Monte Coudrey (m.1298) - via Pa Raumer e i suoi Pargoli

Monte Coudrey (m.1298) - via Pa Raumer e i suoi Pargoli

Dettagli

  • Accesso stradale: dall'uscita autostradale di Pont Saint Martin seguire per Donnas, e prendere poi a destra la seconda indicazione a destra per Albard (la prima conduce su stradine su cui è facile perdersi). Seguire la strada per circa tre chilometri, destinazione Albard di Bard: si sale in mezzo a vigneti e boschi, con percorso a tratti stretto e tortuoso. Ad una chiesetta prendere a sinistra. Segue un breve tratto in discesa e poi si riprende a salire, giungendo infine al piccolo gruppo di case di Albard di Bard: proseguendo a destra in salita si arriva a un piccolo parcheggio.
  • Avvicinamento: dal parcheggio seguire la strada sterrata verso monte per poche decine di metri, e svoltare subito a sinistra per altra sterrata, che in breve si restringe a sentiero fino ad attraversare, entro pochi minuti, un ponte di legno con ringhiere verdi. Seguire il sentiero oltre il ponte, abbastanza evidente, per un quarto d'ora circa, fino ad attraversare una placca, che costituisce un vero e proprio punto panoramico. Scritta rossa in terra: "Settori nuovi", che indica un sentiero che si inoltra nel bosco a destra. Seguire il sentiero, inizialmente evidente, ma molto meno salendo nel bosco, a causa del fogliame. Si risale una specie di ampio canalone boscoso, rimanendo un po' a destra, e deviando infine a destra, sempre per tracce di sentiero ora più evidenti, fino ad un punto aperto, con una malga/baita ed una teleferica. Proseguire oltre la baita per sentiero, che ora presenta dei segni rossi. Ad un bivio segnalato tenere la sinistra. Si prosegue ora non lontani dalla parete su cui salgono le vie "Gary and Erik" (scritta blu) e "Asso di macumba" (scritta rossa). Continuare per sentiero (bolli e frecce rosse) che ora rimane più discosto dalla parete, arrivando infine alla base di una placca abbattuta, in un punto panoramico. L'attacco della via è indicato da una scritta rossa e due spit. (0h30)
  • Discesa: scendere con due doppie lungo la via di salita all'ultimo salto (dovrebbe essere possibile una discesa più diretta dal termine di un'altra via, ma non abbiamo capito dove). Attenzione alla prima calata, molto obliqua (meglio moschettonare un paio di protezioni). Seguire poi un sentierino alla base della parete verso destra (viso a monte) passando alla base di altre vie, fino ad un sasso con scritta. Seguire lungamente il sentiero, a tratti poco visibile, ma sempre indicato da bolli e frecce rosse (cercare!), ripassando alla base del secondo salto e ritornando poi fino all'attacco della via. Da quì per percorso inverso a quello descritto per l'attacco, fino al parcheggio. (0h45)
  • Difficoltà: max 5b (4a obbligatorio).
  • Sviluppo: 8 lunghezze, per circa 300 metri di sviluppo.
  • Attrezzatura: via attrezzata a spit, soste attrezzate (spit e catene o alberi). La via, per le difficoltà indicate, è ben chiodata, il che non significa che sia chiodata corta: attenzione (per esempio al penultimo tiro). Eventualmente utile, ma non necessario, qualche friend di varie misure.
  • Esposizione: sud.
  • Tipo di roccia: gneiss.
  • Periodo consigliato: tutto l'anno. Tenere presente che a fine dicembre la via va in ombra intorno alle 15.00.
  • Tempo salita: 3h00.
  • Primi salitori: Tito Sacchet, Roberto Munarin, 1999/2000.
  • Riferimenti bibliografici: Sacchet T., Arrampicare a Hone, Bard e Pontboset, Edizioni Elle.Esse, Biella, 2006
  • Relazione
  • Lunghezza 1, 4a: placca semplice, cui segue un diedrino abbastanza appoggiato. Si prosegue con un breve muretto ripido e poi ancora su placca.
  • Lunghezza 2, 3a: dalla sosta scendere appena a destra, e salire per placche appoggiate. Semplice.
  • Lunghezza 3, 3a: sempre per placca fino ad un grosso masso, sostare su albero a sinistra. Con corde da almeno sessanta metri questa lunghezza è unibile alla precedente.
  • scendere verso destra per roccette attrezzate con un cavo metallico, entrando nel bosco. Seguire il sentiero brevemente (questo sarà poi il sentiero di discesa) fino alla base di una placca, al termine della quale si vede una netta fessura che sale verticalmente (spit e segni rossi).
  • Lunghezza 4, 5b: aggirare la placca da destra e affrontare direttamente la fessura, eventualmente (ma allora non è 5b!) spaccando sull'albero... Segue un breve tratto semplice, poi la fessura prosegue piegando ad arco verso destra (spit alti, ma si traversa rimanendo più bassi) fino alla sosta.
  • Lunghezza 5, 5b: ancora per fessura (impegnativa, perchè un po' sfuggente) spostandosi infine a destra in placca, anzichè seguire la fessura fino in fondo. Salire obliquamente a destra seguendo una grossa lama, su terreno decisamente più semplice. Proseguire verticalmente per placchette poco chiodate e brevi risalti molto appigliati fino alla sosta. Anzichè fermarsi alla sosta salire a sinistra e andare a sostare su albero alla base del salto successivo.
  • Lunghezza 6, 4a: per rampa e diedrino a sinistra, uscendo su uno spigolo (bello) e proseguendo poi per placche semplici fino ad una larga cengia alla base del salto successivo (scritte rosse sulla palacca).
  • Lunghezza 7, 4b: bella placca, inizialmente molto semplice, poi via via più ripida e, sorprendentemente, appigliata, a maniglie e lame, che si lasciano salire agevolemte. Tiro non difficile ma con chiodatura lunga.
  • Lunghezza 8, 3c: verso destra per rampa placcosa, che diviene poi uno spigolino, per uscire infine ancora su placche, fino alla sosta terminale. Fare attenzione alla prima calata in corda doppia.
  • Note: via discreta, su roccia buona, peccato che risulti discontinua. Avendone il tempo, una volta discesi dal terzo salto con due corde doppie, può essere interessante salire qualcuna delle vie situate più a destra di questa (più impegnative).
  • Aggiornamento: relazione a cura di Riccardo Girardi, 30 dicembre 2006.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.