca difficile sotto la sosta.
- Lunghezza 4, 7a o A0, 6b+: andare a dx verso uno spigolo grigio arrotondato. Rinviare e poi traversare a dx fino a rocce più facili da rimontare a raggiungere uno spit più in alto a sx. Da qui traversare a sx salendo (7a o A0), andare poi a sx sfruttando delle lame fino a portarsi sotto una stupenda placca liscia con rigole. Salirla e raggiungere la sosta comoda a dx (6b+). Placca difficile, dallo spit al centro della placca sono uscito verso una lama più in alto a sx azzerando sullo spit, quindi ho traversato a dx alla sosta rinviando su un alberello.
- Lunghezza 5, 6b+/6c o A0 (6b obbligato), 6a: traversare a dx e poi salire per muretto fino ad un muro liscio sotto uno strapiombino. Salirlo (molto difficile, secondo me 6b+/6c o A0) fin sotto lo strapiobino con qualche presa. Si raggiunge lo spit e da qui si sale a sx verso una lametta molto più a sx e sfruttando un'altra piccolo buco per la mano dx, fino a raggiungere lo spit (è il punto più delicato e obbligato della via, 6b obbligato). Continuare poi sulle placche a sx intervallate da buone lame, fino alla sosta su terrazzo sommitale (6a).
- Note: via ben attrezzata a spit, abbastanza ravvicinati tranne in qualche punto. In particolare l'ultimo tiro presenta un passo abbastanza impegnativo per rinviare. Soste a spit con catena (tranne quella al termine del diedro). Roccia eccezionale ed esposizione incredibile nella zona del tetto, da non perdere!! Attenzione a qualche sasso instabile (pochi) su alcuni tiri.
- Aggiornamento: relazione a cura di Walter Polidori, da una ripetizione con Mario Colombo il 21 novembre 2009, con la compagnia della cordata formata da Olindo Fioretto e Mauro Luinetti. Revisione relazione da una ripetizione del 23/11/2024 (Riccardo, Claudio, Max, Gabriele, Pietro).
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.