Monte Moregallo (m.1276) - via Cresta G.G. OSA

Monte Moregallo (m.1276) - via Cresta G.G. OSA

Dettagli

  • Accesso stradale: da Valmadrera (Lecco) salire in auto fino alla frazione Belvedere (indicazioni per S.Tomaso). Parcheggio difficoltoso nei fine settimana (attenzione ai divieti lungo la strada).
  • Avvicinamento: seguire il sentiero n° 7 fino al Fontanino di Sambrosera. Da lì proseguire con il sentiero n° 6 fino alla bocchetta formata dalla cresta del Moregallo, e da lì salire a sinistra.
    Non è comunque possibile sbagliare, grazie ai vari cartelli indicatori che fanno esplicitamente riferimento alla cresta. (1h00/1h15)
  • Attacco: dalla bocchetta formata dalla cresta del Moregallo si sale a sinistra (cartello) per 70/80 metri seguendo tracce di sentiero, fino ad un masso con incisa la scritta "OSA" ed una freccia che indica di seguire una traccia a sx, che in breve conduce all'attacco.
  • Discesa: a sinistra o a destra rispetto alla cima, per sentiero, in circa 1h15. E' possibile evitare le ultime due lunghezze uscendo verso destra per sentiero (possibili placche di neve e ghiaccio in inverno, tratto di sentiero abbastanza esposto, prestare attenzione).
  • Difficoltà: AD, III, III+, un passo di IV.
  • Sviluppo: circa 8 lunghezze, 500 metri.
  • Attrezzatura: presente un chiodo sul passo di quarto. Soste da attrezzare su spuntoni e clessidre senza problemi. Cordini per clessidre, qualche dado e friend. Corda singola o due corde a scelta.
  • Esposizione: sud.
  • Tipo di roccia: calcare molto lavorato.
  • Periodo consigliato: via percorribile tutto l'anno, ma sconsigliata d’estate.
  • Tempo salita: 2h30/3h00.
  • Primi salitori: Gianbattista Villa, Gianni Mandelli, Elio Rusconi e Antonio Sacchi il 13/01/1973.
  • Riferimenti bibliografici:
    • Meciani L., Pesci E., Arrampicate moderne nel lecchese, Melograno Edizioni, 1992 - (semplice schizzo con difficoltà)
    • AAVV, Valmadrera - Escursioni e itinerari alpinistici, 1996 - (descrizione dettagliata)
  • Cartografia:
    • TCI - Gruppo delle Grigne - scala 1:20.000
    • Multigraphic - Brianza, Prealpi Lombarde - scala 1:25.000
    • Kompass, foglio 105 - Lecco, Valle Brembana - scala 1:50.000
  • Relazione
  • Lunghezze 1 e 2, III, III+, 60 metri: salire lo spigolo su roccia solida e molto lavorata sino a che termina con delle piccole guglie, dopo un breve salto più impegnativo. Superare le guglie e, con un tratto di sentiero di 7-8 metri, giungere alla base del saltino successivo, a sx (ignorare due spit con anello posti su un pilastro poco più in alto a dx). N.B.: anche con una corda da 60 metri è meglio fare due lunghezze, per evitare attriti nell'ultima parte.
  • Lunghezza 3 e 4, III, passo di IV, 60-70 metri: salire il successivo sperone su roccia lavorata, tenendo presente che anche qui si dovrà spezzare il tiro attrezzando una sosta (dopo una trentina di metri si trova, per esempio, una discreta clessidra). Oltre la clessidra si sale un breve diedrino a dx giungendo nel punto ove si è staccata recentemente (primavera 2020) una frana. Stando a sx si riesce a passare agevolmente, raggiungendo con passo esposto un evidente un chiodo. Con difficoltà minori si prosegue fino a degli spuntoni su cui sostare. Proseguendo per pochi metri di sentiero andare a sostare a destra dell'evidente camino su due spit con anello.
  • Lunghezza 5, III, 30 metri: salire il camino: qualche appoggio liscio, passaggio non banale. Possibilità di assicurarsi, a metà camino, su un sasso incastrato. Uscire dal camino sulla destra e proseguire a piacere.
  • Lunghezza 6 e 7, III, II: proseguire per due lunghezze semplici, costituite da placchette e piccoli saltini di roccia. Non uscire sul prato a destra: in inverno, con erba secca, è molto scivoloso.
  • Corda in spalla, scendere per tracce di sentiero ad un intaglio della cresta, alla base di una paretina verticale. Da qui è possibile terminare la salita, seguendo un sentiero che si diparte sulla destra (dopo qualche centinaio di metri, ad un bivio, tenere la traccia bassa) o proseguire con le due lunghezze seguenti (poco consigliabili).
    Se si segue il sentiero si può poi scegliere se scendere a valle (piegando a destra) o se proseguire verso la vetta (piegando a sinistra, in 15-20 minuti).
  • Lunghezza 8, IV, 10/15 metri: salire la paretina di una decina di metri in un punto a scelta: è poco proteggibile, e a sinistra è più semplice.
  • Lunghezza 9, II, III, 25/30 metri: proseguire per sentiero arrivando alla base di un risalto friabile e poco invitante: canale centrale marcio con ai lati rocce instabili. Stando a destra del canale salire con molta attenzione fino ad un grosso sasso sporgente, apparentemente solido. Da lì traversare a destra e proseguire la salita per rocce più solide.
  • Con pochi metri di roccette (passaggio esposto, eventualmente fare un mezzo tiro) si raggiunge la vetta.
  • Note: roccia magnifica tranne l'ultimo salto friabile: le ultime due lunghezze sono poco omogene con il resto della via, sia in termini di difficoltà, sia in termini di qualità della roccia.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Riccardo Girardi, 31 marzo 2001. Revisione relazione del 30/12/2023.

    Aggiornamento dicembre 2021: l'attacco della via è un po' franoso ma non sembra presentare pericoli, evitare comunque di soffermarsi. La frana si è verificata sulla quarta lunghezza (il tiro ove era presente un chiodo con un cavetto metallico). Si riesce comunque a passare senza problemi, stando a sinistra, dove la roccia è più sana, con un passo in esposizione a raggiungere un evidente chiodo. Da lì si prosegue senza problemi.

    Aggiornamento novembre 2020: da infomazioni reperite in rete (https://lecconotizie.com/montagna/valmadrera-montagna/moregallo-dopo-la-bonifica-riaperto-il-sentiero-che-sale-da-sambrosera/), che non abbiampo però potuto verificare direttamente, sembrerebbe che la cresta sia nuovamente percorribile, con un po' di attenzione specie nella zona di attacco, dove potrebbero essere possibili scariche di sassi. Maggiori dettagli all link indicato.

    Aggiornamento primavera/estate 2020: si è verificata una frana sulla cresta che la rende al momento impercorribile. Quando ne avremo notizia, pubblicheremo un aggiornamento.

     
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.
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