Valle Po, Pian della Regina (m.2330), Monte Granè - via I conti di re Umberto

Valle Po, Pian della Regina (m.2330), Monte Granè - via I conti di re Umberto

Dettagli

  • Accesso stradale: da Crissolo (Cuneo) raggiungere Pian della Regina. Si lascia la macchina in un ampio parcheggio, con la stupenda visione della grande mole del Monviso!
  • Avvicinamento: dal parcheggio scendere per strada verso il fiume, attraversarlo tramite il ponte più a monte, quindi dirigersi direttamente alla base della parete, verso un conoide nevoso, alla base di una rampa che sale obliqua da dx a sx. (0h30)
  • Attacco: all'inizio della rampa che va verso sx.
  • Discesa: scendere il versante opposto a quello di salita, nevoso, per raggiungere una vecchia pista da sci a dx (faccia a valle), solitamente battuta dagli sci alpinisti. Si compie un giro che riporta in breve al ponte utilizzato per l'avvicinamento. Bellissima vista sul Monviso.
  • Difficoltà: pendii nevosi 40°, tratti di roccia III, M4. Per la variante Paldi: IV+, M5.
  • Sviluppo: circa 350 metri.
  • Attrezzatura: scelta di chiodi, martello, serie di friends fino al n° 3 camalot (compresi alcuni micro), nuts. Nelle condizioni trovate da noi, inutili i chiodi da ghiaccio.
  • Esposizione: nord.
  • Tempo salita: 4h circa.
  • Primi salitori: Alberto Fantone, Mario Brovia, Gianluca Bocca, Giorgio Curetti, 8/12/2014.
  • Relazione
  • Lunghezza 1, misto facile, III, 55 metri: salire la rampa ascendente da dx a sx, superando qualche saltino con neve mista a roccia e toppe d'erba. Si fa un breve traversino a sx facile ma esposto e si arriva nei pressi di un pendio abbattuto nevoso. Si sosta su massi, sosta da attrezzare.
  • Lunghezza 2, neve 40°, 55 metri: si sale verso dx il pendio nevoso, si fa un breve traversino che conduce ad una cengia e si sosta alla base di un vago diedro, sosta da attrezzare.
  • Lunghezza 3, M4, 45 metri: salire il diedrino, per poi uscirne a sx arrivando sotto un breve muretto da cui uscire a dx (utile proteggersi con un chiodo universale). Prendere poi una rampa più facile di roccette e toppe d'erba che va verso sx, fino ad arrivare ad una cengia dove si può sostare agevolmente con friends su grosso masso.
  • Lunghezza 4, M3, 40 metri: traversare a sx e salire per un vago diedrino, da cui poi uscire a sx per continuare su facili roccette fino ad un'altra cengia, dove organizzare una sosta.
  • Lunghezza 5, M3, 50 metri: salire per muro delicato, per poi andare a sx di un marcato diedro. Si arriva così su una cengia alla base di un piccolo strapiombino.
  • Lunghezza 6, M5, 40 metri: la via originale va a dx, sale per zone nevose e attraversa verso dx, andando a prendere dei pendii nevosi tra rocce, dove salire con basse difficoltà fino in cima (possibile anche traversare decisamente a dx per arrivare poco sotto uno spallone, da cui scendere agevolmente).
    Variante Paldi: noi siamo saliti direttamente per lo strapiombino sopra la sosta, uscendone a dx, per poi continuare più agevolmente su terreno facile fino alla base di una bastionata rocciosa (da qui la bastionata è comunque aggirabile sia a dx che a sx).
  • Lunghezza 7, M5/IV+, 40 metri: salire a sx per rocce che portano sopra il primo muro (possibile salire anche direttamente, ma più difficile). Traversare a dx, arrivando sopra una specie di torre, quindi salire direttamente uno strapiombetto e da lì traversare delicatamente a sx (esposto), salire di nuovo verso dx e raggiungere una cengetta rocciosa che porta fuori dalle difficoltà, alla base dei pendii nevosi (roccia non buona e scarsa proteggibilità - SCONSIGLIABILE).
  • Lunghezza 8, 40°, 60° breve tratto, 60 metri: ora salire per pendio nevoso, e raggiungere la sommità oppure traversare a dx fino poco sotto una spalla, che si raggiunge con breve pendio ripido.
  • Note: parete decisamente poco estetica, ma ambiente grandioso per la presenza del Monviso e delle altre montagne vicine.
    Via abbastanza facile e discontinua, anche se con qualche tratto da non sottovalutare. Utile per iniziare su questo tipo di terreno, anche se spesso è poco proteggibile. Nessun materiale presente in via, è tutta da attrezzare. Quindi occhio!
    Lasciare perdere la variante aperta da noi, perché su roccia non sana e poco proteggibile.
  • Aggiornamento: relazione di Walter Pres Polidori, da una ripetizione con Paolo Paldi Morelli e Guido Carnevali, 13 dicembre 2014.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.